mercoledì 8 febbraio 2017

La fede di Maria


Cos'è la fede.

Ci dice l’autore della lettera agli Ebrei che la fede significa credere a Dio, alla sua Parola, alla sua autorità, alle verità che Egli rivela, ma anche fidarsi (“cor dare”, “dare il cuore”) senza alcun dubbio della sua bontà, del suo amore infinito, del suo essere ed operare sempre per il nostro bene. La Madonna è stata assolutamente perfetta in ciascuna di queste particolari dimensioni della fede.


Ha creduto all’amore di Dio. Eva dubitò dell’amore di Dio e credette al serpente, che le insinuava il fatto che Dio era geloso dell’uomo e che gli proibiva di mangiare il famoso frutto per timore che l’uomo divenisse simile a Lui. Maria credette all’Angelo che le disse che l’amore di Dio per l’uomo era giunto al punto di voler divenire come lui ed espiare ogni colpa al posto suo e che per fare questo aveva scelto Maria, proprio Lei, per la sublime missione di farle da Madre, mantenendo tra l’altro intatta la sua verginità: e Maria credette all’angelo. Sant’Ireneo dunque afferma: il danno provocato da Eva con la sua incredulità all’amore di Dio e la sua fede nelle parole del serpente fu riparato da Maria con la sua fede.

Maria credette alla Parola di Dio e alla sua autorità. Sant’Elisabetta le disse: “beata Colei che ha creduto che le parole del Signore si sarebbero adempiute”. Maria non aveva alcun dubbio sull’autorità di Dio: se Egli dice una cosa, annuncia una cosa, o promette una cosa, questa succederà. E per questa fede è stata proclamata da Elisabetta beata, cioè felice. San Paolo ci ricorda che il giusto vive di fede: ovvero riposa tranquillamente tra le braccia di suo Padre, Dio, da cui si sa senza alcun dubbio amato, protetto, seguito in ogni passo, beneficato in ogni forma, benedetto in tutto ciò che di buono fa.

Maria ha creduto alle verità di fede. Ella vedeva il Figlio nella stalla di Betlemme e Lo credeva il Creatore del mondo; Lo vedeva fuggire da Erode, e non dubitava che era il Re dei re; Lo vide nascere, ma Lo credette eterno; Lo vide povero e bisognoso di cibo, ma Lo credette Signore dell’universo; posto sul fieno, e Lo credette onnipotente; osservò che non parlava, ma credette che Egli era la sapienza infinita; Lo sentiva piangere, ma Lo credeva la gioia del Paradiso; Lo vide morire, oltraggiato e crocifisso, ma continuò a crederlo Dio eterno vivo e vero.

Maria si è fidata sempre. È insegnamento comune dei santi e dei dottori che Maria fu l’unica a conservare la fede anche sul Calvario, anche quando ebbe tra le braccia il suo Figlio morto, anche dopo che Egli fu deposto. Le sofferenze indicibili del Sabato Santo non scalfirono la sua fede granitica nella risurrezione, con la quale, anzi, aiutò tutti i superstiti discepoli di Gesù, smarriti e attoniti, a non disperare…


I figli di Maria e la fede

Un vero figlio di Maria crede nell’autorità di Dio.
Dinanzi a Dio che mi rivela qualcosa, che mi chiede qualcosa, che mi manifesta un suo decreto o un suo volere, non si deve avere alcun dubbio: Dio non sbaglia e non può sbagliare, non mente e non può mentire, non inganna e non può ingannare. Se Gesù dice: prendi la Croce e avrai il cento per uno in terra e la gloria in cielo, lo farò senza vacillare: perché quella parola si compirà senza alcun dubbio, anche se tutto mi sembrerà smentirla…

Un vero figlio di Maria crede alle verità rivelate e le conosce. 
La Madonna vuole che si conoscano bene le verità di fede e il catechismo, che esse diventino il criterio normativo di tutta la nostra vita e di tutte le nostre scelte e che siamo pronti a difenderle. Un figlio di Maria non dubita che nell’Eucaristia c’è Gesù, che in un sacerdote che mi confessa c’è Gesù, che dopo la morte c’è la vita eterna, che il peccato è sempre male da fuggire come la peste, che la Chiesa è stata istituita da Dio, che il demonio esiste e fa danni, etc. I figli di Maria sono dei credenti “doc” e dei difensori strenui della dottrina cattolica, che conoscono, mettono in pratica e testimoniano…

Un vero figlio di Maria si fida di Dio. 
Dinanzi a qualunque evento, per quanto doloroso della vita, un figlio di Maria non dubita mai dell’amore di Dio. Qualunque sofferenza, qualunque lutto, qualunque male o malattia, noi sappiamo che è permesso da Dio per un bene più grande: e, pertanto, nonostante il dolore, lo smarrimento, l’angoscia, si rimane, come Maria durante il Venerdì e il Sabato santo, granitici nella fede: Dio non può volere il mio male, ed anche da questa tragedia saprà trarre il bene.

I sette caratteri della fede di Maria che devono essere presenti in un suo vero figlio (San Luigi Maria Grignion da Montfort).
La fede di Maria era anzitutto pura, cioè non andava in cerca di fatti straordinari, miracoli, o cose prodigiose; era inoltre viva, cioè spingeva ad operare nella vita, perché, come dice san Giacomo, la fede senza le opere è morta, non serve a niente e la hanno anche i demoni; era ferma ed incrollabile, cioè non vacillava neanche quando tutto sembrava smentirla (porte chiuse a Betlemme, persecuzione di Erode, fuga in Egitto, odio contro Gesù, Calvario); era penetrante, cioè capace di alimentarsi nella preghiera, nella meditazione e nella contemplazione dei misteri di Dio; era coraggiosa, cioè capace di intraprendere e portare a termine cose grandi per la gloria di Dio e il bene delle anime; era fiaccola ardente, cioè luce capace di illuminare gli altri (“voi siete la luce del mondo”, disse Gesù); era infine onnipotente, perché come dice Gesù, nulla è impossibile a Dio, e quindi nulla è impossibile a chi crede in Lui e, con fede certa e sicura, Gli chiede grazie e cose buone.


La Fede di Maria negli scritti di Maria Valtorta

-  Dice Maria (tema: come si fa a conservare la fede anche in mezzo alle tribolazioni)
“Quando il venire di ogni sera mi martellava nel cuore il doloroso ricordo: ‘un giorno in meno di attesa, un giorno in più di vicinanza al Calvario’ e l’anima mia ne usciva ricoperta di pena, come se un flutto di strazio l’avesse ricoperta, anticipata onda della marea che mi avrebbe inghiottita sul Golgota, io curvavo il mio spirito sul ricordo della beatitudine che provai quando credetti alle parole dell’Angelo e che mi fece Madre… un ricordo rimasto vivo nel cuore, così come uno si curva su una gola montana a riudire l’eco di un canto di amore ed a vedere in lontananza la casa della sua gioia. È stata la mia forza nella vita. E lo è stata soprattutto nell’ora della mia morte mistica ai piedi della Croce. Per non giungere a dire a Dio (che ci puniva, Io e il mio dolce Figlio, per i peccati di tutto il mondo) che troppo atroce era il castigo e che la sua mano di Giustiziere era troppo severa, Io, attraverso il velo del più amaro pianto che mai donna abbia versato, ho dovuto fissare quel ricordo luminoso, beatifico, santo, il quale si alzava in quell’ora come visione di conforto dall’interno del cuore per dirmi quanto Dio mi avesse amata, si alzava per venirmi incontro non attendendo, poiché era gioia santa, che io lo cercassi, perché tutto quanto è santo è infuso da amore e l’amore dà la sua vita anche nelle cose che pare che non abbiano vita… occorre fare così quando Dio ci colpisce…”.

-  Un colloquio tra Gesù e i suoi apostoli, che, spinti dai parenti, volevano dissuadere Gesù dalla sua
missione (tema: Maria è l’unica che avrebbe conservato sempre la fede, per Sé e per gli altri)
“Giuda, non c’è che Maria che avrebbe diritto a richiamarmi ai miei doveri di Figlio, ma Lei non chiede nulla di tutto questo. Da quando mi ebbe, Ella sa che mi avrebbe perduto, per ritrovarmi in una maniera più vasta del piccolo cerchio della famiglia. E da allora si è preparata a questo. Ella – me lo ha detto le innumerevoli volte che, tenendomi contro il suo Cuore nelle lunghe sere d’invero o nelle chiare notti d’estate piene di stelle, mi ha parlato della sua infanzia santa – Ella si è data a Dio sin da quelle prime luci della sua alba nel mondo. E più ancora si è data quando mi ebbe. Tutti mi lasceranno in un’ora: magari per pochi minuti, ma la viltà sarà padrona di tutti e penserete che era meglio, per la vostra sicurezza, non avermi mai conosciuto. Ma Lei, che ha compreso e che sa, Lei sarà sempre con Me. E voi tornerete ad essere miei per Essa. Con la forza della sua sicura, amorosa fede, Ella vi aspirerà in Sé e perciò vi riaspirerà in Me, perché Io sono nella Madre ed Ella è in Me e Noi in Dio. Questo vorrei che comprendeste voi tutti, parenti secondo il mondo, amici e figli secondo il soprannaturale. Tu, e con te gli altri, non sapete chi è mia Madre. Se lo sapeste, non la critichereste in cuor vostro per non sapermi tenere a Lei soggetto, ma la venerereste come l’Amica più intima di Dio, la Potente che tutto può nel cuore dell’Eterno Padre e sul Figlio del suo Cuore”.

Messaggi di Maria

La fede di Maria all’annuncio dell’Angelo.
“Figli diletti, vi voglio accanto a Me, nel momento ineffabile della mia esistenza, quando dall’Arcangelo Gabriele mi viene portato l’annuncio che sono stata scelta per diventare la Madre del Verbo, del Figlio di Dio, del Messia da tanto tempo atteso. Ciò che voi conoscete è nulla di fronte a quanto, in quel momento, ha vissuto la vostra Mamma celeste. Quanto è narrato nel Vangelo di Luca fa parte di un episodio veramente avvenuto; è storia vera, non è leggenda o genere letterario. Venne realmente da Me l’Arcangelo Gabriele e la sua luce, splendente più del sole, riempiva tutta la mia povera casa di Nazareth; i miei occhi lo videro; le mie orecchie udirono la sua voce soave; vi fu un reale colloquio fra noi. Alle mie domande le sue risposte; alle mie interiori apprensioni le sue serene e confortanti spiegazioni. Fu anche per il suo aiuto prezioso che la mia mente si aprì a comprendere il disegno del Padre, che il mio cuore si schiuse ad accogliere il Verbo di Dio, e la mia vita si unì in maniera perfetta allo Spirito Santo, di cui divenni Sposa amatissima. E fu l’arcangelo ad accogliere il mio “sì” ed a portarlo sull’altare celeste, per la perfetta glorificazione della Santissima Trinità e per la più grande gioia di tutte le schiere angeliche, di cui in quel momento divenni Signora e Regina. Cari figli, oggi dite il vostro “sì” al volere del Padre; il vostro “sì” al Vangelo del Figlio; il vostro “sì” all’amore dello Spirito Santo. In questi tempi il volere del Padre non è compiuto e l’azione dello Spirito Santo è impedita, perché non si accoglie il Vangelo di Gesù. Di esso si offre spesso un’interpretazione solo umana, che tende ad escludere qualsiasi intervento soprannaturale. Quanti suoi episodi vengono così spiegati come leggende o genere letterario! Mai come oggi del grande mistero di Dio si è offerta una interpretazione così banale e meschina. In conseguenza di ciò la fede di molti si è spenta e gravi errori sempre più si diffondono nella Chiesa. Resterete nella vera fede solo se darete il vostro perfetto assenso a tutto quanto è detto nel Vangelo di Gesù. Annunziatelo alla lettera, vivetelo alla lettera. Siate vangeli viventi e allora si compirà il disegno del Padre ed il fuoco di amore dello Spirito Santo purificherà questo mondo. Il vostro “sì” di bambini obbedienti sia deposto nel “sì” che la Mamma Celeste perennemente ripete al suo Dio. Allora comprenderete i misteri del regno di Dio, che sono chiusi ai grandi e ai superbi ma che ai piccoli vengono svelati”. (La Madonna a don Stefano Gobbi, 25 Marzo 1982).

“Cari miei figli sacerdoti, cercate di diffondere la fede il più possibile, fate in modo che in tutte le famiglie si preghi di più” (Medjugorje, 20.10.1983).
“Sappiate che le vostre giornate non sono le stesse se pregate o non pregate. Sarò molto contenta se dedicherete alla preghiera almeno un’ora al mattino ed un’ora alla sera” (Medjugorje, 17.7.1983).

“Cari figli, oggi vi invito di nuovo alla preghiera continua e alla penitenza. In modo particolare invito i giovani a essere più attivi nella preghiera” (Medjugorje, 26.7.1983).

“Sono venuta per dire al mondo: Dio esiste. Dio è verità. Soltanto in Dio c’è la felicità e la pienezza della vita. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la pace” (Medjugorje, 16.06.1983).

“Pregate e digiunate. Tutto ciò che potete fare per me è pregare e digiunare. È tutto ciò che io mi aspetto da voi” (Medjugorje, 8.11.1983).

Tratto dal blog Don Leonardo Maria Pompei

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