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Hai amato tutto.
Tutto hai accolto e tutto ti sorride.
Ora, in perenne silenzio ti fai sentire
ed io ti sento.
Mi chiami, mi sorridi,
ti volti, mi prendi in giro;
adori prendermi in giro.
Giovanni non fuggire da questo cuore
che io non viva un sol giorno
senza vedere il sole.
Tu, sole; tu, gioia.
Tu, pieno; grande, forte,
“ innocuo” sacerdote
io non ti credevo capace di tanto rumore.
Pieno, pieno di Dio
da far impazzire il sole dalla gioia
di vedere un figlio tornare al Padre
che in un giorno di lacrime ha accolto
nel suo Regno il santo benefattore.
Non ricordo un solo “no” detto con orgoglio,
ne un “sì”, senza una ragione.
Hai dissetato quanti non capivano
e non c’è niente da capire se non l’amore.
Hai l’anima pura e chiara.
Trasparente in ogni movimento che sembrava cercato,
in ogni parola che sembrava già scritta.
Ti avevo qui, Giovanni
e non ti ho salutato per quell’ultimo viaggio,
non ti ho ancora salutato.
Vivi, sempre, vivi più che puoi,
perché tutto hai amato; tutto:
il male, la poesia, la Parola di Dio,
i poveri, i veramente poveri; gli ultimi.
Anche i primi hanno avuto il tuo conforto.
Benigno, fresco zampillo che non ha mai fine,
ora so che non c’è una fine.
So che non trovi più le parole,
so che guardi in alto, conosco il tuo sorriso,
so che i tuoi occhi spariscono
e così la tua bocca.
Dunque sorridi, guardi ancora in alto
come una volta, e come prima
abbassi e scuoti il capo,
preso da un’imprevedibile passione
e non hai più le parole.
Mi diverte, e ti prendo in giro
perché il “mio Giovanni” non ha più le parole:
in questo silenzio assolato e distaccato
mi insegni ancora,
“ la preghiera è tutto”
e non c’è altro da dire.

 


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