giovedì 16 maggio 2013

Sto vivendo la mia vita con il sorriso! - 1° incontro 2013

Catechesi registrata
Prima di cominciare la catechesi mi presento: sono P. Alberto Zanetti, sono originario dal Piemonte e da 3 anni lavoro con la pastorale giovanile vocazionale nel Veneto, in particolare a Padova con la pastorale universitaria. La mia  vita è legata molto alla Madonna, per questo vorrei raccontarvi un po’ la mia storia come introduzione alla catechesi, perché possiate capire il motivo per cui ci tengo a Maria.

Come tanti altri ragazzi, anch’io nel periodo dell’adolescenza dopo la Cresima ho lasciato il catechismo , la Chiesa. I miei genitori non sono mai stati praticanti e nemmeno i nonni andavano a Messa, quindi la mia famiglia era proprio conciata male! 
Poi però è successa una cosa nella mia vita che mi ha sconvolto e con me tutta la mia famiglia: a 14 anni, quando facevo la 1° liceo scientifico i miei genitori si sono separati. Mio padre è andato via e io sono rimasto con mia madre e mia sorella che ha 7 anni meno di me. In questo momento si è scatenata in me una ribellione contro Dio e contro tutti, come tanti altri ragazzi ho cercato la felicità “fuori”, nelle cattive compagnie.
Insieme però è successa una cosa, e qui inizia il filo che mi ha legato alla Madonna: mia madre dopo la separazione si è inserita in un gruppo di preghiera io vi sono andato un po’ per curiosità e per la prima volta ho sentito come un abbraccio da parte di Maria, come se la Madonna mi avesse detto: “Non ti abbandonerò mai”. 
Da quel momento ho pregato tutti i giorni il Rosario, anche se non andavo a Messa, di nascosto da mia mamma (guai dare una soddisfazione alle mamme…!) e sentivo Maria come un’amica, come una mamma molto presente nella mia vita.
Nel frattempo mia mamma, molto attiva nel volontariato del centro aiuto alla vita, organizza un pellegrinaggio a Civitavecchia. Vi partecipo anch’io e, passando per Tortona dove c’è il Santuario mariano Madonna della guardia, vado a confessarmi (dopo cinque anni che non lo facevo). 
Dopo aver svuotato il sacco il Sacerdote confessore mi dice: “Sai, devo dirti una cosa. Io dovevo sposarmi, avevo già tutto pronto: testimoni, la chiesa, gli inviti, il ristorante (e quando c’è il ristorante prenotato vuol dire che la cosa è seria), poi ho sentito la chiamata di Dio, ho mollato tutto fidanzata, ristorante, banchetto, suoceri… e mi sono fatto Sacerdote”. 
Prima di tutto mi sono chiesto perché l’ha raccontato proprio a me dato che questo non centrava niente con la mia confessione, poi la seconda riflessione che ho fatto è questa: pensavo che uno scegliesse di fare il Sacerdote come sceglie qualsiasi altro mestiere. 
Invece per la prima volta ho capito che c’è qualcosa che non viene scelta ma che ti viene data ed è la vocazione sacerdotale. 
E’ stato un periodo bellissimo della mia vita in cui toccavo il cielo con un dito, avevo ritrovato la mia amicizia con Dio, ma non è finita qui. All’ultimo anno di liceo scientifico mia mamma mi invita a visitare una nuova congregazione di appena cinquant’anni di fondazione il cui noviziato è proprio vicino a casa nostra. 
Io mi sono detto: se questi hanno compiuto cinquant’anni di fondazione ne avranno almeno settanta e io diciannovenne cosa ci sto a fare? Dietro insistenza della mamma vado nel pomeriggio per la Messa e mi trovo invece un gruppo di ragazzi tutti in tonaca, pettinati come me, tutti ordinati, che stavano suonando una canzone strumentale dei Beatles perché era un giorno di festa. 
Quello che mi ha colpito moltissimo è stato vederli tutti gioiosi (io che avevo in mente il Sacerdote come una figura cupa) ma soprattutto mi ha colpito il fatto che tutti quelli con cui parlavo sapevano quello che volevano! Era proprio quello che mi mancava perché io, invece, quando alla sera ritornavo dalle feste con gli amici, mi chiedevo che senso aveva la mia vita.
Andando avanti nel tempo, e qui arriva il legame con la nostra catechesi, nel mese di maggio (non ricordo se durante il Rosario o nel dialogo con Maria, dato che eravamo amici) Le ho detto con confidenza: ”Senti, Tu hai sempre voluto sapere quello che Dio voleva da Te e sei felice. Anch’io voglio sapere cosa vuole Dio da me!”.
Ho deciso di fare un periodo di discernimento vocazionale che i Legionari di Cristo organizzano ogni estate per capire quale fosse la mia vocazione, se al matrimonio o altro. 
In quel momento ho capito che la cosa più importante nella nostra vita è capire cosa Dio ha pensato per noi dall’eternità!
Non ci siamo inventati noi, non ci siamo creati noi e Dio ha un progetto meraviglioso per ognuno che vuole portare alla pienezza  attraverso i nostri talenti, le nostre capacità, il nostro modo di essere.
Ricordiamoci le parole di Papa Giovanni Paolo II: “Fate della vostra vita un capolavoro!”.
La Madonna è la prima interessata, perché ci ama profondamente, a far sì che la nostra vita diventi questo capolavoro.
Ho conosciuto un Sacerdote a cui hanno affidato una missione molto grande che lo superava completamente: doveva fondare un istituto religioso in Spagna, da zero. 
E’ andato dalla Madonna, le ha fatto vedere la lettera in cui i superiori gli ordinavano di partire e le ha detto: “Guarda Mamma in che guai ti hanno messo! Ma io ti do una mano!”. 
E’ bellissimo! E’ questo l’atteggiamento chedeve avere un figlio di Maria che veramente crede quando consegna la propria vita nelle Sue mani!
Io non so cosa mi riserva il futuro però qualsiasi cosa la Madonna mi chieda Le dirò: “Guarda Mamma in che guai ti sei messa! Ma io ti do una mano offrendoti la mia disponibilità, la mia libertà”. E’ la fiducia che con Maria possiamo affrontare qualsiasi difficoltà perché con Lei non ci sono difficoltà insormontabili. 
Il demonio ha il terrore quando noi affidiamo a Maria la nostra vita, perché sa che Lei prende a cuore tutto di noi e non ci lascia. Ci preserva dal male, dal peccato, ci difende dagli attacchi del maligno e soprattutto se cadiamo ci aiuta subito a recuperare la fiducia e la grazia.
Come vi dicevo io adesso mi occupo principalmente di accompagnare anche i giovani che vogliono fare un discernimento nella loro vita, per capire quello che Dio vuole da loro e nella mia esperienza vedo che i ragazzi che affidano completamente la loro vita nelle mani di Maria hanno una marcia in più e hanno un atteggiamento filiale molto bello. 
Pochi giorni fa, dopo aver fatto il cammino dei primi cinque sabati del mese, con 46 ragazzi siamo andati a Loreto e lì abbiamo fatto la consacrazione proprio nella Santa Casa, è stato molto bello. Quando siamo tornati uno di loro mi chiama al telefono e mi dice: “Sai P. Alberto tutte le volte che torno da un’esperienza forte dopo due o tre giorni mi viene la depressione, vivo quel momento così bello e intenso e poi, mamma mia, penso con tristezza alle cose che devo fare tutti i giorni. Adesso non mi sta succedendo! Sto vivendo la mia vita di ogni giorno con il sorriso!”. 
Ecco i frutti della consacrazione!
Oggi durante questa catechesi di preparazione alla consacrazione vedremo di approfondire qualche punto del Trattato della vera devozione a Maria del Montfort, il libro preferito del Beato Giovanni Paolo II,  che vi consiglio di tenere sempre sul comodino  e di leggerlo perché è una fonte inesauribile di novità.  
Vorrei fermarmi in particolare su due atteggiamenti di Maria, che abbiamo anche affrontato nel mistero del Rosario.
Il primo è quello del timore: vediamo l’Arcangelo Gabriele che entra e Maria si sente turbata. E’ un po’ la stessa cosa che possiamo sentire noi quando ci affidiamo totalmente nelle mani di una persona, o quando il futuro ci appare poco chiaro allora abbiamo paura. Vorremmo sempre avere tutto sotto controllo, vorremmo avere le redini della nostra vita ben salde in mano e non lasciare nulla al caso. C’è la sicurezza di essere nelle mani di Dio però non tutto è così nitido e chiaro… anche Maria ha camminato nel chiaro-scuro della fede: dopo l’Annunciazione quando è cessata la visione dell’Angelo tutto è tornato alla normalità, l’unica differenza è che ha sentito cambiare qualcosa in Lei, c’era la presenza di una Vita, e che potevano lapidarla. 
Però si è messa totalmente nelle mani di Dio.
Quindi il timore che ci coglie anche davanti al mistero di Dio, davanti al quale noi ci sentiamo così  piccoli perché Lui è il nostro Creatore, è il nostro Redentore che ci ha aperto le porte del Cielo. E’ un grande mistero davanti al quale noi, come dice S. Paolo, dobbiamo piegare le ginocchia, perché non sappiamo né l’altezza, né la lunghezza, né la profondità. Noi non lo possiamo penetrare con la nostra mente, per questo la fede va sempre al di là della nostra intelligenza, delle nostre sicurezze. Perché c’è sempre Qualcuno che non si vede, a volte non lo sentiamo ma è molto più sicuro delle nostre certezze.
Il secondo atteggiamento di Maria è la fiducia illimitata nel progetto di Dio che si svela nelle parole che dice all’Arcangelo: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di Me quello che hai detto”.

Qual è lo scopo della consacrazione?
Lo possiamo riassumere in una frase bellissima: Aiutami, Maria, a rendermi docile allo Spirito Santo affinché compia in me il progetto del Padre. 
E’ una frase semplice, breve ma che ha in sé il segreto di tutta una vita realizzata in Dio. 
Aiutami, Maria, a rendermi docile allo Spirito Santo affinché compia in me il progetto del Padre. Cioè aiutami a togliere tutti gli ostacoli, aiutami a togliere tutti i miei timori, tutti i castelli in aria che io mi faccio per poter seguire il progetto del Padre.
Ognuno di noi normalmente ha davanti due cammini: il primo è quello che il Signore mette nel nostro cuore. E’ un cammino non sempre facile perché non coincide con i nostri gusti e i nostri progetti ma è lì e noi possiamo inventarci mille cose, però quel pungolo, quello spillo che Dio ha infilato nella nostra anima è sempre presente. Il secondo cammino è quello che noi vogliamo realizzare, quello che è più comodo, quello che pensiamo.
Essere docili allo Spirito Santo vuol dire fare silenzio dentro di noi, perché Dio quando parla bisbiglia, sussurra. Allora se noi facciamo tanto rumore è impossibile sentirlo. Chi non vuole sentire Dio si rifugia nell’i-pad, nell’i-pod e tutti gli altri i- …
Quando Elia era sulla montagna è arrivato il temporale, il fragore del tuono ma Dio non era là, poi è arrivata la brezza soave allora Elia è uscito e ha detto: “Parla, Signore che il tuo servo ti ascolta”.
Questo è lo scopo della consacrazione, così alto e profondo che uno dice: Signore Tu mi chiedi attraverso Maria di essere docile allo Spirito Santo affinché  compia in me il progetto del Padre e io non so neanche pregare. Mi metto lì un attimo e la mia mente vaga oltre oceano, la mia mente va da tutt’altra parte e tu mi chiedi di essere docile?
Per questo abbiamo bisogno del silenzio.
Allora vediamo questi due atteggiamenti di Maria. Da una parte il timore: noi abbiamo purtroppo nella nostra società (e questa è una cosa che dobbiamo superare) il tabù che appartenere totalmente a una persona fa veramente paura. Perché? Perché abbiamo come modello degli stereotipi umani che non sempre risultano fedeli. Io l’ho sperimentato in prima persona con il fallimento del matrimonio dei miei genitori: prima c’è una persona a cui ti doni totalmente poi, ad un certo punto, scompare. Certo, la colpa non è mai solo di una persona, però è sempre una cosa instabile. Oppure un’amicizia che si rompe per colpa di un malinteso, un progetto di lavoro tanto seguito e poi annullato per colpa di un socio e via via. C’è sempre il rischio nella nostra vita di essere usati un po’ come oggetti: finché vai bene, finché mi servi e riempi le mie aspettative allora ti dimostro il mio affetto poi, quando non mi servi più, ti elimino dalla mia vita. Unito a questo abbiamo anche un’idea sbagliata di Dio, perché ognuno di noi nella sua storia personale si è creato un’idea altrettanto personale di Dio. Per esempio può essere l’idea di un Dio vendicatore che se sbagli ti punta il dito e non ti parla più, oppure abbiamo in mente un Dio distruttore che manda i castighi se la società va male. 
Queste e altre idee di Dio sono storpiate perché l’unica vera idea di Dio che coincide con la realtà è quella che ci ha rivelato Gesù Cristo, nascendo, diventando uomo, prendendo su di sé i nostri peccati e morendo sulla croce per noi. Dimostrandoci fino all’ultima goccia di sangue quanto ci ama. 
Questa è l’unica, vera, idea di Dio.
E’ un Dio che ci ha amati così tanto che quando non aveva più niente da darci, lì sulla croce, spogliato di tutto, ci ha dato la cosa più preziosa che possedeva: Sua Madre!
Non possiamo allora nella nostra vita prescindere da questo dono: è l’ultimo dono del Signore e voi sapete che l’ultimo dono che fa una persona prima di morire è il più prezioso che ha.
Abbiamo parlato del timore di affidarsi totalmente a una persona però può succedere anche l’opposto. Ci sono persone che conosciamo, magari anche noi stessi, a cui non si può dire nulla e vanno “trattati con le pinze” come si dice. 
Queste persone si circondano di gente che fanno loro i complimenti, che li lodano anche se sbagliano e non li correggono. La Madonna  invece è anche quella Madre che ci corregge e non si accontenta di vederci sulla strada sbagliata.
Prima del pellegrinaggio a Loreto, sono stato con un gruppo di ragazzi in pellegrinaggio a Paray Le Monial, Ars e successivamente a La Salette e Laus. Il messaggio di questi due ultimi Santuari, soprattutto in quello di La Salette, è durissimo! La Madonna piange perché le persone bestemmiano e non vanno a Messa la domenica e dice: “Tutte le vostre preghiere e i vostri sacrifici non potranno mai compensare la sofferenza che prova il Mio Cuore di Madre”. E’ un messaggio veramente duro!
La veggente di Laus ha ricevuto dalla Madonna la missione di leggere nelle coscienze e quando le diceva: “Vai in quella casa, troverai una persona che fa un tal lavoro, dille che ha fatto questo e questo e che il Sacerdote lo aspetta per confessarsi”. Quindi questa povera veggente la prima volta invece di andare aspetta e quando la Madonna le appare e le chiede perché non è andata le risponde: “Me l’hai detto con così tanta gentilezza che pensavo non fossi obbligata!” e ci credo! 
La Madonna però non dà solo lo zuccherino ma ci vuole far crescere. Infatti quando le persone del paese vedevano la veggente tutti si chiudevano in casa o andavano a confessarsi così erano a posto! Però intanto tutto il paese era confessato, era un paese santo. Il demonio era arrabbiatissimo con questa veggente e la tormentava, ma lei veniva aiutata anche dall’Angelo Custode che la soccorreva, figuriamoci con tutte le anime che ha salvato!
Il numero 24 del Trattato dice così: Dio Figlio ha comunicato a Sua Madre tutto quanto ha acquisito con la Sua vita e la Sua morte, i Suoi meriti infiniti e le Sue virtù ammirabili. L’ha costituita tesoriera di quanto il Padre gli ha dato in eredità. Per mezzo di Lei Egli applica i Suoi meriti ai Suoi membri, comunica le Sue virtù e distribuisce le Sue grazie. Così Maria è il Suo canale misterioso, l’acquedotto con cui fa passare con soavità e abbondanza le Sue misericordie.
Quando ci mettiamo nelle mani di Maria è come se entrassimo in questo acquedotto dove le grazie affluiscono abbondantemente. 
Giovanni Cattarin è un ragazzo di Treviso morto da giovane in odore di santità, nel suo diario troviamo scritto: La Madonna è l’autostrada veloce per arrivare in Cielo. 
Ed è vero, è proprio così!
Al numero 25 leggiamo: Lo Spirito Santo ha comunicato a Maria, Sua fedele sposa, i Suoi doni ineffabili. L’ha scelta quale dispensatrice di tutto ciò che possiede, in modo che Ella distribuisce a chi vuole, quanto vuole, come vuole e quando vuole tutti i Suoi doni e le Sue grazie. Nessun dono del Cielo è concesso agli uomini che non passi per le mani verginali di Lei. Il volere di Dio è infatti che tutto ci venga donato per mezzo di Maria. Così doveva essere arricchita, innalzata e onorata dall’Altissimo Colei che per tutta la vita volle essere povera, umile e nascosta fin nell’abisso del nulla con la Sua profonda umiltà.
Quindi quando ci mettiamo nelle mani di Maria è come se Lei ci dicesse: Non avere paura, vieni a Me! Vieni nel Mio Cuore Immacolato, rifugiati lì! Io ho in mano tutti i tesori dei quali tu hai bisogno per poter essere santo. Se lo vuoi.
Nel numero 176 il Montfort dice: Questa Madre buona accetta sempre per pura carità tutto ciò che le si affida in deposito. Quando poi l’ha ricevuto come depositaria è obbligata, per giustizia in virtù del contratto di deposito, a custodircelo. Proprio come una persona a cui io ho affidato in deposito mille scudi, sarebbe tenuta a custodirmeli di modo che se per sua negligenza i miei mille scudi andassero perduti lei ne sarebbe responsabile a rigore di giustizia. Ma che dico! Mai la fedele Maria lascerà perdere per negligenza ciò che le abbiamo affidato. Cielo e terra passeranno prima che Ella sia negligente e infedele verso coloro che si fidano di Lei.
Tutto ci invita, quando ci mettiamo nelle mani della Mamma, a non aver paura!

Cosa vuole dire allora consacrarci e metterci nella mani di Maria?
Vuol dire da una parte mettersi sotto la guida di una Mamma che non vuole usarci per i Suoi scopi personali, perché Lei vuole solo la nostra felicità. Nello stesso tempo però è una Mamma che non si accontenta di vederci così come siamo, vuole sempre il meglio da noi, proverà fino alla fine a fare della nostra vita in capolavoro e non si arrenderà mai. 
Vi suggerisco una preghiera da fare anche oggi: Mamma fa’ che anche se mi vedi ostinato, chiuso, indifferente, svogliato non arrenderti. Perché nel profondo del cuore io sento che voglio donarti il meglio. A volte non ne sono capace, a volte ho paura, mi sento inadeguato: Mamma, in che guaio ti sei messa! Ma io ti do una mano.
Il numero 89 dice: E’ difficile perseverare nello stato di grazia a causa dell’incredibile corruzione del mondo. Il mondo infatti è corrotto a tal punto che gli stessi cuori religiosi sono ricoperti quasi necessariamente se non dal suo fango, almeno dalla sua polvere. E’ davvero una specie di miracolo se qualcuno rimane saldo in mezzo a questo impetuoso torrente, senza essere o sommerso dalle onde o depredato dai pirati e dai corsari; in mezzo a questa aria inquinata, senza rimanerne danneggiato. La Vergine fedelissima e mai vinta dal demonio, opera un tale miracolo a favore di quelli e quelle che la servono nella forma migliore.
Quindi Maria sa anche preservare, in mezzo a tutta questa porcheria che noi possiamo osservare con un clic, avendo tutto a portata di mano.
Ancora di più dentro la famiglia: la famiglia unita in Maria e che si consacra totalmente al Suo Cuore Immacolato, viene avvolta (come lo Spirito Santo ha fatto con Maria all’Annunciazione) da Maria stessa  e la protegge dall’insidia del demonio. Le famiglie consacrate alla Madonna hanno questa marcia in più, questo privilegio.
La consacrazione non è semplicemente una pratica di pietà in cui io mi consacro leggendo una formula e basta, ma è uno stile di vita. È vero che l’8 giugno leggeremo una formula, abbiamo bisogno anche di qualcosa di concreto, ma la consacrazione parte dal cuore, da una decisione interiore di donare tutto quello che abbiamo: anima, corpo, beni spirituali, tutti i nostri talenti, beni materiali, il nostro futuro, la nostra vita la mettiamo come un dono nelle Sue mani. Totalmente suoi.
Totus tuus ego sum, Maria: sono tutto tuo, Maria, dice il Montfort.
Passiamo alla seconda espressione, dal timore arriviamo all’accoglienza. Il sì di Maria, quel sì che ha riempito di gioia il cuore di Dio!
Non c’è un sì detto da una creatura che abbia riempito il cuore di Dio come quello di Maria, e non ci sarà. Però Maria vuole che questo sì che Lei ha detto si ripeta, si rinnovi, ritorni ad essere splendente e un grande miracolo in ognuna delle nostre vita. 
Questo fa la consacrazione a Maria.
Dice il Montfort nel numero 44: Soltanto Maria ha trovato grazia presso Dio senza l’aiuto di alcuna creatura. Soltanto per mezzo di Lei hanno trovato grazie presso Dio quanti dopo di Lei l’hanno trovata. Quindi il sì di Maria si ripete nelle nostre vite. Soltanto per mezzo di lei la troveranno ancora quanti verranno in seguito. Già piena di grazia quando fu salutata dall’Arcangelo Gabriele, Maria ne fu ricolmo con abbondanza quando lo Spirito Santo stese su di Lei la sua ombra ineffabile. Poi crebbe talmente di giorno in giorno e di momento in momento in quella duplice pienezza che raggiunse un grado di grazia immenso e inconcepibile. Pertanto l’Altissimo l’ha costituita  unica depositaria dei suoi tesori e unica dispensatrice delle sue grazie, perché Essa nobiliti, innalzi e arricchisca chi vuole, faccia entrare chi vuole nella via stretta del cielo, faccia passare ad ogni costo chi vuole per la porta stretta della vita e a chi vuole conceda trono, scettro e corona di re. Dappertutto e sempre Gesù è il frutto e il figlio di Maria. Dappertutto Maria è il vero albero che porta il frutto di vita, la vera madre che lo genera.
Quindi se anche noi vogliamo dare un sì così a Dio, dobbiamo metterci nelle mani di Maria.
Vedendo un po’ il panorama di oggi ci possiamo chiedere: Dove sei, Signore con i tuoi miracoli di un tempo? Leggiamo negli Atti degli Apostoli storpi che guariscono, ciechi che ci vedono, persone che risorgono, gente che per una predicazione di S. Pietro recupera la fede e si battezza, Stefano che muore martire per testimoniare Cristo e ci chiediamo: Dove sei Signore, dove sono i tuoi miracoli di un tempo? Dove sono le conversioni strepitose come quella di S. Paolo sul cammino di Damasco? Perché non appari? Perché non parli? Dove sono quelle opere grandiose portate avanti dai Tuoi santi?
Il Signore ci può rispondere così: dov’è quel ragazzo disposto a lasciare tutto nella via della povertà per seguirmi ovunque? Dov’è quel ragazzo con un fuoco incontenibile che è andato fino in Giappone e in Cina a rievangelizzare le popolazioni? Dov’è quel ragazzo che amava talmente tanto i giovani per formare case solo per loro per crescerli e strapparli dalla loro miseria? Dov’è quel Sacerdote che pregava e digiunava ore e ore  per strapparmi le grazie che il suo paesino aveva bisogno? Dov’è quel ragazzo che non poteva sopportare la miseria della sua gente e mi offriva tutto per la loro conversione? Dov’è quella ragazza disposta a dare la vita piuttosto che farsi rubare la verginità?  Dov’è quel ragazzo che risparmiava i soldi dell’autobus per comprare le medicine ai poveri dei sobborghi di Torino? Dov’è quel medico che si dimenticava di sé e che vedeva nel malato Cristo stesso?
Dove sono questi eroi che sulla scia di Maria hanno detto un sì così radicale?
E’ giusto che Dio ce lo chieda.
Da parte nostra attraverso questa consacrazione vogliamo dire: Fa’ della mia vita un capolavoro.
Voi sapete che a Montichiari  c’è stata l’apparizione di Rosa Mistica: la Madonna è apparsa con tre spade nel Cuore. Una per i Sacerdoti che hanno lasciato il ministero, una per i Sacerdoti che vivono nella tiepidezza, l’altra per i sacerdoti che vivono ancora nella Chiesa ma come Giuda. Ecco le tre spade conficcate nel Cuore della Madre, Maria!
La veggente Pierina Gilli Le ha chiesto come poteva consolare il suo Cuore trafitto e la Madonna le ha risposto: “Con l’obbedienza, figlia Mia”.
Dio ha progetti che vanno molto più in là delle nostre aspettative e quello che agli occhi umani magari può sembrare una contraddizione, per Dio è un grande piano di salvezza. Ha bisogno però della nostra obbedienza, per poter seguire quella strada che Lui ha messo nel cuore di ciascuno  e verso la quale Lui ci spinge.
Con l’obbedienza Gesù e Maria hanno salvato il mondo! L’obbedienza di Cristo nel Getsemani (“Si compia non la mia ma la Tua volontà”), l’obbedienza di Maria in tutta la Sua vita, in tanti piccoli sì tra i due grandi sì dell’annunciazione e sotto la croce, quando ci ha presi come figli perdonando gli assassini del Suo Figlio.
Possiamo essere certi che se obbediamo Dio ci benedirà, questo è quello che ci insegna Maria con il Suo sì.

Quali sono i motivi per consacrarci a Cristo per le mani di Maria?
Tutti da piccoli sognavamo qualcosa di grande, per poter essere importante per qualcuno, mettendo a disposizione i miei talenti. 
Ora, noi partiamo già avvantaggiati perché siamo già importanti per Qualcuno che è Onnipotente è questo desiderio di essere importanti per qualcuno è già realizzato nel Battesimo, perché diventiamo figli di Dio. I talenti, le qualità nostre che mettiamo a disposizione di Maria vengono elevati da Lei in Cielo. Cioè Lei fa sì che la nostra vita abbia una trascendenza. Tutto quello che facciamo ha valore di eternità, anche le cose più semplici come cucinare, dormire, parlare come dice S. Paolo: Tutto quello che fate, fatelo per la gloria di Dio.
Questo nella nostra vita è importantissimo perché, come dice S. Agostino Ci hai fatto per Te, Signore e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te.
Secondo motivo per consacrarsi a Cristo per le mani di Maria è che Gesù ha voluto stare alle Sue dipendenze per trent’anni. Avrebbe potuto benissimo, all’età di 16-17 anni che per quel tempo era già maturo, andarsene e fare miracoli, predicare, fare guarigioni però ha voluto stare con Lei per ben trent’anni.
Quindi se noi ci consacriamo a Maria e ci mettiamo nelle Sue mani sicuramente questo ha un grande valore, se anche Gesù l’ha fatto.
Il terzo motivo è perché la Madonna non si fa mai battere in generosità. Quindi se noi le doniamo tutto di noi poi Lei ci restituisce quello che ha ottenuto purificato, lavato, abbellito.
 Il Montfort spiega bene nel trattato che la nostra offerta si presenta come quella di un contadino che presenta al re una mela tutta ammaccata e raggrinzita. La Madonna prende questa mela, la prepara, la mette su un piatto d’oro e la presenta al Re cercando di perorare la nostra causa prendendo le nostre difese. Quindi noi non potremo mai presentare qualcosa a Dio senza l’aiuto di Maria!
Il quarto motivo: affidando a Maria tutti i nostri meriti Lei intercede per la conversione del mondo intero. Il Monfort - vi ricordate? – dice che la Madonna non farà mai perdere per negligenza tutto quello che Le affidiamo perché è una Mamma attenta.
Abbiamo visto questi due aspetti, da una parte il timore dall’altra il coraggio… vi auguro che questi siano i sentimenti che portate nel vostro cuore adesso che vi consacrate a Lei e state certi che non ve ne pentirete mai.

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