venerdì 25 marzo 2016

Cambiare il mondo con un “Sì”

In questa Settimana Santa penso a Maria. Cos’avrà pensato il giorno in cui tanti hanno acclamato suo figlio? Sarà rimasta sicuramente turbata.

Maria conosceva Gesù, conosceva la sua anima. Vedendolo tra le palme, nel bel mezzo della festa, si sarà commossa.
Quali paure nutriva nell’anima? Il suo sguardo avrà cercato Gesù tra la gente, ma è rimasta nascosta, dietro la folla, come fanno le madri.

Quando tutti se ne andranno farà un passo avanti per stare al suo fianco e sostenerlo. Quando gli altri se ne saranno già andati. Quando più nessuno lo acclamerà o gli presterà un panno come Veronica per pulirsi il viso. Quando non ci sarà più un cireneo ad aiutarlo a portare la croce.

Allora Maria si metterà in cammino e la spada le trafiggerà il cuore. Mi soffermo con dolore davanti all’immagine di Maria trafitta da una spada. Il dolore della separazione. Il dolore della perdita.

Maria sola ai piedi della croce. Sola con Gesù. Maria con l’animo spezzato. Quanto dolore di Madre vedendo morto il proprio Figlio! Quanto dolore toccando la sua sofferenza!

In questi giorni penso a Maria. Alle sere a Betania. Ai giorni nelle vie di Gerusalemme.

Guardo Maria nell’ultima cena. E poi la vedo soffrire alla notizia dell’arresto di Gesù. Lo hanno portato via. Non si è difeso. Lo hanno tradito.

Che sapore amaro ha il tradimento! Uno di loro. Sicuramente molto amato da lei. Perché sarà stato un uomo ferito, fragile, e Maria si sarà commossa vedendolo così debole. Quanto è difficile sapere di quel bacio traditore! Quel bacio con cui suggellava l’amore di un amico. Un amico che lo consegnava per poche monete.

Quanto dolore di Madre! Si è messa in cammino nel bel mezzo della notte. Sarà stata con altre donne vicino al luogo in cui era stato incarcerato. Lo avrà seguito da lontano. Avrà cercato il suo sguardo. Avrà voluto sapere come stava nel più profondo della sua anima. Temeva tanto per lui.

Quante conversazioni avranno avuto nei giorni precedenti! La Madre e il Figlio. I due da soli a Betania. I due da soli in qualsiasi luogo. A riposare. A pregare. Solo lei avrà potuto intuire la profondità della sua agonia nel Getsemani. Solo lei avrà potuto comprendere il dolore di un cammino che non avrebbe mai scelto.

Gesù faceva la volontà di suo Padre. L’odio di coloro che volevano ucciderlo era quello che Gesù aveva cercato quando passava tra gli uomini compiendo il bene. Che male aveva fatto con i suoi miracoli?

Maria accompagnava Gesù in questa via della croce. Dio non voleva il male di Gesù, ma l’uomo portava il male nel cuore. L’odio può porre fine al bene. L’odio può seminare la morte.

E Maria aveva già detto il suo “Sì” al cammino tracciato da Dio. Aveva già offerto tutto un giorno a Nazareth. Ora ripeteva solo quel “Sì” pronunciato tante volte. Tornava a inginocchiarsi davanti a suo Padre. Tornava a dire di sì. “Si compia in me”.

E di nuovo sulla croce la speranza si è fatta carne. Dal costato aperto di Gesù è sgorgata di nuovo la vita. E Maria era lì, inginocchiata, a ripetere il suo “Sì”. Quest’anno il Venerdì Santo coincide con il giorno dell’Annunciazione. I due “Sì” uniti. Il mio “Sì” trasforma la mia vita. Quando dico di sì, quando bacio la mia Via Crucis.

Non posso porre fine al male, ma posso cambiare. Quando amo. Come diceva padre Josef Kentenich, “un uomo che ama, che ha riposto il suo amore nel cuore di Dio, partecipa all’immensa ricchezza dell’amore di Dio. Se c’è qualcosa che non impoverisce è amare, è regalare il calore del cuore”.

Non posso cambiare tutti, né porre fine al male, ma posso dire di sì come Maria e cambiare. Far sì che dalle mie mani sbocci una vita nuova. Amare per tutta la vita con tutta l’anima.

Tratto da Aleteia

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