mercoledì 3 dicembre 2014

Da perito elettronico alla tonaca

Mi chiamo Michael Canzian, ho 23 anni e sono nato nell’affascinante città di Pordenone, Friuli-Venezia-Giulia. Mi sono diplomato come perito elettrotecnico in un tecnico industriale. Oggi voglio raccontarti, come Dio nostro Signore mi ha chiamato da sistemare cavi elettrici, a una missione molto più grande: portare le persone al cielo!

Io, per dir la verità, non sono sempre stato praticante ma Gesù ha pazienza e sa il momento giusto per “prenderti in castagna”. Con me questo è successo quando avevo 14 anni, i miei genitori si erano appena avvicinati alla fede e un bel giorno d’Aprile mia mamma mi chiede: “Non vuoi venire a fare un ritiro spirituale?”. La mia risposta iniziale è stata: “No”! Non potevo perdere tempo a pregare visto che avevo, giusto in quei giorni, le finali di calcio. Dopo un tira e molla siamo arrivati a un accordo: ritiro spirituale si, ma senza perdere le partite di calcio.

Il Signore aveva già fatto il primo passo, infatti in questo ritiro ho potuto vedere che le persone che pregavano non erano gli sfigati della società, ma c’erano anche ragazzi e ragazze in gamba (e le ragazze erano anche belle!). Dopo questo forte incontro mi sono proposto di andare a ogni incontro settimanale di questo gruppo di preghiera. In uno di questi incontri ho potuto conoscere un sacerdote dei Legionari di Cristo, in modo del tutto provvidenziale! 

In una Messa rimango profondamente colpito dalla sua omelia che era stata molto breve, molto simpatica (e “molto” è dir poco!) e allo stesso tempo molto profonda. Alla fine della Messa dico a mia mamma: “Questo sacerdote lo devo conoscere!”; cosa che ho fatto pochi mesi dopo. Il primo incontro con questo sacerdote cileno, di una congregazione che non conoscevo, è stato sorprendente. Con un sacerdote cosa potresti fare se non pregare? E invece no, in questo primo incontro siamo passati dai giri su una pista di go-kart a una bella cena al Mc Donald. Niente male eh??

Così Dio aveva già fatto il suo secondo passo, che mi avrebbe poi spinto ad offrire il mio aiuto come animatore nei vari incontri che si facevano con i ragazzi e i Legionari di Cristo. Tutto procedeva tranquillamente ed io ero molto contento di ciò che stavo facendo. Un’estate del 2009 un padre mi chiede di accompagnarlo per un corso estivo in cui dei ragazzi volevano vedere se Dio li chiamava al seminario minore. Siccome erano ragazzi che già conoscevo decisi di andare. Un giorno, me lo ricordo bene, io e il padre ci fermiamo a parlare del più e del meno e in un determinato momento lui mi chiede: “Michael, non hai mai pensato di essere sacerdote?”. 

Questa domanda mi spiazza perché avevo già il mio futuro ben organizzato e chiaro. Subito dopo il sacerdote che aiutavo mi ha offerto la sua disponibilità, sempre se io lo desiderassi, di accompagnarmi in direzione spirituale per vedere se veramente Dio mi chiedeva di essere suo strumento! In questo momento avevo deciso di impegnarmi a partecipare a un corso vocazionale, cioè un mese che si dedica a Dio per vedere quale è la sua volontà su di me.

Dopo questa esperienza estiva mi sono fissato degli obiettivi molto alti, tutto andava super bene e non mi lamentavo. Ma poco a poco si presentano degli ostacoli… infatti la mia famiglia si era separata e io avevo conosciuto anche una ragazza, quindi tutti i miei propositi erano finiti apparentemente nel cestino. L’idea di diventare sacerdote non mi attirava più tanto, preferivo di più le mie sicurezze e ciò che io volevo. Ma pian piano Dio era pronto a farmi capire tante cose…

Mi ricordo bene che avevo un pensiero che mi martellava: “Come posso costruire una bella famiglia se ho questo dubbio vocazionale nel mio cuore? La mia futura moglie si deve meritare il rispetto del mio amore sincero e questo non deve esser contaminato da dubbi! Queste motivazioni sono quelle che mi hanno spinto, nonostante tutte le possibilità che avessi per scappare, a impormi di andare a questo corso vocazionale.

Questo periodo di discernimento l’ho iniziato molto combattuto, sia per la mia situazione familiare in quel momento (mia mamma era senza lavoro e io finendo la scuola avrei potuto aiutarla) e sia per la mia ex ragazza a cui volevo molto bene. Le prime due settimane del corso vocazionale sono state scandite dal mio voler convincere i padri a lasciarmi andare a casa perché non volevo rimanere lì (un padre si era stufato talmente tanto che voleva comprarmi il biglietto del treno!). Ma, in fondo in fondo, questo non era ciò che volevo.

Il Signore aveva già preparato il suo terzo passo, ma questo voleva dire ricevere due “sberle”. Un giorno stavo per convincere l’ultimo padre per mettermi il cuore in pace e così ritornare a casa mia; ma un’altra volta la sua risposta mi spiazza: ”Va benissimo, non c’è problema, ma ricordati questa cosa per tutta la tua vita, se tu non apri il tuo cuore a Dio non potrai mai capire ciò che ti chiede!”. Era proprio vero, stavo buttando un mese della mia vita alla spazzatura perché mi stavo comportando da egoista e così senza lasciare neanche uno spiraglio del mio cuore a Gesù, affinché Lui mi potesse “parlare”. Da lì in poi ho deciso di impegnarmi fino in fondo!

Esattamente tre giorni dopo andiamo a far adorazione eucaristica in un gruppo di preghiera vicino a Milano e alla fine dell’adorazione ognuno pescava un biglietto dicendo che era come un messaggio soprannaturale che Dio ti dava. A me queste cose non piacevano affatto!!! Per curiosità l’ho preso comunque e diceva: “Apri il tuo cuore alle dimensioni del vasto mondo, che io ho di che riempirlo!”. Non poteva essere, proprio la stessa cosa di cui avevo parlato con il sacerdote pochi giorni prima. Una coincidenza? Dopo questa prima sberla ho voluto far finta di niente, come un bambino che fa il danno e nasconde la mano… Ma la decisiva doveva ancora arrivare… 

Il 15 di Agosto, festa dell’Assunzione di Maria, ero stufo di tutto e nella preghiera, sfogandomi con Maria le dicevo: “ Mamma celeste, o tu mi fai capire chiaramente ciò che tuo figlio vuole da me oppure faccio le valigie e me ne ritorno a casa!” Questa preghiera se l’è presa sul serio, infatti nel pomeriggio mi avvicino a un sacerdote per sfogarmi con lui e, senza che gli dicessi niente, mi dice: “ Michael tu di tre aspetti della vocazione ne hai due, una grande chiamata e le qualità, manca la terza, che è la generosità con Dio”. 

Tutto questo però, con molta delicatezza, mi invitava a metterlo nelle mani di Maria nella preghiera del Rosario. Mentre recitavo in modo distratto le Ave Marie in un momento mi è venuto chiaro il ricordo della mia preghiera fatta al mattino e così mi son detto: “Ok, Signore, non posso essere cieco, tu sai la mia situazione familiare, la mia ragazza, io voglio incaricarmi delle tue cose ma tu incaricati delle mie!”. E così è stato, sono entrato in seminario e dopo un mese mia mamma ha trovato lavoro e dopo sei mesi mio papà ritornato insieme a mia Mamma: Il Signore non si lascia vincere in generosità, il cento per uno del Vangelo è reale!!!!
Infine voglio concludere questa mia testimonianza con un ringraziamento a Maria, nostra Mamma celeste, che si è presa cura di me.

Tratto da vocazione.org

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