martedì 2 ottobre 2012

Il nostro Santo Angelo custode

La devozione all'Angelo custode, che fino a non molti anni fa i bambini apprendevano sulle ginocchia della mamma, sembra la più semplice  e la più adatta ad introdurci nella comunione con i nostri Fratelli del cielo, unendoci a loro in una intimità che è uno spontaneo riversare nell'Amico tutto il nostro cuore, con i suoi ideali, le sue speranze, le sue gioie, i suoi dolori e i suoi timori, per averne soccorso e conforto.
L'Angelo custode ci ama molto, più di quanto noi ci amiamo, partecipando dell'amore infinito di Dio per noi, intuendo, desiderando e procurando il nostro vero bene spirituale e temporale.

Attende solo il nostro sguardo di fede, un moto del cuore per venirci in aiuto e talora anche ci previene.
E' inoltre per noi un modello di vita soprattutto nella duplice dimensione: contemplativa (di adorazione e preghiera incessante Mt 18,10) e attiva (di servizio di carità Eb 1, 14).
Il fulcro della vera devozione al Santo Angelo custode risiede nel Battesimo ed il cristiano è tenuto a praticarla in questa prospettiva che l'inserisce nel mistero di Cristo e della Chiesa. Col Battesimo infatti diventiamo "figli di Dio", membra vive del Corpo Mistico, godiamo della materna protezione della Vergine Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, e della comunione con tutti gli Angeli e i Santi di cui siamo fratelli nell'ordine della Grazia.
Ma il Battesimo è un seme di vita divina destinato a crescere e a svilupparsi in noi, con la nostra collaborazione, fino a fiorire e a dare frutti di santità; perciò la Chiesa ogni anno, nella notte di Pasqua, celebra la rinnovazione delle promesse battesimali e ci esorta a ripetere di frequente questa rinnovazione, concedendo ogni volta l'indulgenza parziale e, plenaria, qualora sia fatta nell'anniversario del proprio Battesimo.
E' questa la data più importante della nostra vita cristiana da non dimenticare mai ed anche la più idonea per emettere, unito alla rinnavazione dei voti battesimali, l'affidamento al proprio santo Angelo custode, incaricato espressamente da Dio di vegliare sulla vita divina che abbiamo ricevuto affinchè raggiunga la sua pienezza.

La formula qui proposta non è esclusiva e non pretende neppure di essere un modello. Sarà bene, anzi, che ognuno scriva liberamente il proprio tto di affidamento, secondo quello che detta il cuore e l'Angelo custode suggerisce.

Angelo santo del Signore, che contempli nei cieli il volto ineffabile di Lui e siedi all'ingresso del mio cuore, presenza di luce e di amore divino, entra, ti prego, fratello, amico, custode nel mio intimo più segreto e fanne la tua stabile e amata dimora: a Te totalmente mi affido: Prendimi per mano nel quotidiano cammino della vita, istruendomi con la tua scienza infallibile, orientandomi con le tue celesti ispirazioni, difendendomi dal male con il tuo potere sovrumano, inondandomi della tua pace ultraterrena. Ti prometto di invocarti ogni giorno e di accogliere i tuoi guggerimenti. Fammi camminare nell'amore, ben saldo nella fede, con lo sguardo di fiduciosa speranza rivolto sempre alla mèta, al di là del tempo, dove, in comunione perfetta con te, con la Vergine Maria, con tutti gli Angeli e i Santi, mi inabisserò nella Trinità Santissima, Principio senza principio di tutto ciò che è, il visibile e l'invisibile. Amen!

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