mercoledì 21 settembre 2011

Nato dal battesimo

di  Josè Rodrigo Lopez Cepeda, Messico

Mentre mi trovavo di passaggio nella mia città natale, avevo ceduto alla richiesta di mia madre di andare a far visita a una sua amica in ospedale. Arrivato nella stanza della malata, mi si avvicinò un’infermiera e mi chiese se potevo visitare anche un anziano sacerdote che era in condizioni molto gravi.
Mi congedai dall’amica di  mia madre e mi diressi al reparto di terapia intensiva, dov’era ricoverato questo mio fratello nel sacerdozio. Entrando, fui molto sorpreso nello scoprire che quell’anziano sacerdote in condizioni gravi era il sacerdote che mi aveva battezzato. Era incosciente. Mi presentai alla persona che lo accudiva in quel momento e questa cominciò a piangere quando le raccontai che ero stato battezzato da quel sacerdote.
Mi disse: “Padre… lui aveva saputo della sua ordinazione sacerdotale in Europa e aveva detto che non voleva morire senza prima aver visto suo figlio sacerdote, dato che lui l’aveva generato nella vita di fede con l’acqua del Battesimo”. Ed io ero proprio lì, a ungere e a presentare al Signore quel servo fedele che mi aveva donato la grazia che ora permetteva a me di benedirlo.
Questo fatto ha segnato la mia vita sacerdotale, poiché anche io sono chiamato a generare la vita di fede in molti, per mezzo del Battesimo, ma soprattutto attraverso il mio modo di vivere la fede.
Non so quanti, tra coloro che ho battezzato, sono stati chiamati da Dio a diventare sacerdoti, ma da quel momento, ogni volta che battezzo un bambino, in cuor mio faccio una richiesta: “Che un domani, Signore, uno di loro mi aiuti a venire al felice incontro con Te”.

Tratto dal libro 100 storie in bianco e nero – Edizioni ART

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