venerdì 16 agosto 2013

Maria, sostegno nella lotta contro il diavolo

Nella Messa del 15 agosto a Castel Gandolfo Papa Francesco è tornato sul tema della lotta tra Maria e il demonio, invitando a non trascurare la dimensione «antagonista», di lotta con Satana e il male, della devozione mariana.

Il Papa ha anzitutto ricordato come il Concilio Vaticano II nella «Lumen Gentium» affermi chiaramente al n. 59 la realtà storica dell'Assunzione:
«L’immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste col suo corpo e la sua anima, e dal Signore esaltata come la regina dell’universo». 

E al n. 68 lo stesso documento conciliare mette in relazione l'Assunzione con il destino escatologico della Chiesa: «La Madre di Gesù, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell’anima, è l’immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in cammino, fino a quando non verrà il giorno del Signore». Come fa spesso, il Pontefice ha commentato questi brani invitando a meditare su tre parole-chiave: lotta, risurrezione, speranza.

Anzitutto «la  lotta tra la donna e il drago. La figura della donna, che rappresenta la Chiesa, è da una parte gloriosa, trionfante, e dall’altra ancora in travaglio. Così in effetti è la Chiesa: se in Cielo è già associata alla gloria del suo Signore, nella storia vive continuamente le prove e le sfide che comporta il conflitto tra Dio e il maligno, il nemico di sempre». Tutti noi dobbiamo affrontare il diavolo, anche quando non ne siamo consapevoli. Ma Maria «lotta con noi, sostiene i cristiani nel combattimento contro le forze del male». Lo stesso Rosario, cui il Papa ha raccomandato la fedeltà quotidiana, «ha anche questa dimensione “agonistica”, cioè di lotta, una preghiera che sostiene nella battaglia contro il maligno e i suoi complici. Anche il Rosario ci sostiene nella battaglia».

Seconda parola: risurrezione. La nostra fede di gioca sul fatto che «Cristo è veramente risorto dai morti. Tutta la nostra fede si basa su questa verità fondamentale che non è un’idea ma un evento. E anche il mistero dell’Assunzione di Maria in corpo e anima è tutto inscritto nella Risurrezione di Cristo», perché «anche Maria ha conosciuto il martirio della croce: il martirio del suo cuore, il martirio dell’anima. Lei ha sofferto tanto, nel suo cuore, mentre Gesù soffriva sulla croce. La Passione del Figlio l’ha vissuta fino in fondo nell’anima. E’ stata pienamente unita a Lui nella morte, e per questo le è stato dato il dono della risurrezione». E anche questo è un fatto, non un mero simbolo.

Terza parola: speranza. «Speranza è la virtù di chi, sperimentando il conflitto, la lotta quotidiana tra la vita e la morte, tra il bene e il male, crede nella Risurrezione di Cristo, nella vittoria dell’Amore. Maria ci credeva, e oggi questo atto di fede «è particolarmente  intenso là dove il Corpo di Cristo patisce oggi la Passione». La persecuzione continua. Ma continuano anche la fede, la speranza e l'aiuto di Maria che cammina con i cristiani perseguitati nella storia.

di Massimo Introvigne  tratto da La Nuova Bussola Quotidiana

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