lunedì 4 gennaio 2021

Monaco per pochi minuti

Il 21 ottobre del 1992, moriva un giovane monaco nella comunità di Monteveglio, presso Bologna. Nessuno forse ricorderà quel fatto, ma i giornali si divertirono a titolare la notizia così: “Un monaco è morto di Aids”. 

Ed è morto di Aids veramente! 

Ma qual era la sua storia? Quel giovane era nato nel 1948 a Modena; a vent’anni, nel 1968, aveva lasciato la casa e aveva iniziato l’avventura, l’avventura che per tanti giovani in quegli anni fu avventura drammatica; approdò alla droga, approdò alle mode orientali, corse da una parte all’altra del mondo, finì in carcere. 

Uscì dal carcere, ricadde nella droga. Nel 1986, ormai la sentenza: sei sieropositivo, sei all’ultimo stadio! La disperazione! Questo giovane era ateo e confidò: “Volevo pregare, ma chi potevo pregare? Io non credevo in nessuno, a chi potevo raccontare la mia pena? A chi potevo confidare la mia disperazione?”. 

Gli si avvicinò un monaco, don Umberto Neri. Il giovane gli disse: “Io sono disperato”; e il monaco: “Vieni con noi, se vuoi, siamo poveri, ma c’è spazio per un altro povero”. Quel giovane disse: “Vengo”. È andato nella comunità; nessuno gli ha chiesto: ma da dove vieni? Cosa hai fatto? Perché sei malato? Perché ti sei ridotto così? La comunità si è presentata pregando. A un certo punto, dopo alcuni mesi di attenta osservazione, questo giovane ha gridato davanti a tutti: “Ho capito, Gesù è Dio, perché soltanto se Gesù è Dio si spiega la vostra vita; voi siete poveri e siete felici, voi siete umili e siete felici, voi siete poveri e umili e siete felici, voi siete poveri e umili e mi avete accolto con grande amore”. E si è convertito. 

È vissuto per sei anni nella comunità. Nel 1992 è morto, e poco prima di morire ha confidato: “Nella Chiesa c’è tanto peccato; prima io lo vedevo da lontano, ora lo vedo da vicino, però nella Chiesa Dio c’è, la Chiesa è la culla di Dio e io voglio stare in questa Chiesa”. Sul letto di morte ha fatto la professione di monaco ed è morto pochi minuti dopo; monaco per pochi minuti! È il miracolo della povertà vissuta, dell’umiltà vissuta; e l’umiltà e la povertà hanno portato Dio a questo giovane.

Anche noi dobbiamo essere una culla di Dio; anche noi dobbiamo diventare una piccola Betlemme di povertà e umiltà, affinché Dio venga e nasca.

Fonte     Mauro Montrasio



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