martedì 17 giugno 2014

Le tre virtù di Maria - 2° incontro 2014

Dopo una breve introduzione sulla vita di s. Luigi Maria Grignon da Montfort, p. Giovanni Crippa continua la catechesi di sabato scorso, spiegando in modo speciale i numeri 258 e 259 del Trattato della vera devozione riguardanti le pratiche interiori. Quindi  fare tutto per mezzo di Maria, cioè obbedire a Maria in ogni azione che compiamo, lasciarsi muovere dal suo Spirito che è il Santo Spirito di Dio ed essere docili alla Sua azione in noi.
Come Maria all’annuncio dell’Angelo non ha capito il disegno di Dio ma ha accolto con docilità, così anche noi non dobbiamo spaventarci se non capiamo il significato della consacrazione!

Oggi cerchiamo di capire un altro punto: fare tutto con Maria.
Il Montfort al n° 260 del Trattato dice: <<Dobbiamo fare tutte le nostre azioni con Maria: in ogni nostra azione dobbiamo avere Maria a modello perfetto di ogni virtù e perfezione. In Lei, pura creatura, lo Spirito Santo ha formato ogni virtù e perfezione per noi, perché la imitassimo secondo le nostre capacità. In ogni azione dobbiamo quindi considerare come Maria l’ha compiuta o come avrebbe agito se fosse stata al nostro posto. A questo scopo dobbiamo esaminare e meditare sulle grandi virtù che Lei ha praticato in vita e in particolare la sua fede viva, la sua profonda umiltà e la sua totale purezza che non ha mai avuto e non avrà uguali sotto il Cielo.>>.

In poche parole
– dice p. Giovanni – fare tutto con Maria significa essere Vangelo vivo sull’esempio di Maria!  Lo sappiamo bene che le parole volano ma gli esempi trascinano… pensiamo a Gesù quando ha lavato i piedi agli apostoli: essere servo per servire.
Molti cristiani guardano oggi ad alcuni modelli spirituali nei quali vedono incarnati dei momenti importanti per la loro vita personale e sociale ma, dopo Gesù, Maria è la persona più significativa nella storia della salvezza. La Lumen Gentium al n° 65 dice: La Madre di Gesù rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti.

A volte, pensando a Maria come persona glorificata da Dio e dotata di bontà e potenza come conviene alla Madre di Dio, ci dimentichiamo che è vissuta su questa terra e dimentichiamo cose molto importanti di Lei, ad esempio la sua fede, speranza e carità. Ecco perché il Montfort insiste sull’esigenza di confrontarsi continuamente con Maria, soprattutto negli atteggiamenti profondi della sua vita, insiste su bisogno di elevare gli occhi a Lei come al modello di ogni virtù e perfezione plasmato dallo Spirito perché la possiamo imitare secondo le nostre capacità. Quindi occorre chiedersi quale sarebbe l’atteggiamento di Maria nelle nostre stesse circostanze.

Non pretendiamo di diventare come Lei perché sarebbe impossibile ma lasciamoci governare, lasciamoci intridere dalla sua presenza, sentire che Lei vive con noi. Perché la vita di Maria deve diventare la nostra vita, nelle piccole cose di ogni giorno.

Qual è allora l’esercizio da compiere per identificarci spiritualmente con Maria?  Ce lo dice il Montfort: <<A questo scopo dobbiamo esaminare e meditare sulle grandi virtù che Lei ha praticato in vita e in particolare la sua fede viva, la sua profonda umiltà e la sua totale purezza che non ha mai avuto e non avrà uguali sotto il Cielo>>.
In altre parole – dice p. Giovanni – dobbiamo prendere in mano il Vangelo, leggerlo, meditarlo, assaporarlo in tutti gli episodi riguardanti Maria allo scopo di assimilarne le grandi virtù. Attenzione però, non si tratta di ripetere quanto ha fatto Maria, ma di compiere cose diverse con il suo medesimo atteggiamento religioso. E’ proprio la sua vita profonda che deve passare in noi!

Il profilo spirituale che il Vangelo traccia di Maria è molto attraente e stimolante perché è Colei che vive profondamente la spiritualità dei fedeli del popolo di Israele e questa categoria era caratterizzata soprattutto dalla totale fiducia in Dio, disponibilità ai suoi disegni di salvezza, silenzio riflessivo e speranza orante.
Quante lezioni di vita Maria ci impartisce con la sua esperienza spirituale!

Il Montfort, da parte sua, ci raccomanda in particolare di fare attenzione alle tre virtù di Maria che abbiamo letto in precedenza al n° 260 e sono: fede, umiltà e purezza.
La fede è arrendersi alla Grazia di Dio, essere duttile alla sua azione, seguire solo la sua voce e lasciarsi guidare da Lui. Maria è esempio di fede serena, forte e sincera.
L’umiltà è autorinnegamento sotto il giudizio di Dio, basso sentire di sé e adesione a Cristo. Maria non si esalta ma resta la povera serva del Signore.
La purezza indica una qualità dello Spirito che ama Dio disinteressatamente e si abbandona a Lui con un atteggiamento di abituale sudditanza. Ed è quello che ha fatto Maria dicendo: Eccomi, sono la serva del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola.

Ora approfondiamo il terzo punto: agire intimamente uniti a Maria.
Un sapiente del nostro tempo nel suo libro “Il profeta”, ha scritto una frase molto bella: Quando amate non dite: Dio è nel mio cuore, ma piuttosto dite: io sono nel cuore di Dio! 

Questo perché l’amore fa uscire da sé e fa andare verso la persona amata, questo lo si prova ogni giorno: chi ama intensamente vive nella persona amata. Ecco perché il Montfort suggerisce a tutti coloro che si sono consacrati di compiere le proprie azioni in Maria. E’ una conseguenza dell’amore verso Colei che è nello stesso tempo Madre e modello per la Chiesa e per ciascuno di noi.

Il Montfort dal n° 261 al 263 enuncia una serie di attributi rivolti a Maria, come “Cancello d’Oriente”, Santuario della Divinità, riposo della Santissima Trinità, città di Dio ecc…, se ne serve per introdurci alla comprensione del mistero di Grazia che è Maria e far balenare alla nostra mente quanto sia bello vivere in Maria. Non sono esagerazioni poetiche quelle dette dal Montfort, perché rispondono totalmente alla realtà di Maria secondo la rivelazione.
Si vive in Maria quando non si è dominati dal timore ma si vive nella libertà dei figli di Dio. Dice il Montfort che chi si incontra con la Piena di Grazia e Madre di misericordia trova libertà da turbamenti, da timori, da scrupoli, perché Maria apre il cuore alla fiducia di Dio e alla disponibilità dello Spirito. 

Quindi vivere in Maria perché Lei è terra benedetta, è un roveto ardente, è un mistero di grazia che solo a poco a poco si può comprendere con la grazia dello Spirito.

I doni di Dio richiedono molta disponibilità, certamente non richiedono passività e pigrizia, dobbiamo collaborare alla Grazia con impegno costante. Quando Dio ci chiama a sintonizzare con Maria e a vivere in Lei, dobbiamo accogliere questa grazia e collaborare fedelmente, facendo di Maria la nostra dimora spirituale. Così Maria diventa l’ambiente abituale della preghiera e di ogni altra azione.

Dice il Montfort: “Chi resta spiritualmente nella santa Vergine, non commetterà mai peccato considerevole”!
Maria è per volontà di Dio il grembo materno che rigenera Grazia. Dopo aver concepito per opera dello Spirito il Figlio di Dio, compito di Maria è quello di continuare a generarlo nei cristiani, quindi la missione della Vergine è di far nascere e crescere il Cristo in noi.
L’anima, dice il Montfort, deve consegnarsi con fiducia a Maria e dimorare in Lei perché vi sia formata in Gesù Cristo e Gesù Cristo in quell’anima. Vivere in Maria nell’amore filiale con disponibilità e imitazione dei suoi atteggiamenti fondamentali è un modo provvidenziale per vivere in Gesù, modello supremo e unico mediatore del nostro incontro con il Padre.
P. Giovanni ci presenta una preghiera scritta da Kiko Arguelo, fondatore del Cammino Neocatecumenale:

Maria, piccola Maria, Tu sei la brezza soave di Elia
Il sussurro dello Spirito di Dio, che non si consuma.
Tu sei quel luogo vicino a me che mostrò il Signore a Mosè.
Tu sei la cavità della rupe che Dio copre con la sua mano
Mentre passa la sua gloria.
Venga il Signore con noi,
se abbiamo trovato grazia presso i suoi occhi.
E’ vero che siamo peccatori,
ma prega tu per noi che siamo la tua eredità!
Maria, piccola Maria, fanciulla di Gerusalemme
Madre di tutti i popoli, Vergine di Nazareth
Tu sei la nube che protegge Israele, la tenda che porta l’Alleanza
il luogo delle dimora del Signore, santuario della sua divinità.

Ora terminiamo con l’ultimo punto: fare tutto per Maria, come dice il Montfort al n° 265.
Il Montfort affronta qui un aspetto importante – continua p. Giovanni – nel nostro rapporto con Maria, perché Lei è il mezzo di cui Dio ha voluto servirsi per darci Gesù e Dio vuole che noi ci serviamo per giungere a Lui. Allora possiamo capire che Maria non può essere il nostro fine ultimo, Maria è una persona e Dio per primo la tratta come tale. E’ Lui che ci indica come noi dobbiamo guardare a Maria e come dobbiamo comportarci con Lei: con immenso e profondo amore.
Se alla scuola del Montfort ci ispiriamo all’esempio della Trinità, in modo particolare di Gesù, allora riusciremo a capire che anche noi dobbiamo agire per Maria e così facendo agiremo ancor meglio per Dio.

Al n° 265 del trattato leggiamo: “Dobbiamo compiere ogni azione per Maria, poiché ci siamo consegnati interamente al suo servizio per fare ogni cosa per Lei in qualità di servi o schiavi. Non la eleggiamo a scopo ultimo dei nostri servizi, questo scopo ultimo è solo Gesù Cristo, ma la prendiamo a nostro scopo prossimo, mezzo misterioso e via facile per giungere a Gesù”.

Chi non è pienamente grato a Maria pensando a quanto le siamo debitori? Come non farla conoscere ed amare? Se poi abbiamo capito che la via indicata dal Montfort ci mette al servizio di Cristo, avremo anche a cuore non solo di seguirla ma anche di farla conoscere il più possibile, secondo il desiderio del santo che ci chiede di prolungare la sua azione oggi per la gloria di Dio, per la gloria di Maria e il regno di Cristo.


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