mercoledì 11 giugno 2014

Fare tutto per mezzo di Maria, con Maria, in Maria, per Maria - 1° Incontro 2014

P. Giovani Crippa, monfortano di Verona, inizia la sua catechesi portandoci spiritualmente nel Cenacolo con gli apostoli e Maria… sentiamo che la Madonna ci rincuora e ci aiuta a capire l’importanza di essere totalmente di Cristo. Il santo di Montfort a cui vogliamo ispirarci per essere totalmente di Cristo ci dice che tutta la nostra perfezione sta nell’essere conformi, uniti e consacrati a Gesù Cristo.
Perciò la più perfetta di tutte le devozioni è incontestabilmente quella che ci conforma, ci unisce e ci consacra più perfettamente a Gesù Cristo. Ora, continua il Montfort, essendo Maria tra tutte le creature la più conforme a Gesù Cristo, ne segue che tra  tutte le devozioni quella che consacra e unisce di più un’anima a Nostro Signore, a Gesù, è la devozione a Maria. Più un’anima sarà consacrata a Lei, più sarà anche consacrata a Gesù Cristo.

Ma come possiamo praticare la devozione alla Madonna?
Tutta la nostra vita non basta per capire quale è il modo migliore per conosce e onorare Maria, tantomeno praticarlo con costanza ma, continua p. Giovanni, occorre che fin dall’inizio si imposti la devozione alla Madonna su una base solida, sostanziale perché non avvenga che il progresso sia solo nelle fronde: noi vogliamo cogliere i frutti di questa devozione! Delle foglie e dei fiori nessuno si accontenta: vogliamo cogliere i frutti!

Il santo di Montfort ci offre indicazioni preziose per praticare la devozione a Maria. Nel suo libro Trattato della vera Devozione ci suggerisce una devozione interiore che parte quindi dal cuore, una devozione tenera, una devozione santa che porta l’anima ad evitare il peccato e a imitare le virtù di Maria, una devozione costante che conferma l’anima nel bene, una devozione disinteressata che ispira all’anima di non ricercare se stessa ma solo Dio nella sua santa Madre.
Queste caratteristiche della vera devozione sono già di per sé un programma di una forte vita interiore e mostrano come la devozione a Maria più  che una pratica o un complesso di pratiche è tutta una vita impegnata nell’esercizio delle virtù.
Ecco allora che la devozione a Maria che ci presenta il Montfort va di pari passo con la vita spirituale anzi, non può esserci devozione mariana senza vita spirituale!

L’ideale è una vita spirituale seria, consapevole della missione che vi esercita Maria, vissuta in unione con Lei, in collaborazione con Lei. Ed è una vita che traspare anche esteriormente: la vita spirituale radicata nell’intimo dell’anima ha una sua naturale manifestazione nella condotta esterna, tanto che non ci vuole molto a riconoscere se una persona ha una vita spirituale seria. E così è anche per quanto riguarda la devozione a Maria: radicata nell’anima essa permea la vita e si manifesta nelle sue normali attività.
P. Giovanni però continua dicendo che sbaglia chi condanna le pratiche esterne per la ragione di una devozione interiore. Se la pianta è viva deve dare frutti, sbaglia chi condanna i frutti motivandolo con l’intenzione di difendere la vita della pianta. Come pure sbaglia, e anche qui è un punto molto importante, chi si contenta di queste pratiche esterne come se, invece di coltivare la pianta, ci si contentasse di comperare qualche frutto sul mercato.

Le pratiche esterne che il santo di Montfort suggerisce sono di grande valore, in modo particolare egli suggerisce la consacrazione alla Madonna per una vita spirituale piena, preparata da un corso di esercizi per i quali egli traccia un piano fatto da tappe: spogliarsi dello spirito del mondo, conoscere se stessi per disprezzarsi, conoscere la Madonna per donarci a Lei, conoscere Gesù per consacrarci a Lui.
Il Montfort nel suo meraviglioso libro Trattato della vera Devozione a Maria sottolinea l’importanza della pratica interiore della devozione, cioè la vita interiore vissuta nella consapevolezza della missione di Maria Santissima e di unione con Lei.
I numeri 183 e 212 del Trattato, attraverso la condotta di Giacobbe verso la madre Rebecca, ci spiegano la condotta che noi dobbiamo avere verso Maria: amare la vita interiore, amare la preghiera, amare teneramente Maria evitando ciò che a Lei dispiace e facendo volentieri ciò che può attirarci la sua benevolenza, essere sottomessi a Maria, imitare le sue virtù e i suoi esempi.

Il Montfort ci chiede come si fa ad essere totalmente immersi nell’amore di Maria, perderci nel materno verginale suo seno, come dice lui stesso al n° 199. Il santo ci introduce a questa dipendenza da Maria quando ci propone le pratiche interiori della vita della vera devozione.
Queste pratiche sono molto santificanti per coloro che lo Spirito Santo chiama ad un’altra perfezione.
Esse consistono nel fare tutto per mezzo di Maria, con Maria, in Maria e per Maria al fine di fare tutto più perfettamente per mezzo di Gesù, con Gesù, in Gesù e per Gesù.

Queste quattro espressioni, conosciute dal Montfort fin dai tempi del seminario, ci richiamano spontaneamente alla formula della piccola elevazione alla conclusione del canone della Messa in cui noi Sacerdoti diciamo: “Per mezzo di Lui, con Lui e in Lui, in unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria…”.  E’ una formula piena di richiami della dottrina di san Paolo in cui vene tutta la vita cristiana in intima unione con Gesù. Essa si svolge in Cristo, in Lui siamo stati rigenerati partecipando alla sua morte e alla sua resurrezione. In Lui viviamo, in Lui cresciamo, in Lui fruttifichiamo, in Lui moriamo… sono tutte espressioni che noi troviamo nelle lettere di san Paolo.
Allora viene spontaneo chiederci perché applicare queste formule così specificatamente cristologiche a Maria (cioè per mezzo di Maria, con Maria, in Maria e per Maria). Certo, dobbiamo dire che non sono mancate delle esagerazioni nel campo della pietà mariana, volendo attribuire a Maria fatti della Scrittura o dottrine che non la riguardano. La cosa è molto deplorevole e non si può scusare con il pretesto della pietà: la Vergine arricchita di così grandi beni non ha bisogno di farsi onore, diceva s. Bernardo.

Questo però non è il caso del santo di Montfort.
Infatti – continua p. Giovanni -  non per sbaglio lui trasferisce a Maria le formule della liturgia di san Paolo ed esorta ad agire per mezzo di Lei, con Lei , in Lei e per Lei, ma mette questa formula a Maria per una singolare e opportunissima penetrazione nel mistero di Cristo. La ragione dello spirito mariano che anima tutta la Chiesa è questa! E’ un fatto indiscutibile che affonda le sue radici nella volontà di Dio da cui è animata la santa Chiesa, per cui anche l’ascetica si adatterà alla volontà di Dio tanto meglio se asseconderà l’onda mariana della grazia.

Nel nostro cammino spirituale ci sono in particolare due disposizioni dell’anima che possono essere di grande aiuto: l’umiltà e la confidenza. L’umiltà ci fa sentire il bisogno di Dio e la confidenza ci apre alla Sua opera. Queste due virtù sono talmente importanti che l’anima riceve la Grazia ed è disposta a corrispondervi in misura proprio di queste due virtù. Queste costituiscono l’infanzia spirituale tanto raccomandata da Gesù fino a dire che chi non riceve il regno di Dio come un fanciullo non vi entrerà.

Esse sono le prime scintille della fede in noi: l’anima illuminata dalla divina rivelazione nella verità sente subito la sua nullità, la sua relatività, la sua indigenza e allora si apre verso la fonte di ogni bene che è Dio. L’umiltà ci porta ad avvicinarci a Maria, ad appoggiarci a Lei nel nostro impegno verso la santità. Siamo tanto fragili, incostanti, indegni, colpevoli… se nella nostra strada verso Cristo incontriamo questa Madre piena di grazia e di misericordia, non sarà possibile fare a meno di Lei. Sembrerebbe persino che se Maria non ci fosse noi magari imploreremmo da Dio in aiuto alla nostra miseria qualcosa che equivalesse a Lei.

Se Dio l’ha posta lungo la via che ci porta a Lui, volerne fare a meno è presunzione, è orgoglio che ostacola in noi il lavoro della Grazia.
Quindi la missione materna, la bontà, la potenza di questa madre dilatano la nostra confidenza e ci fanno aspettare dalla Divina Misericordia assai più di quanto avremmo osato aspettarci se fossimo rimasti isolati. Abbiamo quindi bisogno di questa Madre! Non ho mai letto di alcun santo che non sia mai stato molto devoto della Madonna! 

E’ chiaro che queste quattro formule (per mezzo di Maria, con Maria, in Maria e per Maria) sono complementari, non sono espressioni sinonime quasi che una equivalga all’altra, no. Perché esse esprimono aspetti diversi della nostra attività, del nostro vivere. In ogni attività si riscontrano i quattro aspetti indicati dalle formule, ma l’uno non è l’altro.
Come in un’azione noi riscontriamo attività della mente, dell’occhio, della lingua o dei muscoli, quindi attività contemporanee ma diverse nella loro natura, così pure la formula per mezzo di Maria riguarda le intenzioni con cui noi operiamo, i motivi che ci determinano, le disposizioni, lo spirito con cui agiamo e ci suggerisce di sostituire le nostre intenzioni, motivi e disposizioni che ci sarebbero spontanee con quelle della Madonna.

La formula in Maria invece riguarda quel più profondo rapporto che noi abbiamo con la Grazia nella vita soprannaturale e ci suggerisce di aver fede in essa e di esserne consapevoli.
La formula con Maria ci ricorda di prendere la vita di Maria come esempio per condurre bene la nostra vita.
In ultimo la formula per Maria ci suggerisce che Ella è il mezzo di cui Dio ha voluto servirsi per darci Gesù e di cui Dio vuole che anche noi ci serviamo per giungere al fine prossimo della nostra attività.
E’ facile pensare che queste quattro formule siano quattro gradi successivi attraverso i quali si giunge alla perfezione ma questo non è vero.
Più che di fasi successive si tratta di aspetti complementari.
La perfezione sta nel praticare contemporaneamente le norme delle quattro formule.

Ma come possiamo in ogni nostra azione tenerle presenti tutte? Ci risponde il Sacerdote: non è complicato! Magari lo può essere lo studio della vita mariana ma la pratica deve essere semplice, deve diventare uno spontaneo atteggiamento di dipendenza e di confidenza.
Qualsiasi arte non si apprende che lentamente e faticosamente, da un principiante non si può pretendere la sicurezza, la padronanza che dimostra un provetto artista. Tuttavia anche il più esperto non avrebbe raggiunto quella perizia se non avesse perseverato faticosamente e tenacemente nei primi ardui esercizi.

Vi è una vita di unione con Maria matura, provetta e bella, dobbiamo desiderarla! Ma non scoraggiamoci se non la possiamo praticare così completa fin dal principio della vita spirituale, l’importante è fare ogni giorno un piccolo passo aiutandoci sovente con un piccolo esame interiore.
A seguito di una domanda sul significato della Consacrazione, padre Giovanni spiega che quello che il santo di Montfort ci tiene a sottolineare è che la consacrazione è una rinnovazione delle promesse battesimali. Lui infatti, dopo ogni missione, invitava tutti i cristiani a rinnovare le promesse battesimali e a rinnovarle dietro la consacrazione alla Vergine.
Ricevendo il Battesimo da bambini abbiamo perso un po’ il suo vero significato. Ad esempio il disprezzo del mondo che ha un po’ preoccupato la persona qui ha fatto la domanda, non è altro che la frase che si trova nelle promesse battesimali, ed è la rinuncia a satana. Quando ci consacriamo alla Madonna, Lei ci aiuta a vivere più profondamente queste promesse battesimali.

 Al numero 120 del Trattato leggiamo: “La perfetta consacrazione a Gesù quindi non è altro che una consacrazione perfetta, totale di se stessi a Maria o in altre parole una perfetta rinnovazione dei voti e delle promesse del santo Battesimo. Questa devozione io insegno. E’ questo il più grande mezzo e il più meraviglioso dei segreti per avere e conservare la divina sapienza: una tenera e vera devozione a Maria, cioè essere totalmente con Cristo, in Cristo, per mezzo di Cristo. Non c’è mai stato nessuno al di fuori di Maria che abbia trovato grazia davanti a Dio per se stesso e per tutto il genere umano, che abbia avuto il potere di incarnare e di far nascere la Sapienza Eterna.
Quindi quando noi diciamo di fare tutto per Maria, con Maria, in Maria significa immedesimarci in Lei per vivere sempre queste promesse battesimali.

Il Montfort parla di Maria come la creatura più conforme a Gesù. Consacrarsi a Lei significa rendere più salda e più profonda la propria conformità, comunione e consacrazione a Gesù.
In un tempo come il nostro in cui sentiamo forte l’urgenza di ritornare a Cristo perché il mondo ritrovi la speranza, ecco che s. Luigi di Montfort è più che mai attuale.
Pronunciare una formula di consacrazione, proclamarsi consacrato alla Madre di Dio per vivere più fedelmente le promesse del Battesimo, sicuramente non richiede molti sforzi, in fondo basta dire una formula… ma quando si tratta di intraprendere una vita nuova ispirata alla vita della Vergine e rendersi disponibile alla sua missione materna, allora le difficoltà si fanno sentire.

Come fare? Da dove cominciare per riuscire a identificarsi con Maria per dare a Cristo la risposta d’amore che Lui attende da noi suoi battezzati?
Il Montfort ci aiuta molto in questo perché lui per primo ha vissuto la spiritualità mariana che ci indica nel Trattato e piano piano ci introduce nei segreti dell’esperienza di Maria nella nostra vita quotidiana.

Dice il Montfort al numero 258 del Trattato: Dobbiamo fare tutto per mezzo di Maria. Dobbiamo obbedirle in ogni cosa e in ogni cosa essere guidati dal suo Spirito che è lo Spirito Santo di Dio.(…) Coloro che sono guidati dallo Spirito di Maria sono figli di Dio e servo vero e fedele della santissima Vergine è solo colui che è guidato dallo Spirito. (…) Un’anima è veramente felice quando è tutta posseduta e guidata dallo Spirito di Maria che è docile e forte, zelante e prudente, umile e coraggioso, puro e fecondo.

Aggiunge ancora: Ora hai percorso la strada che conduce al tuo io profondo, al tuo cuore, nell’intimo della tua coscienza e della tua libertà? Nonostante i tuoi difetti e debolezze, giungerai ad essere Maria per Gesù e per i fratelli cooperando così alla costruzione di un mondo nuovo e più bello, come vuole il Signore.

Abbiamo detto allora che il primo atteggiamento per vivere la consacrazione è compiere le nostre azioni per mezzo di Maria. La spiritualità mariana cui il Montfort ci introduce non è un ricorso sporadico o addirittura un sentimento passeggero ma è una scelta fondamentale che ci sintonizza con Maria, che allarga la nostra vita e giunge ad orientare tutte le nostre singole azioni. Una persona non diventa buona e onesta per un solo atto di bontà e di onestà, ma è necessario ripetere spesso tali atti in modo che si stabilisca nell’anima proprio un atteggiamento deciso a scegliere il bene e a rigettare il male. 

Per questo il Montfort ci invita in modo pressante a fare riferimento a Maria in ogni azione! E’ un esercizio, una tecnica dettata dall’amore che ha come pietra angolare la docilità allo Spirito Santo. Spesso il nostro santo ci dice che tutta la vita di Maria è stata guidata dallo Spirito al punto da esserne totalmente posseduta. Impariamo da questa Madre a diventare docili all’azione dello Spirito in noi e con il Montfort diciamo: “Rinuncio a me e mi dono a Te, mia cara Madre!”.

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