sabato 3 gennaio 2015

Ero perso nell'alcool e nella droga, ora sono consacrato

Mi chiamo Georg, ho quarantun anni e vivo nella fraternità dell’Austria. Sono molto felice di vivere la bellezza della vita cristiana nel cammino della consacrazione in Comunità. 
Sono nato in una famiglia numerosa di semplici contadini dove c’era sempre tanta vita: tutti partecipavamo in casa con il lavoro e con la preghiera.
Si andava costantemente a Messa e anche se non c’erano tanti soldi ho visto spesso attraverso l’esempio dei miei genitori la bontà e la carità in tanti gesti concreti che mi hanno insegnato.

Sicuramente questa vita insieme portava anche a volte difficoltà e sofferenza. Capitava che il papà o i fratelli più grandi non sapendo superare i problemi bevessero troppo e per questo si sono create disarmonia, giudizi e rabbia: ognuno si è chiuso nel suo mondo. 
Mia mamma era l’unica che credeva che questa croce sarebbe passata e non smetteva mai di confidare nel Signore e nella Madonna, pregando e donandosi con il cuore tutti i giorni. Anche se il Signore l’ha chiamata presto in cielo mi è rimasta nel cuore: ringrazio Dio perché ho avuto una madre “santa”. 

Questo lo capisco oggi grazie alla Comunità; per tanto tempo invece nella mia vita sono stato cieco, perso nell’alcool e nella vita sbagliata, cercando qualcosa ma trovando solo tristezza e delusione. Ad un certo punto ho lasciato tutto quello che mi insegnava la famiglia e la vita cristiana, ero “preso dal mondo”, mi vergognavo dei valori veri e così ho iniziato a giudicare tutti e a scappare dalla voce della coscienza. Sono diventato un uomo senza obiettivi, solo e triste con le mie ferite, schiacciato dal male, incapace di amare me stesso, Dio e gli altri. Ero intrappolato in una vita che non era più né dono né vita. 

Mi era rimasta nel cuore però sempre una nostalgia, un desiderio di qualcosa di bello, di un mondo diverso, più buono, ma ero incapace di rispondere a questa voce del mio cuore che oggi so che era la voce di Dio. Credo che non mi sono mai perso totalmente per il fatto di aver ricevuto la fede, di essere stato battezzato e educato da una famiglia credente, era come una protezione: il male poteva entrare, ma avevo una difesa. Ringrazio tante persone che hanno pregato e sofferto, sono state la forza di Dio che mi ha protetto e che mi ha portato in Comunità dove finalmente ho trovato la “mia casa” e la vera vita. 

Iniziare un cammino radicale nel bene non è stato facile, ma proprio questo mi ha affascinato. Vedevo una realtà pulita e allora la lotta per cambiare aveva un senso. La Comunità fino ad oggi ha saputo con tanta amicizia, pazienza e amore guidarmi e insegnarmi le cose essenziali della vita: le sto imparando in ginocchio davanti all’Eucaristia e attraverso l’esempio e la testimonianza degli altri. Sento tanta fiducia da parte della Comunità attraverso le responsabilità che mi affida. Questo mi fa sentire un uomo nuovo e prezioso; è come un balsamo sulle mie ferite perché per tanti anni credevo di non essere capace di fare niente di utile, mi sentivo un “fallito”. 

Madre Elvira - Comunità Cenacolo
Adesso so che se voglio cambiare qualcosa in questo mondo, a volte così oscuro, devo prima di tutto cambiare me stesso attraverso l’incontro con Gesù nei Sacramenti. Sento anche forte l’importanza di sentirmi in comunione con la Chiesa attraverso la preghiera. Dopo di anni di cammino sentivo che il Signore mi spingeva a donare tutta la mia vita per gli altri, ed è maturato sempre più chiaro il desiderio di rispondere a Lui con un passo deciso e concreto che ha dato stabilità e gioia alla mia vita interiore. Le cose più belle che ho vissuto nella mia vita le ho vissute in questa fantastica famiglia dove mi sento finalmente al posto giusto. 

Lo so bene che le mie povere parole non riescono a spiegare quanto è stato grande l’amore di Dio per me, ma sono davvero felicissimo di fare parte di questa meravigliosa opera. Sono certo che non è per merito mio se oggi sono qui e sono molto consapevole della mia povertà, ma sono sicuro che il Signore che mi ama così come sono e mi ha fatto incontrare, attraverso l’intercessione della Madonna e attraverso la Chiesa che prega, la Comunità Cenacolo. Dio mi ha scelto per vivere una vita attiva, colorata e piena di gioie e di doni. Spero e prego che attraverso la mia vita donata possa portare anch’io un po’ di luce in questo mondo e riuscire a compiere la volontà di Dio su di me.

Tratto dal sito comunitacenacolo

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