martedì 11 ottobre 2016

Ragazza cieca ritrova la vista a Medjugorje

Cieca da un occhio, senza preavviso, poi guarita da un momento all’altro.
Non c’è niente di graduale nella storia di Raffaella Mazzocchi.

A 16 anni, il 22 dicembre 2001, la ragazza italiana perse completamente la vista dal suo occhio destro, mentre era a scuola. I medici hanno scoperto che la sua condizione fu dovuta a neurite ottica retrobulbare, un virus che distrugge irreversibilmente il nervo ottico.

“E’ una diagnosi senza speranza di guarigione, e nessun trattamento sembrava funzionare. Sono stata costretta a lasciare la scuola perché non ho più potuto studiare. Non riuscivo nemmeno a dormire, sono andata avanti con gli psicofarmaci, e in questo stato ho vissuto in un incubo per otto anni. Ho perso la fede, e ho smesso di frequentare la chiesa” racconta Raffaella Mazzocchi nella sua testimonianza.

Raffaella Mazzocchi e la sua famiglia giunsero a Medjugorje e salirono sulla collina delle apparizioni, il 26 giugno 2009.

Durante la discesa, qualcosa di insolito attirò l’attenzione della famiglia.”Un giorno, le mie zie e mia madre hanno deciso di andare a Medjugorje, e a tutti i costi volevano portarmi con loro. Ero riluttante, ma alla fine ceduto alle insistenze della mia famiglia, ma non avevo nessuna intenzione di pregare per la mia guarigione“.

“Le persone hanno notato che il sole si stava muovendo in maniera non normale, e sembrava che stesse ballando. Così ho preso gli occhiali da sole di mia di sorella e con il mio occhio buono, il sinistro, ho visto chiaramente il sole ruotare e pulsare, quasi avvicinarsi al mio viso e poi tornare indietro di nuovo, e poi cambiare colore costantemente, diventando rosso, blu, arancione, verde” racconta Raffaella Mazzocchi.

“Alla fine tolsi gli occhiali da sole e ho cominciai a piangere disperatamente, perché mi resi conto che avevo perso la vista anche dal mio occhio sinistro ed ero diventata completamente cieca. La situazione attirò molti pellegrini che si riunirono intorno a me, ed io sentivo un forte bruciore agli occhi“.

“Questa cecità totale durò cinque minuti, i più lunghi della mia vita. Quando vide che ero in preda al panico, mia mamma mi fece sedere e in qualche modo riuscii a calmarmi” racconta la giovane italiana.

“Anche se stavo tenendo la testa bassa e gli occhi chiusi, improvvisamente sentii il bisogno di aprire il mio occhio destro, quello malato, e mi resi conto che potevo vedere le mie mani. Aprii l’altro occhio e potei vedere molto bene anche con quello“.

“Spostando le mani avanti e indietro davanti ai miei occhi, capii che ero guarita, ma invece di saltare di gioia, fui bloccata e sopraffatta dalla paura. Nel vedere i miei occhi, mia madre notò il cambiamento in me e corse ad abbracciarmi. Così fecero tutti i numerosi pellegrini” racconta Raffaella Mazzocchi.

“Da quel giorno, la mia vista è stata completamente recuperata, e anche ora ho una vista perfetta di 11/10. E, cosa più importante, ho anche ritrovato la fede ancora una volta perché ora, finalmente, vedo in tutte le direzioni“.

tratto da Raggi di Luce

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