mercoledì 25 giugno 2014

Le due devozioni alla Madonna - 3° Incontro 2014

Catechesi registrata. Parla P. Marino Comin Sacerdote monfortano di Verona

Il tema di questo incontro è la consacrazione a Gesù per Maria. In che cosa consiste? Non è un gesto che si compie e poi passa ma fa parte della nostra vita.
Ci sono due forme principali di devozione alla Madonna, una è la forma della lode: si è devoti e si onora Maria lodandola attraverso quindi il culto che ha molte espressioni.
Ad esempio il Rosario è un atto di devozione mariana o feste mariane liturgiche, come il primo giorno dell’anno con Maria Madre di Dio o l’Immacolata, l’Annunciazione ecc.
Questa forma di devozione ha il suo inizio nel Vangelo di Luca al capitolo 1, quando Maria andò a trovare la cugina Elisabetta che doveva dare alla luce Giovanni il Battista e fu salutata con queste parole: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! Come mai la Made del Signore viene a Me?” Questa è una lode molto forte rivolta a Maria però se leggiamo con molta attenzione il Vangelo vediamo che Elisabetta disse queste parole perché ricolma di Spirito Santo. Questo è un esempio di devozione alla Madonna che parte da Dio stesso.
La seconda forma di devozione è la forma della vita: si onora la Madonna con gesti che fanno parte di comportamenti legati alla nostra condotta. Questa forma di devozione parte dal Vangelo di Giovanni, il quale al capitolo 19 del suo Vangelo racconta la crocefissione di Gesù. Gesù vede sotto la croce sua Madre e accanto a Lei l’apostolo Giovanni. Gesù si rivolge a Maria e le dice: “Donna, ecco tuo figlio!” poi si rivolge a Giovanni e gli dice “Ecco tua Madre!”. Il Vangelo prosegue con un’altra frase che è molto importante: “e il discepolo da quel momento la prese in casa sua”, la prese con sé.
Qui non si tratta di una devozione basata sulla lode alla Madonna: Maria viene a far parte della vita di Giovanni, quindi viene accolta nei gesti e nei comportamenti della nostra vita. Una forma di devozione chiara di questo tipo è l’imitazione di Maria, quando noi cioè leggendo il Vangelo ci ricordiamo di Maria sotto la croce o alla nozze di Cana e siamo invitati ad avere dei gesti di imitazione di Maria: la sua fede, la sua fedeltà, la sua bontà, il dolore sopportato bene e offerto a Dio.
Queste due forme di devozione non si escludono a vicenda, quindi noi possiamo allo stesso tempo essere persone devote alla Madonna perché diciamo il Rosario ed anche perché offriamo a Lei magari un sacrificio, una mortificazione, una elemosina ai poveri in nome Suo.
La prima forma di devozione è piuttosto occasionale poiché si compie e si finisce, invece la forma di devozione che riguarda la vita è una devozione da figlio verso la propria Madre che rimane e si protrae per tutta la vita.
La consacrazione che noi facciamo a Maria appartiene a questa seconda forma perché, vedrete dalla formula, noi diciamo a Maria di entrare a casa nostra come fece Giovanni dopo la morte di Gesù. Facciamo un esempio: quando noi incontriamo per strada una persona una cosa è un saluto frettoloso mentre un’altra è invitarla a casa propria o addirittura farla abitare con noi.
Con la Consacrazione, Maria prende possesso della persona del consacrato, lo guida e lo sostiene nel suo camino di vita cristiana. Maria ci offre un esempio e un modello di vita consacrata, perché anche Lei ha fatto a Dio un atto di consacrazione! Questa consacrazione che Maria fa di se stessa a Dio la conduce a termine e la ripete nella nostra vita quando noi facciamo l’atto di consacrazione.
Quando all’Annunciazione l’Angelo chiede a Maria di diventare Madre del Messia, Lei risponde con una frase: “Eccomi, sono la serva del Signore, si compia di Me quello che tu hai detto”. Offrirsi a Dio come ha risposto Maria significa proprio consacrare la sua persona al servizio di Dio secondo il Suo disegno. Quindi con il suo sì, Maria consacra la sua vita a Dio, al Suo volere, alla Sua volontà e al Suo disegno.
Il Concilio Vaticano II afferma questo concetto nella Lumen Gentium: Maria, nella sua Annunciazione consacrò totalmente se stessa, quale ancella del Signore, alla persona e all’opera del Figlio, servendo al mistero della Redenzione in dipendenza da Lui e con Lui.
Maria poi fu fedele alla consacrazione, ma con quale modo?
S. Luca dice: “Maria, da parte sua, serbava queste cose meditandole nel suo Cuore”. Questo è il metodo che Maria ha usato per essere fedele al suo atto di consacrazione: la custodia del cuore! Ciò significa che Maria ha custodito con diligenza e fedeltà il suo Cuore solo per Dio, vivendo costantemente alla sua presenza.
Quindi in Maria troviamo due cose che formano la sua consacrazione a Dio: 1° promette di dedicare la sua vita al servizio del Signore 
2° medita nel suo cuore tutto quello che vede della vita del suo Figlio. Gesù quindi è sotto i suoi occhi continuamente e Lui è il pensiero dominante che la guida: perché si preoccupa soltanto del Figlio e della sua missione.
Ora, mettere a fuoco la persona di Gesù e metterla in primo piano nella propria vita significa rinnovare continuamente la presenza di Gesù davanti ai propri occhi.
Quando io voglio essere fedele a una persona non la dimentico e la tengo sempre presente, come possono fare ad esempio dei genitori che mettono in vista la foto dei propri figli lontani da casa, così rinnovano l’affetto per i loro figli e si comportano come se fossero presenti. Questo rende i genitori fedeli nei loro affetti verso i figlioli. Così Maria, conservando sempre Gesù nel suo Cuore e nella sua presenza, agisce sempre sotto l’influsso della presenza di Gesù nella sua vita ed è garanzia di fedeltà a Lui.
Maria si difende da tutte le distrazioni che potrebbero portare la sua attenzione lontano dal Figlio: questa è la custodia del cuore!
La consacrazione di Maria è esattamente come quella che farete voi sabato!
In cosa consiste allora la nostra consacrazione? Nell’accogliere Maria nella nostra casa, nella nostra vita spirituale perché ci aiuti a riprodurre in noi il suo stesso cammino di consacrazione.
Nell’atto di consacrazione diciamo che noi mettiamo nelle sue mani la nostra vita e la nostra persona perché Lei la prenda in mano ed entri, non solo nella lode, ma anche nei nostri comportamenti. Maria accetta con gioia la nostra consacrazione e ci fa camminare davanti a Gesù come ha fatto Lei, mette la sua consacrazione dentro nel nostro cuore e la fa germogliare.
Ma concretamente come facciamo a introdurre Maria a casa nostra? Con due modi che sono identici a quelli di Maria!
Il primo è l’atto di consacrazione del Montfort, al numero 121 del Trattato, in cui noi introduciamo Maria nella nostra casa come ha fatto Giovanni. Che cosa offriamo a Gesù per le mani di Maria con questa formula di consacrazione? Le diamo il corpo con i nostri sensi e la nostra anima con le sue facoltà (intelligenza, memoria, volontà). L’intelligenza e la volontà insieme determinano la libertà ed è quello che ci diversifica dagli animali che sono essere viventi in carne ed ossa ma non hanno una intelligenza e una volontà da applicare all’intelligenza. Noi abbiamo il dono dell’intelligenza per capire se una cosa è buona o no e di cosa si tratta e abbiamo la volontà per decidere se la vogliamo oppure no.
Le diamo anche i nostri beni interni ed esterni, cioè la nostra casa, i soldi, quello di cui disponiamo. Ma anche i figli sono considerati “beni” che appartengono ai genitori! Quando un padre o una madre consacra alla Madonna la sua persona, il suo corpo, la sua anima e i suoi beni, consacra anche le persone a lui o lei più care perché questi gli appartengono per diritto naturale.
Poi da ultimo le affidiamo i nostri meriti spirituali, anche le nostre preghiere. Tutto mettiamo nelle mani di Maria perché ne disponga secondo la sua volontà. Questo è bellissimo perché significa veramente che introduciamo Maria nella nostra casa come Madre e Signora!
Teniamo presente che è vero che siamo stati battezzati da bambini e i genitori e padrini ci hanno sostituito, ma il Battesimo è il primo vero atto di consacrazione! Con il Battesimo apparteniamo a Cristo redentore, Lui diventa padrone, maestro e guida della nostra vita.
L’atto di consacrazione che noi facciamo attraverso la Madonna ribadisce quello che abbiamo fatto inconsapevolmente il giorno del Battesimo.
Non basta però fare l’atto di consacrazione, bisogna introdurre la consacrazione nella vita. Fare, cioè, come ha fatto Maria: conservava tutto nel suo cuore, tenendo sempre presente Gesù nella sua vita per essere fedele alla sua promessa. La formula che noi diremo nell’atto di consacrazione non va dimenticata ma deve essere tenuta presente, dobbiamo conservarla nel cuore e meditarla. Se noi manteniamo questa presenza di Gesù e Maria nella nostra vita allora succederà che le singole azioni da noi compiute nella giornata saranno illuminate dalla sua presenza. In più, siccome noi viviamo in comunione con Maria che abbiamo chiamato a far parte della nostra vita, Lei si impegnerà ad aiutarci anche a nostra insaputa, ricordate, anche a nostra insaputa. Non aspettiamoci che Maria ci suggerisca all’orecchio ciò che dobbiamo fare ma lo fa attraverso i mezzi della vita ordinaria, attraverso un’osservazione di una persona o una frase ascoltata.
Per esempio uno di noi vuole diventare più mite, più calmo, perché è un tipo nevrastenico e non da pace alla famiglia. La Madonna piano piano lo aiuta a mettere in chiaro che il suo comportamento è disastroso per le persone care che ha vicino e lo fa tramite piccole cose: il consiglio di un amico o magari durante Messa una frase del Vangelo che questa volta colpisce dritto al cuore perché il Signore lega la frase del Vangelo alla realtà personale che questa persona sta vivendo.
Quindi noi dobbiamo stare bene attenti che una volta fatto l’atto di consacrazione, donato la nostra persona e i nostri beni a Maria, vogliamo che veramente Lei abbia le mani libere per aiutarci a ripetere nel concreto della nostra giornata questa offerta. Quindi questi miei occhi maliziosi e curiosi bisognerà che diventino occhi buoni e misericordiosi, non per giudicare ma per aiutare. Il cambiamento dei nostri comportamenti avviene attraverso la consacrazione a Maria!
La vita di consacrazione applica il contenuto dell’atto di consacrazione aprendo totalmente tutta la nostra vita alla maternità di Maria. Da parte nostra si richiede un duplice atteggiamento fondamentale nei riguardi della persona di Maria: essere in comunione con Lei e dipendere da Lei.
Faccio un esempio: se vado al mercato da solo compro le cose secondo la mia testa, il mio modo di vedere le cose, ma se mi accompagna un amico che mi può consigliare questo mi orienta nelle scelte e impedisce che faccia errori, soprattutto se io lo interpello.
La stessa cosa è nella consacrazione! Cerchiamo di essere sempre con Lei, qualunque posto frequentiamo: al mercato, a passeggio, soprattutto a Messa, così con il suo aiuto evitiamo le distrazioni perché chiediamo a Lei aiuto a stare attenti. In questo modo anche le cose ordinarie diventano straordinarie, se fatte con Lei.
Ricordate che queste non sono parole mie, sono scritte nel Vangelo!
Cerchiamo allora di pensare a Maria nei vari momenti della nostra giornata, dal mattino quando ci alziamo alla sera quando andiamo a letto, perché più noi la mettiamo nella nostra vita più Lei ci parla e vedrete che i nostri comportamenti piano piano si modificano. Cominceremo così ad ottenere grazie e aiuti che noi mai otterremo con le nostre forze.
Per vivere bene la consacrazione ricordate la custodia del cuore!
Bisogna custodire il nostro cuore da tutte le distrazioni, da tutto quello che ci allontana da Cristo e dalla sua santissima Madre.
Chiediamoci: come si realizza concretamente la custodia del cuore?
La prima cosa da fare è il proposito sincero di vivere la presenza di Maria. Iniziamo quindi col metterci alla Sua presenza nei vari momenti della giornata poi con un più frequente ritmo anche durante le nostre occupazioni ordinarie. Avremmo fatto un bel passo quando il nostro pensiero si rivolgerà a lei quasi spontaneamente, senza sforzi.
Cosa succede adesso? Cosa succede se noi abbiamo questa costanza, cioè rinnoviamo spesso l attenzione alla presenza di Maria che ci accompagna nella giornata?
Con il nostro cammino spirituale ci proponiamo di rendere la nostra vita fedele al Vangelo, ma a questo si oppongono tanti ostacoli, bisogna quindi conoscerli per poi eliminarli: a questo serve l’esercizio della custodia del cuore, un mezzo molto efficacie per il nostro progresso.
Facciamo un esempio, un elenco dei difetti con cui viviamo tranquillamente, senza badarci: omissione di fare il bene, avremmo lungo la giornata centinaia di occasioni per fare il bene e non lo facciamo, le omissioni sono tantissime; impazienze; asprezze nei rapporti nei confronti di marito, moglie o figli, atteggiamenti bruschi, risentimento per una sola parola un po’ sgradita; capricci di carattere; ricerca delle comodità; pettegolezzi; giudizi sugli altri, compiacenze di noi stessi, presunzione di essere chi sa che cosa, gelosia, golosità.
Guardate io vi ho fatto una piccola enumerazione di difettucci con i quali entriamo anche in Paradiso, ma dopo il Purgatorio. C’è una valanga di difetti nei comportamenti ordinarissimi della nostra giornata. Non ci badiamo neanche, però è una diga e di fronte a questa diga i progressi spirituali, se lo desideriamo si fermano, come si ferma l’ acqua davanti alla diga. Perché? Perché è vero non sono peccati grossi, non sono bestemmie, non sono cattiverie, non sono ruberie o roba da andare in galera, ma sono difetti, manchevolezze che noi consideriamo di poco conto e con cui ci conviviamo tranquillamente. Questo però fa una muraglia che non ci permettere di crescere nelle virtù e nella santità della vita cristiana.
Ecco perché è importante la custodia del cuore, perchè se io mi abituo a tenere sempre accanto a me Maria, come persona amica che mi accompagna spiritualmente, succede che mi balzano all’attenzione questi comportamenti che non sono per niente belli, e a poco a poco Maria mi fa capire che quindi ho tanti difettucci a cui non ho mai pensato, ma che rendono difficile la vita per me e anche per gli altri.
Vedete che cosa è la vita di consacrazione? Credo di essermi spiegato abbastanza.
Per concludere vi leggo cosa dice il Montfort nel suo libro “Il segreto di Maria”: 
“Anima carissima, diamoci da fare in modo che per questa devozione fedelmente praticata, cioè la consacrazione, si realizzino per noi le parole di Sant’ Ambrogio: Sia in ciascuno l’ anima di Maria per magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio.  E come aggiunge poi l’abate Guerrico:  Non credere di essere più felice dimorando nel Paradiso, raffigurato dal seno di Abramo, che in Maria il cui grembo è divenuto il trono del Signore.  Questa devozione, o consacrazione, se è praticata con fedeltà produce una moltitudine di effetti nell’anima ma il principale dono che si acquista con la consacrazione è la realizzazione quaggiù della vita di Maria nell’anima.  Se un’anima è veramente fedele, allora Maria entra a far parte della sua vita, diviene l’anima della sua anima in modo che non è più la sua anima a vivere ma Maria in lei.
Orbene, quando per grazia ineffabile ma vera, la divina Maria è regina in un’anima, quante meraviglie vi opera! Siccome è Lei che realizza le maggiori meraviglie spirituali, soprattutto quelle interiori, lavora nell’intimo segretamente perfino all’insaputa dell’anima stessa la quale, se ne venisse a conoscenza potrebbe distruggere la bellezza di quelle opere. Se ti impegni ad essere fedele alle pratiche di questa devozione, l’anima della Vergine santa si comunica a te per glorificare il Signore, il suo Spirito si sostituisce al tuo per rallegrarsi in Dio tuo salvatore.
L’anima di Maria sia in ciascuno per glorificare il Signore, lo Spirito di Maria  sia in ciascuno per esultare in Dio. Ah quando verrà quel tempo fortunato, ha detto un santo dei nostri tempi, quando verrà quel tempo nel quale Maria regnerà padrona e sovrana nei cuori per sottometterli pienamente all’impero del suo grande e unico Gesù? Quando le anime respireranno Maria come i corpi respirano l’aria, in quel tempo accadranno cose mirabili su questa misera terra perché lo Spirito Santo vi troverà la sua cara sposa che è Maria come riprodotta nelle anime. Mio caro fratello, quando verrà quel tempo felice, questo secolo di Maria? Quando non poche anime elette che Ella avrà ottenuto dall’Altissimo si immergeranno nell’abisso del Suo Cuore e diverranno copie viventi di Maria per amare e glorificare Gesù Cristo. Questo tempo non giungerà se non quando sarà conosciuta e praticata la consacrazione che sto insegnando perché venga il tuo Regno, perché venga il Regno di Maria!”.

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