giovedì 1 settembre 2016

«Maria disse: “Adesso sei mia figlia”. E guarii»

“Tante volte pensiamo che Gesù non sia qui, che non ci ascolti, ma non è vero”. E’ così che una donna data ormai per spacciata, paralizzata da tre anni da un tumore al cervello inoperabile e a cui furono diagnosticati problemi alla tiroide, la sclerosi a placche, il lupus e una decina di altre dolorose malattie oggi gira il mondo dimostrando con la sua vita che
non c’è supplica che, richiesta con fede e abbandono totali (come ricorda san Paolo nell’11 capitolo della Lettera agli Ebrei), non sia ascoltata ed esaudita.

Per questo motivo l’americana Colleen Willard, ripete a tutti uno dei messaggi dati al mondo dalla Madonna che dal 1981 appare a sei veggenti a Medjugorje: “Cari figli Dio può darvi tutto quello che gli chiedete; ma voi lo cercate solo quando vengono malattie, problemi, difficoltà e pensate che Dio è lontano da voi e che non vi ascolta e non esaudisce le vostre preghiere. No cari figli, questo non è vero! Se voi state lontani da Dio, non potete ricevere grazie perché non lo cercate con fede ferma…” (25 gennaio 1988).

Sono queste le parole “penetrate nel mio cuore per condurmi in questo viaggio”, che comincia nel settembre 2001, quando Colleen, sposa da 35 anni e madre di tre figli, deve sottoporsi a una piccola operazione chirurgica , “invece fu l’inizio di un drammatico cambiamento della mia vita”. L’intervento ha successo ma si presentano altri problemi. Anziché riprendersi dalla breve convalescenza, la donna non riesce più a camminare, né a deglutire. Sottoposta a nuove analisi si scopre la presenza del tumore cerebrale.

Decisi a non arrendersi, lei e il marito John incontrano diversi dottori nell’area di Chicago, dove vivono, ma nessuno di loro vuole operarla. Determinati viaggiano verso la Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) dove le diagnosticano le altre malattie. La sentenza, però, è la stessa: il tumore è inoperabile. L’unica soluzione, di fronte alla difficoltà respiratoria e motoria, ma soprattutto al dolore cronico che non la abbandona neppure la notte, pare quella di trasferirsi in una casa di cura.

Il figlio Christopher, di 15 anni, decide invece di sospendere gli studi per prendersi cura della madre mentre il padre è al lavoro. Colleen umiliata accetta, chiedendo al figlio di prendere il crocifisso e poggiarlo ai piedi del suo letto per pregare così: “Non so se ho il coraggio di portare questo peso, ma ho fede in Te e che Tu vedi qualcosa che io non vedo e so che non ci dai mai un peso più grande di quello che possiamo portare”. Poi Colleen chiede a Christopher di  aprire la Bibbia: “Finì per caso sul passo in cui san Paolo dice che portare la croce è una gioia”. La donna è certa, la Sacra Scrittura non può mentire: “Allora guardai il Crocifisso e sussurrai: “Non so perché, ma abbraccio la croce e Te lo offro””. Da quel momento in poi cambiò tutto, “anche se il mio corpo deperiva, la mia anima rinvigoriva”.

E’ il 2003 quando la situazione fisica è al limite, tanto che i medici comunicano a Colleen che la fine è vicina. Prendendo il Rosario che “ormai era diventato parte della mia vita, cominciai a pregare chiedendo cosa avrei dovuto lasciare ai miei familiari, figli, nipoti, ma specialmente a mio marito. Poi domandai a mio figlio se pregava”. La risposta fu una lama nel cuore ancora più dolorosa della malattia: “Mamma no, non prego più e non so nemmeno più se Dio c’è: come può fare una cosa del genere a una persona che ha fatto solo del bene, quando c’è chi ruba e uccide?”.

Colleen pensa a cosa avrebbe fatto la Madonna che bussa continuamente alla porta di chi non crede pregando Dio e ottenendo così la risposta alle sue preghiere: “In quel momento lo Spirito Santo mi fece capire: qual è il dono più grande che puoi lasciare? È il dono della preghiera, perché anche un singolo Padre Nostro e Ave Maria saranno sentiti dal Padre”. Un dono che sarebbe durato per sempre. “Pensai subito a un pellegrinaggio anche se non ero nelle condizioni di affrontarlo”.

La fede di Colleen è letteralmente di quelle che spostano le montagne. Comincia a pregare chiedendo che Dio onnipotente le permetta di partire. “Nemmeno 24 ore dopo venne a trovarmi una persona che aveva fatto molti pellegrinaggi a Medjugorje, le dissi che mi sarebbe piaciuto andare”. La donna le risponde che è impossibile in quelle condizioni, ma le mette al collo una medaglia con l’immagine di Maria: “Era stata benedetta dalla Madonna durante l’apparizione”. Decisa Colleen prende di nuovo il Rosario:  “Chiesi a Maria se per favore poteva farmi partire: “Però non posso a meno che metti questo desiderio nel cuore di John””. Quando il marito torna la risposta è negativa, ma anziché arrendersi, “pregai ancora il Rosario sapendo che può convertire i cuori: “Per favore, fa venire questo desiderio a John!”.

Il giorno successivo Colleen ripete la domanda al marito che risponde affermativamente. Ma alla famiglia mancano i soldi per viaggiare: “Pregai ancora e nel mio cuore sentii chi dovevo chiamare”. L’impiegato del fondo di previdenza le svela che in caso di malattia vi si può accedere eccezionalmente : “La cifra che potevo richiedere era esattamente quella sufficiente per due biglietti aerei diretti in Croazia. Ma ora ci serviva un medico che firmasse l’autorizzazione per il viaggio”. Nessun medico è disponibile, perché “potresti non tornare”, le dicono. “Furono parole devastanti. E questa volta cominciai a piangere: perché Dio apriva una finestra e chiudeva la porta?”. Ma ancora la donna prova ad arrendersi alla volontà divina e “pregai ancora di più”.

A Colleen viene in mente un sacerdote amico, padre Agniello, che, sebbene scettico su Medjugorje, ha il dono delle locuzioni interiori, e “pregai che Dio mi rispondesse attraverso di lui”. Poi però “quella notte pensai a quante volte Maria aveva detto sì, persino di fronte al figlio che andava a morire”. E si arrende di nuovo: “Non la mia ma la tua volontà”. Subito dopo la telefonata: “Sono padre Agniello. Stamattina ero davanti al Santissimo Sacramento mi diceva di dirti che devi andare a Medjugorje  e quando andrai salirai sula montagna”. Colleen pensa alla morte, “ma ero serena perché avevo la gioia di cui parlava san Paolo”. Poi il sacerdote le consiglia di chiamare un medico polacco per l’autorizzazione a partire che otterrà.

Il 3 settembre 2003 a Medjugorje Colleen assiste alla testimonianza della veggente Vicka. La veggente parla alla folla delle apparizioni, di quando la Madonna la portò a vedere inferno, purgatorio e paradiso: “Chiesi alla Madonna: “Se solo potessi toccare le mani che ti hanno toccata sarei felice”. In quel momento Vicka smette di parlare e facendosi largo fra i pellegrini raggiunge la donna in carrozzina. Esterrefatta Colleen le spiega: “Non sono qui per me, ma per tutte le persone che mi hanno chiesto di pregare e per quelli a cui ho detto che avrei pregato. Per favore puoi chiedere alla Madonna di rispondere a tutti? Mi disse di sì: e in quel momento fece un segno di croce sulla mia fronte e mise le mani sulla testa. Non sentivo più nulla intorno a me, ma solo la presenza di Dio Padre, di Dio Figlio e dello Spirito Santo.

E provai sollievo fisico, ma questo era secondario alla presenza divina, tanto che se mi avesse chiesto la vita subito avrei detto di sì. Poco dopo, durante la Messa  in parrocchia, nel momento della consacrazione, Colleen sente chiaramente la voce di Maria che le domanda: “Vuoi dare ora tutto il tuo cuore e la tua anima a mio figlio Gesù?”. Dissi di sì. E poi mi chiese: “E vuoi darli a Nostro Padre?” Sì. “Vuoi dare il tuo cuore e anima completamente al mio sposo, lo Spirito Santo?” Sì. Continuò: “Adesso sei mia figlia”. Aprendo gli occhi la donna vede il sacerdote che le porge l’eucarestia e “quando la mise sulla mia lingua accade lo stesso di quando ero da Vicka” e “pensai a quante volte avevo ricevuto la Comunione: Dio che si dà tutto, senza che io gli offrissi in cambio tutto. Ora glielo avevo dato”.

In quel momento, completamente liberata dal male cronico, Colleen si alza e rende gloria a Dio, lasciando sgomentati il marito e i presenti. Il giorno successivo sale il monte Krizevac: “Arrivai in cima e mi prostrai davanti alla croce, ringraziando anche per il dono della sofferenza”. In aeroporto a Chicago Christopher aspetta i genitori. “Mi abbracciò confessando: «Mamma credo in Dio e credo nei miracoli»”.

Alla Mayo Clinc, effettuati i test che attestavano la scomparsa completa di ogni malattia, i medici le spiegano che è il terzo caso di guarigione inspiegabile dopo un viaggio a Medjugorje. Padre Agniello invece non era affatto sorpreso: “Il Signore gli aveva già detto che mi avrebbe guarita, ma non voleva che comunicarmelo perché fossi libera di seguiLo”. Il sacerdote, nonostante tutto, non vuole saperne di andare a Medjugorje, finché il Signore stesso non glielo avrebbe poi chiesto.

“Ora il padre gira il mondo con me per dare testimonianza della potenza delle apparizioni” e per dire a tutti che “se prendete la vostra croce e la offrirete, Lui non vi lascerà né abbandonerà mai. Se, come la Madonna ha chiesto a me, darete tutto il cuore e tutta l’anima a Dio sperimenterete la stessa gioia di cui san Paolo parla nella Bibbia”. Qualunque sia la vostra croce. Senza la fede però, come afferma l’apostolo, “è impossibile essergli graditi; chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano”.

Di Benedetta Frigerio  tratto da La Nuova Bussola Quotidiana


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