Condivido pienamente la scelta del nome voluto per questo sito:
A Gesù per
Maria.
Maria è colei che ha permesso a Dio di prendere la nostra
carne, di farsi
uomo. Davvero hanno ragione gli orientali quando dicono che l’Annunciazione
è
la porta di tutti i misteri. Il “si” di Maria è l’origine,
l’alba di una
nuova era, quella della salvezza. Ammetto che questa asserzione di
fede
potrebbe sembrare astratta, in realtà trova riscontro nella
vita di ognuno
di noi, che abbiamo sperimentato il soccorso e la materna sollecitudine
della Madre di Dio nei momenti cruciali della nostra vita.
Io so – per esempio - che devo la mia vocazione sacerdotale,
tra le altre
cose, alla Madonna di Fatima. Ricordo che, quando ero ancora seminarista,
le
monache Carmelitane di Terni scrissero a Lucia Dos Santos (la veggente
di
Fatima) raccomandandole la mia vocazione, e lei rispose che avrebbe
pregato
sempre per me e che mi aveva affidato a Maria.
Un ragazzo della mia precedente parrocchia, che sentiva la vocazione
al
Sacerdozio ma che non sopportava l’idea di dover stare in Seminario
tanti
anni, si decise ad intraprendere il cammino formativo dopo un’indimenticabile
pellegrinaggio a Lourdes e la consacrazione all’Immacolata.
Moltissimi laici della mia parrocchia, dedicata a S. Paolo, devono
la loro
“
folgorazione sulla via di Damasco” ad un pellegrinaggio a Medjugorie.
Quel
loro incontro con la Vergine Regina della Pace ha segnato la fine
del
peccato e la loro rinascita in Cristo.
Maria è davvero “Madre della Chiesa”, Madre nostra.
Quando nella Divina Commedia S. Bernardo prega Maria perché renda
il Poeta
capace di contemplare l’essenza divina, Dante pronuncia un
inno bellissimo e
dice:“ Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual
vuol grazia e a te
non ricorre, sua disïanza vuol volar senz’ali.”
Noi, qui a S. Paolo, ogni lunedì pomeriggio, cerchiamo di
volare con le ali
della preghiera rivolta a Dio e grazie all’intercessione di
Maria. Questa è
la nostra forza.
Un’occasione per ritrovarci e sperimentare la presenza di
Dio nei fratelli,
nei piccoli, nei poveri, nei sofferenti, ma anche una presenza superiore:
quella corporale, che è soltanto nell’Eucarestia. L’adorazione
del
Santissimo Sacramento ci dà tanta forza. Solo così riusciamo
a manifestare
in mille modi - tutti molto semplici - la felicità di avere
Dio e Maria
“
vicini”, per questo cantiamo, per questo testimoniamo, per
questo ci
impegniamo a servire nella Chiesa, per fare della nostra città una
vera
famiglia pacifica, serena e accogliente.