martedì 3 dicembre 2013

Lasciamoci incontrare da Gesù "col cuore aperto"

Il Natale non è soltanto una "ricorrenza temporale", né il "ricordo di una cosa bella". Lo ha detto papa Francesco durante l'omelia in occasione della prima messa d'Avvento celebrata alla Casa Santa Marta.


In questi giorni, ha ricordato il Santo Padre, si inizia un "nuovo cammino" che ci porterà "verso il Natale": percorriamo, dunque, una "strada per incontrare il Signore [...] col cuore" e "con la vita".

Il Natale è, in definitiva, "un incontro" con il Signore mediante la fede. Una fede simile a quella del centurione protagonista del Vangelo odierno (cfr. Mt 8,5-11), della quale il Signore "si meravigliò". Intrapreso "un cammino per incontrare il Signore", il centurione "ha sentito la gioia di essere incontrato" da Lui.

Non siamo tanto noi, tuttavia, ad incontrare il Signore, ha sottolineato il Papa; conta soprattutto "lasciarci incontrare da Lui".

Ḕ solo quando ci lasciamo incontrare da Dio, che Lui "entra dentro di noi" e ci rinnova completamente nel "cuore", nell'"anima", nella "vita", nella "speranza", nel "cammino".

Per lasciarsi incontrare dal Signore, occorre un "cuore aperto" come quello del centurione, affinché Lui mi parli, sebbene "non sempre è quello che io voglio che mi dica!".

Il Signore non guarda noi uomini "tutti insieme, come una massa" ma ci guarda "ognuno in faccia" e "negli occhi", amandoci di un amore per nulla "astratto" ma "concreto". L'essenza dell'incontro con Dio è quindi proprio nel "lascarci amare" da Lui.

Nel nostro cammino di preparazione al Natale, dunque, sono di aiuto per noi la "perseveranza nella preghiera"; "la carità fraterna", avvicinandoci a "quelli che hanno bisogno"; la "gioia nella lode del Signore". Tutte e tre queste disposizioni d'animo, ha concluso il Pontefice, sono la via maestra "perché il Signore ci incontri".  
Di Luca Marcolivio tratto da Zenit

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