mercoledì 29 maggio 2013

Consacrarsi a Maria è servire Suo Figlio - 3° incontro 2013

Catechesi registrata
Grazie per avermi invitato! Grazie per essere venuti così numerosi, pensavo di incontrare meno persone ma i collaboratori di Maria si stanno moltiplicando! San Luigi Maria Grignon da Montfort ha scritto questa profezia: “Maria chiamerà una schiera di apostoli” lo stiamo vivendo, siamo noi! Quanti figli che seguono il Cuore Immacolato di Maria! Possiamo essere orgogliosissimi di avere per Madre la Regina del cielo e della terra!

In questi duemila e tredici anni di cristianesimo il Signore vuole che Sua Madre sia più amata, più conosciuta, più imitata, più ascoltata, più glorificata. Consacrarsi a Maria è facile, basta partecipare agli incontri ed è fatta, ma dopo la consacrazione vedrete che avremo una marcia in più per combattere contro tutto ciò che ci attende. Non dobbiamo aver paura perché Lei è accanto a noi.
Vivere la consacrazione non è facile: è un atto che richiede un cambiamento interiore, profondo, anche con tutte le nostre fragilità e debolezze. Queste ce le porteremo fino alla tomba e non devono ostacolarci, anzi, dobbiamo ringraziare il Signore perché sono quelle che ci tengono con i piedi per terra e ci fanno umili.
La prima virtù che Maria ci chiede è l’umiltà.
L’umiltà non è nascondersi in fondo alla chiesa ma camminare con i piedi per terra e guardare in faccia alla realtà, come l’hanno guardata Giuseppe e Maria prima che Gesù venisse al mondo.
Non è una recita o una formula, non sono 5 incontri, non è la grande celebrazione eucaristica, ma è un rinnovamento totale della nostra vita. E’ l’inizio di un nuovo cammino, è il pellegrinaggio più affascinante che possiamo fare. Umiltà è autenticità, è essere veri anche nelle piccole cose!
Gesù si è affidato a Maria, ha confidato sempre in Maria per le Sue necessità quotidiane. Pensate, il Signore che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo, ebbe bisogno degli stessi aiuti materiali di cui necessitano tutti gli uomini!
Per ogni cosa dobbiamo confidare in Lei. Maria nutrì Gesù, lo vestì, si prese cura di Lui, lo portò sempre tra le Sue braccia, sapete quanto la vita di Gesù fu minacciata…, mentre Il santo Bambino dormiva tra le Sue braccia sentiva il calore di questa Mamma meravigliosa.
L’anima mia –dice Gesù- fu triste alla vista del culto materiale e ipocrita di tanti figli, per l’incomprensione della gente, per la mala fede dei miei amici, per la perdita d’innumerevoli anime tutte a Me infinitamente care e per le quali stavo per versare inutilmente il Mio Sangue. Ero triste fino alla morte a tal punto che pregai Mio Padre di allontanare da Me l’amaro calice che mi tendeva. Eppure mi rimaneva una sola consolazione: sentire Mia Madre accanto, guardarla nel profondo dei Suoi occhi che mi dicevano “Figlio Mio, vai fino in fondo! Stai lì, questa è la tua storia!”
Maria comprendeva Suo Figlio in tutte le situazioni di sofferenza, quindi confidiamo in Lei! Maria è onnipotente! Non mi sbaglio a dire questo: Dio l’ha fatta dispensatrice di tutte le grazie, può dare tutto ciò che vuole, a chi vuole e quando vuole. Cosa Gesù potrà negare a Sua Madre?
Maria è la Madre di Gesù ma è anche la serva del Signore, la Sua discepola: Gesù dice “Chi è mia madre? Chi ascolta le mie parole” e Lei stessa ci incoraggia su questa linea “Fate tutto quello che Egli vi dirà”.
La consacrazione ci porta a rinnovare gli impegni di vita cristiana per diventare cristiani ferventi, autentici, appassionati del Regno di Dio. Il Signore non sa cosa farsene dei tiepidi, ha bisogno di braccia, di gambe, di cuori… per questo facciamo la consacrazione al Cuore Immacolato! Non è per noi, è per gli altri. Perché possano dire: E’ bello vivere così!
Maria ci è stata data per Madre sulla croce e la consacrazione è accogliere Maria come ha fatto Giovanni ai piedi della croce, vivere con Maria, per Maria e in Maria. Vedrete che se noi ci mettiamo in cammino, questa consacrazione trasformerà totalmente la nostra vita.
Con l’assunzione non è finito tutto: la Sua azione continua in ognuno di noi perché Lei vuole conformarci a Suo Figlio per portarci alla salvezza.  Allora consacrarsi a Maria è servire Suo Figlio. La devozione a Maria è immergersi, tuffarsi nel Suo Cuore, vivere al ritmo del Cuore di Maria. Maria ci farà capire il Cuore di Gesù, perché tre cuori batteranno insieme: quello di Gesù, quello di Maria e il nostro! Batteranno tutti e tre al ritmo della pace, dell’amore, della gioia.
Tutto risale al disegno Trinitario, al piano di Dio che ha voluto cominciare e terminare le Sue più grandi opere per mezzo di Lei, la nostra Madre.
San Luigi Maria Grignon da Montfort identifica la consacrazione mariana con la consacrazione a Gesù e parla di schiavitù, ma per schiavitù intende servizio: pensate a Gesù che si inginocchia di fronte agli apostoli e lava loro i piedi. Questa è la schiavitù che intende il Montfort: è un servizio di amore, come rapporto personale di totale donazione, è oblazione in risposta alla missione di far conoscere il Regno di Dio.
Rinnoveremo i voti e le promesse battesimali, ma nella consacrazione impareremo a vivere per mezzo di Maria, con Maria, in Maria sempre, ogni giorno, è un impegno! La dottrina del Montfort presenta una forma di alta spiritualità, il Trattato è un gioiello. Fatelo conoscere. È un impegno permanente a compiere come Maria la volontà del Padre e Lei ci farà crescere e ci porterà lentamente, senza che ce ne accorgiamo,  verso il Paradiso, ci prende per mano e ci porta verso la perfezione.
Pensate che questo Trattato è stato letto da grandi santi: San Massimiliano Kolbe, beato Edoardo Poppe, Domenico Bartolomei, Silvio Gallotti, Santa Bertilla Boscardin, San Annibale di Francia. Soprattutto Beato Papa Giovanni Paolo II non si separava mai da questo libro, il motto Totus tuus indicava proprio la sua consacrazione totale alla Madre di Dio. Dice Giovanni Paolo II: “La lettura di questo libro ha segnato nella mia vita una svolta decisiva a entrare dentro di me, un cammino interiore, introspettivo, che coincide con la  preparazione clandestina al mio sacerdozio”. Pensate a come si è preparato: nel silenzio, nel nascondimento, nel dono totale di Gesù per mezzo di Maria.
Ho incontrato una volta un giovane che, dopo la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, sentiva che la sua vita era cambiata. Lavorava in una fabbrica di 200 operai e al momento del pranzo non poteva iniziare a mangiare senza aver prima fatto il segno della croce, ma non aveva il coraggio. L’ho benedetto e l’ho esortato dicendogli: “Coraggio, fratellino, vedrai che sarà bellissimo fare il segno della croce dopo la tua consacrazione!”. La prima e la seconda volta non ce l’ha fatta, ma la terza sì. Ne sono  seguite ironie, sorrisi, battute, parolacce, qualche bestemmia, ma lui da quel giorno in poi ha continuato a fare il segno della croce. La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ci chiede piccole cose ogni giorno!
Sapete cosa è successo? Dopo due mesi c’erano dieci persone che facevano il segno della croce insieme a Lui! Bastano dieci, no? Ma voi siete molti di più!
Alla sera quando qualche volta porto i giovani in pizzeria, guai a chi prende subito la forchetta: prima il segno della croce! Una volta, alla fine della serata, un uomo, emozionato, mi ha detto: “Don, grazie per la tua testimonianza”.
Il mondo è assetato di questo, siamo noi che ci vergogniamo di essere cristiani veri! Per questo la Madonna ci invita a tuffarci nel Suo Cuore: perché diventiamo forti, coraggiosi, autentici.
Quando siamo di fronte a una chiesa facciamo il segno della croce o un inchino, quando passiamo davanti a un Tabernacolo facciamo un inchino, stiamo lì due minuti! Lo facciamo per noi ma chissà, magari in quel momento passa qualcuno e vede… cosa può passare il Signore attraverso questo gesto, che ne sappiamo?
Parlare di Maria è parlare di nascondimento, di umiltà, di semplicità, trasparenza: non è necessario dire a tutti che abbiamo fatto la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, lo devono vedere, lo devono sentire! Le parole non contano, pensiamo che Maria nel Vangelo non ne ha dette molte. Parlate con le membra, con le labbra, con il cuore, con la vita.

Gesù è venuto nel mondo per mezzo di Maria e pure per mezzo di Lei deve regnare nel mondo.
Pensiamo al quinto mistero della gioia: Gesù ha dodici anni e per la prima volta, dopo la sua presentazione al tempio, sale a Gerusalemme. Da quella volta vi ritornerà ogni anno a Pasqua, fino alla fine della sua vita.
Immaginiamo la scenografia di quel momento: da tutti i paesi i pellegrini giungono a decine di migliaia fino alla città santa. Interi villaggi sono in cammino dalla Galilea, dalla Samaria, dalla Giudea verso la città eletta, il cuore stesso del popolo. Siamo al primo pellegrinaggio di Gesù in cui Lui vi partecipa come un adulto, dodici anni è l’età in cui un bambino giudeo entra ufficialmente a far parte del popolo di Dio: per la prima volta può leggere la Parola di Dio nella sinagoga. Deve essere stato commovente vedere questi bambini dodicenni che proclamano la parola di Dio nella sinagoga gremita dai familiari e che poi con lo zucchetto si recano al muro del pianto.
Gesù con i suoi genitori ha fatto cinque giorni di cammino per arrivare: bisognava aggirare la Samaria per evitare le valli dei briganti, discendere nella valle del Giordano fino a Gerico e poi la lunga salita fino a Gerusalemme. Ecco, vediamo Gesù che contempla lo splendore della città santa tanto desiderata.
Nel Cuore di questo Bambino c’è un Padre nell’alto dei Cielo che lo invita ad agire in modo deciso, dall’altra parte ci sono le persone a Lui più care nel mondo: Giuseppe e Maria. Lui sa che rimanendo a Gerusalemme i suoi genitori sperimenteranno una grande sofferenza, ma dopo un travaglio interiore sceglie di seguire il Padre del cielo. Dopo un’intera giornata di cammino i suoi genitori si accorgono che Lui non era con loro… penso che essere Madre di Dio non era cosa da poco: quante ne avrà passate Maria!
Maria genera i Suoi figli nelle lacrime lungo tutta la Sua vita (la Salve Regina ce lo dice): pensiamo alla nascita di Gesù in una grotta, alla fuga da Erode, alle piccole contrarietà di ogni giorno come ogni mamma e papà e adesso sperimenta una cosa terribile, la scomparsa di Suo Figlio. Una ricerca che dura tre giorni e tre notti… Maria vive in anticipo ciò che vivranno gli apostoli il venerdì santo quando Gesù sparirà dalla faccia della terra e lo si crederà morto per sempre.
Improvvisamente Giuseppe e Maria ritrovano Gesù, lo vedono che ascolta, parla e interroga contemporaneamente i dottori del tempio, sbalorditi dalle Sue affermazioni e dalla sapienza delle Sue parole.
Gesù anticipa in quel momento ciò che sarà la sua vita pubblica perché già sta proclamando il Regno di Dio.
Era necessario che Maria e Giuseppe sapessero ciò che c’è nel cuore del Buon Pastore quando corre alla ricerca delle sue pecore perdute. Gesù fa sperimentare a sua Madre cosa vuol dire perdere un’anima e nello stesso tempo assaporare la felicità del Padre quando ritrova un figlio perduto: a Gerusalemme Gesù fa entrare Giuseppe e Maria nel cuore dello stesso Padre.
Gesù è prima di tutto figlio del Suo Padre Celeste, anche se Giuseppe è stato per Lui una presenza importantissima, un’icona vivente di Dio Padre, per la sua bontà, umiltà, semplicità.
A dodici anni, nella sua coscienza umana di fanciullo, Gesù ha piena coscienza della sua identità e della sua missione e accorda la sua volontà di fanciullo alla volontà del Padre, si mette a capo delle immense schiere di giovani che faranno di Dio l’amore della loro vita.
Ecco perché è importante parlare ai giovani delle cose di Dio! Questa per loro è un’età difficile e non possiamo trascurare il dialogo. Magari vanno a catechismo e dialogano con amici o catechisti o anche qualche Sacerdote, ma voi genitori siete i primi maestri della chiesa domestica. Dovete dare voi l’esempio prima di mangiare con il segno della croce. Costruire anche in cucina, come me, un angolino bello dove c’è un’icona, una bibbia aperta, un rosario, una candela accesa, se non avete questo spazio, createlo! Dobbiamo ricordare che c’è una presenza con noi, non vergogniamoci di essere cristiani nelle piccole cose quotidiane. Consacrarsi a Maria è anche questo!
Vent’anni fa ho conosciuto Roberto ad un ritiro spirituale mariano. Si è presentato con un fiorellino chiamato comunemente “occhi di Maria” e ha iniziato così: “Guardate cosa ho trovato nel giardino, ho pensato a Maria e ho pensato a voi…” ha detto quattro o cinque frasi ed il suo intervento era finito. Vedete la semplicità che Roberto ha incontrato vent’anni fa? Io la sto scoprendo adesso, a tredici anni di sacerdozio, perché è Maria che mi fa vivere le piccole cose quotidiane e nelle piccole cose c’è la bellezza del cielo!
Tante volte ci soffermiamo sulle nostre fragilità, peccati… no! Perché è il diavolo che vi tenta a questo! Decentratevi! Noi siamo importanti agli occhi di Dio, siamo una perla preziosa, il gioiello più bello!
Lui sa che sono fragile come prete, sono debole, ho tante miserie, ma mi ha scelto come Suo ministro. E sceglie anche voi a consacrarvi, voi diventerete la mano destra del Sacerdote, sapete? Quante cose bisogna fare in parrocchia… quanto amore dobbiamo avere per i pastori… quante attenzioni… Veniteci a trovare! Raccontateci quello che state vivendo e se dovete fare qualche critica, fatela con amore.
Questo è anche consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria! Portateci anche una torta di mele ogni tanto che ci fa bene!
Ma fatelo con il vostro parroco, perché il vostro parroco è stato scelto da Dio e quando celebra la Messa, Maria è dietro di lui che prega in ginocchio con Suo Figlio per quel momento.

Maria vuole che tutti gli uomini siano consacrati al Suo Cuore Immacolato.
Non dobbiamo perdere più tempo, non rimandate come con la dieta, ma dite OGGI e quando vi siete consacrati, rileggete di nuovo il libro del Trattato perché troverete un’infinità di cose meravigliose, sempre nuove, perché è stato ispirato dallo Spirito Santo. Perché quando ascoltiamo la Parola di Dio oggi ci dice una cosa e tra due mesi ci dice altre cose? Perché la Parola di Dio è fresca, è viva!
Maria desidera ricondurci tutti a ritrovare l’innocenza che abbiamo perso diventando adulti. Consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria vuol dire anche ritornare ad essere bambini con l’esperienza che abbiamo oggi, vuol dire avere l’innocenza dell’anima. Dovete pregare così: “Aiutami, Signore, a fidarmi totalmente di Maria” , “Signore, aiutami a rinunciare ai miei progetti”, “Signore, che io abbia nel cuore, nella mente e nel corpo solamente il Tuo progetto”, “Maria, prendimi per mano e aiutami a dire di sì a queste tre cose che ho detto a Dio Padre”. Sono sicuro che quando pregate così, Maria con un sorriso vi abbraccerà, vi prenderà per mano e vi porterà a Gesù. Pian piano la vostra vita cambierà. Dice Maria: “La mia schiera di collaboratori cresce di giorno in giorno perché ho bisogno di voi. Consacrandovi al Mio Cuore Immacolato vi farò vivere ciò che Io vivo, vi donerò la purezza del cuore, vi allontanerò dal fuoco dell’inferno e mai vi abbandonerò fino a quando entrerete con Me in Paradiso”, questo è quello che la Madonna ha detto nei primi messaggi a Medjugorje, ma anche a Fatima ha detto di pregare tanto e fare sacrifici perché nessuno si preoccupa delle anime.
Maria Santissima rimarrà nei nostri cuori se ci consacriamo a Lei minuto per minuto: quando siete di fronte a un dubbio e dovete decidere per una cosa importante, invocate Maria: “Maria Santissima aiutami adesso, Santa Maria Madre di Dio prega per me adesso, non nell’ora della mia morte, ma adesso! In questo momento in cui devo decidere! E Lei scende su di te e ti dice “Sono qua, figlio Mio! Dimmi, dimmi!”.

Con la schiera dei Suoi consacrati Maria salverà il mondo dal flagello prodotto dalla superbia umana.
Quando Maria getta le Sue radici in un’anima produce una meraviglia di grazia che solo Lei può produrre. Maria, unita alla Spirito Santo, è come una bomba atomica di amore, ve lo dico io! Lo Spirito Santo, racchiuso in Maria, ci porta a vivere tutti i Suoi doni: sapienza, intelletto, consiglio, scienza, fortezza, pietà e timor di Dio e i frutti dello Spirito pian piano verranno fuori. Vi ricordate i nove frutti? Sono pace, amore, gioia, bontà, benevolenza, umiltà, dominio di sé, fedeltà, pazienza.
Vedrete che la vostra vita cambierà, voi magari non lo capirete ma lo capiranno gli altri che vi stanno accanto e vi diranno come voi vivete la vostra consacrazione. Se non cambia nulla allora c’è qualcosa che non va, ma se vedono che siete più sereni, più sorridenti, più disposti alla preghiera allora ecco i frutti!
Pensate lo Spirito santo cosa ha prodotto nel seno di Maria: l’uomo-Dio! Di conseguenza, cosa produrrà in noi se ci lasciamo guidare nell’umiltà, nel nascondimento, nella semplicità, nella trasparenza!
Le cose più grandi che verranno negli ultimi tempi le vedremo piano piano, lentamente. Già qualche cosa bella si sta avverando: avete visto al conclave che preghiera potente è stata fatta allo Spirito Santo?
Non per parlar male dei politici, ma loro non hanno invocato lo Spirito Santo! Un pellegrino a Medjugorje mi ha detto che non gli conveniva invocare lo Spirito Santo (in effetti non ci avevo pensato) ma è logico perché lo Spirito Santo ti porta a pensare agli altri, all’amore, alla gioia, alla condivisione, al bene comune. Chissà perché i politici ci tengono tanto alla poltrona? Ho visto tanta gente buona arrivare al parlamento ma poi…
Maria sta formando una schiera di amici, di collaboratori, di umili apostoli: saranno i nuovi santi della fine dei tempi e solo Lei saprà quanti, quando, come… E’ l’unica che possa produrre, in unione allo Spirito Santo, le cose più singolari e straordinarie.
Se io penso alla mia vita, quando vent’anni fa ero solo Lelio, mi scandalizzo! Ora sono qua, sull’Altare a parlarvi di Dio, io che nemmeno lo conoscevo a quell’epoca. E’ stata Lei! E tutto è iniziato con un’Ave Maria detta in spagnolo in macchina: quando ho iniziato a dirla lentamente, parola per parola, mi si sono aperti gli occhi ed ho iniziato il mio cammino di conversione.
A sessant’anni il mio Vescovo mi dice che sono pronto per diventare parroco, io non volevo perché so quante cose devono fare i parroci! Sono andato a Medjugorje e ho detto alla Madonna: “Io mi metto in disparte e Tu fai il parroco al posto mio!”.  Così ho fatto gemellaggio con Lei.
Tornato a casa il mio Vescovo mi dice: “Sei andato a Medjugorje?” “Sì, eccellenza” “Vi andrai 4 - 5  volte all’anno!” “Ma come faccio? Sono parroco, sa cosa vuol dire?” “So tutto, vai! Buttati! Fai un incontro di preghiera nella tua parrocchia, metti qualche Sacerdote a confessare, fai un po’ di adorazione e vai avanti!” Ora sono circa trecento le persone che vengono a pregare il primo venerdì del mese… non è opera di Dio questa? Io quando vedo la chiesa piena vorrei sparire perché non sono io che ho voluto tutto questo ma è stata Maria, e allora mi metto a disposizione. Questo è anche quello che vuol dire consacrarsi a Maria: disponibilità totale anche se hai paura.
Preghiamo perché il Signore susciti attraverso la vostra vita tante vocazioni al sacerdozio perché tra dieci anni le parrocchie si chiuderanno se non ci sono vocazioni. Qua vedo dei giovani, chissà… I giovani dicono che non trovano lavoro, io darei loro cinque parrocchie di lavoro! C’è tanto da fare, ragazzi!
Io sono entrato in seminario a quarant’anni, non mi vergogno a dirlo, e ho chiesto a Maria: “Maria Santissima, fammi passare questi sette anni  di studi in sette mesi” sono passati in un lampo! Mi ricordo l’ultimo esame di morale sociale: don Luciano Padovese prima dell’esame mi abbraccia e mi dice: “Io al tuo posto sarei scappato dal seminario!” Vedete cosa significa essere figlio di Maria? Significa aver forza e coraggio, non aver paura di niente!
Maria aveva quindici anni quando ha detto di sì, aveva quindici anni! Brava Maria, sei forte!
Tantissime persone mi dicono che pregano Dio direttamente senza preti, messe, confessioni: bella roba. E’ giusto? Senza Maria non possiamo andare a Dio. Ricordatevelo!
Tre sono gli scalini: Maria, Gesù e Dio Padre. Non si può procedere all’incontrario, si perde tempo perché è Maria che ci porta a Dio per mezzo di Suo Figlio.
Maria non è il sole che abbaglia ma la luna bella e dolce che riceve la sua luce dal sole divino, Suo Figlio, e la rende conforme alle nostre capacità. E’ così piena d’amore che non respinge nessuno di coloro che ricorrono a Lei, alla Sua intercessione: “Non si è mai inteso dire che alcuno ricorrendo alla Santa Vergine con confidenza e perseveranza, ne sia stato respinto” (San Bernardo).
Maria è potentissima! E’ così potente che mai le Sue suppliche sono rimaste inesaudite. Ogni volta che si presenta davanti a Suo Figlio, viene subito esaudita, qualunque sia la Sua richiesta, poiché è immensamente grande l’ascendenza del Cuore di questa Madre sul Cuore di Suo Figlio.
Quindi consacrarsi a Maria è vivere al ritmo del Cuore di Maria: preghiamo il Rosario secondo le Sue intenzioni, ascoltiamo la Santa Messa secondo le Sue intenzioni, viviamo una sofferenza chiedendo l’aiuto di Maria in quel momento, che ci dia il coraggio di accettare anche la prova, altrimenti che razza di figlio consacrato a Lei sono? Perché tanti cristiani si allontanano dalla vera fede? Perché di fronte alla contrarietà, al travaglio, alla prova si faccio buddisti. Noi vogliamo essere di Maria!

Signore, sii il custode del nostro cuore e non lasciare che dissipiamo i tesori del Tuo amore. Fa’ che camminiamo nelle Tue vie per poter raggiungere la vita che non ha fine, perché a Te appartiene tutta la gloria e l’adorazione. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Signore, Padre santo, nel mirabile disegno del Tuo amore hai voluto che Tuo Figlio nascesse da donna e fosse a Lei sottomesso, donaci la conoscenza viva e penetrante del mistero dell’incarnazione del Verbo per imitarlo nella Sua vita nascosta fino al giorno in cui, guidati dalla Vergine Madre, entreremo esultanti nella Tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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