martedì 27 ottobre 2015

Per il 1° novembre non scheletri o fantasmi, ma il volto più bello della Chiesa: i Santi

L’esorcista don Pasqualino Di Dio spiega il significato della Solennità di Ognissanti, negli ultimi anni banalizzata ed oscurata da tradizioni pagane provenienti d’oltreoceano.



Il fenomeno Halloween, arrivato a noi dalla cultura celtica e da tradizioni pagane, si è ormai imposto in modo prorompente nella nostra realtà sociale, ridicolizzando così il principio cristiano della comunione dei santi.

Il mondo dell’occulto definisce la notte del 31 ottobre come il giorno più magico dell’anno, il capodanno di tutto il mondo esoterico e le cronache internazionali ogni anno sono piene di fatti terrificanti che avvengono in questa notte.

Si abituano così le nuove generazioni al culto dell’orrore e della violenza, rendendo “normali” e divertenti figure spaventose e ripugnanti, fantasmi, vampiri, streghe e demoni, con la finta motivazione di esorcizzare e superare la paura della morte.

“Non vogliamo essere bigotti, retrogradi o fare delle campagne di censure – afferma don Pasqualino Di Dio, esorcista della Diocesi di Piazza Armerina - ma con verità, bisogna dichiarare che oltre ad non essere rispettate le nostre tradizioni, lo scopo del fenomeno Halloween è la diffusione di una mentalità magica cui a volte inconsapevolmente o ingenuamente attraverso feste, party o “carnevalate” ci si accosta”.

Halloween fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore cercando di boicottare la ricorrenza in cui vengono ricordati i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti in un appuntamento di marketing e di business del macabro.

Tutto questo pian piano è entrando anche nelle scuole ed è promosso come un gioco istruttivo dagli educatori. Quando vediamo i nostri figli copiare l’usanza americana del “dolcetto o scherzetto” e chiedere le caramelle di casa in casa, tutto ciò pare inoffensivo e divertente, ma non stiamo associandoli, senza essere coscienti, a un rituale pagano? A volte si verifica che nelle scuole si festeggi Halloween e si neghi di allestire il presepe a Natale.

La sera del 31 ottobre, tante parrocchie stanno organizzando varie iniziative per celebrare Holyween - La notte dei Santi, attraverso veglie di preghiere e serate di evangelizzazione. Una notte in preghiera è la vera sfida controcorrente alle notti insensate che spesso vivano tanti giovani cercando felicità nella direzione sbagliata. La parrocchia del Carmine di Gela, ad esempio, da sei anni organizza una veglia di preghiera che ha inizio alle ore 21 con la Celebrazione Eucaristica, l’Adorazione Eucaristica con la possibilità di accostarsi alle confessioni fino a tarda notte.

“Dobbiamo guardare i santi e i nostri cari defunti - continua don Pasqualino – cioè il mistero della morte in modo luminoso, con lo sguardo rivolto verso il Cielo. Da anni invitiamo i fedeli ad esporre non scheletri o fantasmi, maschere mostruose, zombie insanguinati o zucche vuote ma il volto più bello della chiesa e della nostra terra: i Santi. I Santi ci ricordano che la santità è ancora possibile se diventiamo persone capaci di dare un significato forte alla nostra vita, capaci di trasformare il mondo partendo dalle piccole cose di ogni giorno”.

“La festa di tutti i Santi ci porta a celebrare il Santo di cui portiamo il nome ed è anche la festa di ognuno di noi, chiamati alla santità – prosegue l’esorcista -. La mentalità del mondo oggi spesso ci inganna facendo apparire la santità come qualcosa di straordinario e di irraggiungibile da parte delle persone comuni. In realtà essa rappresenta un traguardo che Dio ha posto, e reso accessibile, a tutti i credenti in Cristo”.

“La santità non si misura in base ai miracoli e ai fenomeni mistici straordinari, che molte volte l’accompagnano, ma dall’eccelso grado di carità verso Dio ed il prossimo. La santità consiste nel trasformare le cose ordinarie in straordinarie”, conclude poi don Di Dio.

Tratto da Zenit

Nessun commento:

Posta un commento