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“…Ardo dal
desiderio di salvare le anime"
(S.Faustina Kowalska Q. II, p. 279).
La preghiera ha un posto estremamente importante nel servizio di misericordia
verso il prossimo.
"
Figlia mia - diceva Gesù a suor Faustina - se per tuo mezzo esigo
dagli uomini il culto della Mia misericordia, tu devi essere la prima
a distinguerti per la fiducia nella Mia misericordia. Esigo da te
atti di misericordia, che debbono derivare dall'amore verso di Me. Devi
mostrare
misericordia sempre e ovunque verso il prossimo: non puoi esimerti
da questo, nè rifiutarti nè giustificarti". (Q. II,
p. 277).
Meditare il mistero della divina misericordia, esercitarsi nella
viva presenza di Dio, tendere alle virtù della fede, speranza e
umiltà costituiscono
il fondamento necessario per sviluppare un atteggiamento di totale e
incondizionata fiducia in Dio. La fiducia nasce dalla fede ed è radicata
in essa, ma è rafforzata dalla virtù dell’umiltà. “Ogni
anima deve rispecchiare in sè la Mia misericordia” (Q. III,
p. 390) – ha detto Gesù a suor Faustina, ricordando il fondamentale
dovere cristiano: il comandamento evangelico della carità attiva
nei confronti di ogni uomo, persino del nemico. La pratica della misericordia
non è dunque un consiglio o un’indicazione, ma un dovere
di ogni credente. Si riferisce in modo particolare a coloro che desiderano
venerare ed essere apostoli della Divina Misericordia. E’ per questo
che tale esigenza è stata presentata così chiaramente da
Gesù a suor Faustina: “Osserva il Mio Cuore misericordioso
e riproduci nel tuo cuore e nelle tue azioni la Sua pietà, in
modo che tu stessa, che proclami al mondo la Mia misericordia, ne sia
infiammata” (Q. VI, p. 555)
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