martedì 19 giugno 2012

16 giugno 2012 - Omelia della celebrazione solenne di consacrazione


Omelia registrata di P. Marino Comin monfortano

Siate benvenuti tutti a questa celebrazione in onore del Cuore Immacolato di Maria!
Ieri abbiamo celebrato con tutta la Chiesa la solennità del sacro Cuore di Gesù, che in questi tempi ha una qualifica particolare, voluta da Cristo stesso: Cuore misericordioso.

Infatti sento un po’ ovunque recitare la coroncina della divina misericordia. Il Sacro Cuore in questi tempi un po’ difficili vuole essere motivo di speranza e di fiducia e proporsi come sorgente di misericordia per tutti: per i peccatori, per i sofferenti, per gli ammalati, per tutti coloro che vivono una crisi o una difficoltà della vita.
Anche voi avrete notato i suicidi, sono proprio il vertice della disperazione. Per questo Gesù ha voluto che il Suo Cuore venisse invocato in questo tempo come Cuore Misericordioso!
Accanto al Cuore di Cristo, strettamente associato al Suo, c’è il Cuore Immacolato della Mamma, che è Maria. Lei non è indifferente alla nostra vita, alla nostra storia e ai nostri tempi!
Mi congratulo con i nuovi consacrati e so che moltissimi di voi hanno già fatto la consacrazione a Gesù per Maria, siete tanti! Avete fatto gli incontri di preparazione in cui vi è stato spiegato il significato di questo bel gesto, questi però necessitano di una comprensione più ampia e profonda leggendo tranquillamente il libro del Montfort intitolato il Segreto di Maria o il Trattato alla vera devozione a Maria. Questo vi aiuterà a capire il significato della consacrazione che voi oggi fate per la prima volta.
Il Cuore di Maria viene qualificato come Immacolato dalla Liturgia. Questo lo si capisce leggendo il Vangelo di Luca, nella parte che riguarda l’Annunciazione, quando L’Angelo entra e saluta Maria così: “Ti saluto, Piena di Grazia. Il Signore è con Te!”. Vi dico che questa è la  definizione che Dio ha voluto dare a Maria: Lei è la creatura piena di grazia.
Cuore Immacolato significa che non ha macchia e contiene la presenza di Dio in un modo straordinario. Immacolato vuol dire anche Cuore disponibile perché, non avendo alcuna resistenza alla volontà di Dio, questo Cuore è disponibile ai disegni del Signore. Infatti Maria, sempre nell’Annunciazione dice così: “Io sono la serva del Signore. Si faccia di Me secondo la tua parola”.
Questa è la seconda definizione di Maria: Dio la magnifica come Piena di grazia e Lei si dichiara Serva del Signore. Vedete, dice serva del Signore cioè consacrata al Signore.
Il Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium  parla di Maria e al n. 56 leggiamo così: “Nel momento dell’Annunciazione Maria consacrò totalmente se stessa alla Persona e all’0pera del Figlio…” questa è una dichiarazione straordinaria che dice in poche parole che tutta la vita di Maria è un’oblazione a Dio perché consacrò totalmente se stessa alla persona del Figlio, senza avere altre intenzioni nella Sua vita.
Gesù era il motivo esclusivo della Sua vita, quindi consacrò tutta la Sua vita a Colui che Dio le aveva messo fra le mani: il Figlio di Dio.
Pensate come il Padre si è fidato di Maria, nel consegnarle il proprio Figlio! Pensate quindi quanto Maria sia capace di prendere anche ciascuno di noi e portarci avanti nel cammino della nostra fede! Dedicarsi esclusivamente a Dio come Maria, vivere unicamente per il disegno di Dio, per compiere la Sua volontà, questo è quello che vogliamo fare noi con la consacrazione.
Qui nei primi banchi vedo un nutrito numero di fratelli e sorelle di ogni età con la fascia azzurra, che vuole rinnovare con la propria vita questo gesto di Maria, cioè consacrare se stessi a Lei perché prenda ciascuno e se lo metta nel Cuore. Maria vuole che ogni consacrato entri a far parte della Sua vita. Questo si spiega bene anche nel Vangelo di Giovanni, quando Gesù dalla croce, guardando giù vede Sua Mamma in lacrime con l’Apostolo prediletto. Gesù dice a Sua Mamma: “Ecco Tuo Figlio!” e a Giovanni: “Ecco Tua Madre!”. Giovanni però non termina così ma continua con queste parole: “ e il discepolo la prese in casa sua”. 
 Questo, cari consacrati, fate voi! Questo facciamo noi cristiani, discepoli del Signore per il nostro Battesimo, quando con l’atto di consacrazione diciamo a Maria (semplificando il testo): vieni a casa mia, fai parte della mia vita, io ti ospito con me, desidero condividere la mia vita con Te. Questa è la consacrazione che voi fate! Niente di straordinario, perché è una possibilità che viene offerta a tutti i discepoli del Signore ma viene capita più o meno bene secondo il dono dello Spirito di Dio. Se siete qui e volete fare questo gesto, sappiate che una grazia l’avete ricevuta perché ospitare la Madre di Dio in casa vostra, cioè nella vostra vita, significa una grande ricchezza, una sicurezza straordinaria e un aiuto per fare bene il nostro cammino e crescita di fede.
Tra poco ci sarà la rinnovazione delle promesse battesimali, vi chiedo un’attenzione speciale perché possiate farla bene. Cosa significa rinnovare le promesse battesimali? Non è altro che la ripetizione delle parole che si pronunciano quando un bambino viene battezzato. In quel momento le parole sono queste: “Vuoi prendere Gesù come tuo Signore, tua guida, tuo maestro nella vita?”, i genitori, padrini e madrine dicono “Sì!”.
Quindi si fa la scelta di Cristo per la nostra vita. Il bambino con queste parole è consacrato.
Il problema dove sta? Il problema sta nelle parole che voi direte nella formula di consacrazione, scritte da S. Luigi Maria Grignon di Montfort: “Poiché io sono stato infedele alle promesse del mio Battesimo, mi consacro a Te perché Tu mi aiuti a viverlo come si deve”.
Quindi la consacrazione che noi facciamo è un affidarsi alla Madonna santissima perché ci aiuti a riscoprire bene l’impegno del nostro Battesimo, la nostra appartenenza a Cristo per viverlo bene non solo con i nostri buoni propositi ma con l’aiuto della Vergine santa.
Cosa avviene con l’atto di consacrazione? Noi, come il discepolo prediletto, invitiamo Maria nella nostra casa, nella nostra vita. Promettiamo di accoglierla, ascoltarla, ricorrere a Lei nel bisogno, offrirle i vari momenti della vita così come vengono giorno dopo giorno. Ci mettiamo nella mani della Madonna santissima perché ci aiuti a vivere la vita in uno spirito veramente evangelico e Lei in cambio ci protegge; è come un patto: “Se tu ti doni a Maria per tutto quello che sei, anche Lei si donerà a te con la ricchezza dei Suoi doni, con la potenza della Sua mediazione . Come ha custodito il Figlio di Dio, custodirà anche te!” (S. Luigi Grignon di Montfort).
Quindi la consacrazione a Gesù tramite la Madonna santissima è un atto di affidamento a Lei per vivere meglio spiritualmente la nostra fede, ma è anche una garanzia di amicizia, di confidenza e di fiducia illimitata in una persona che è vicinissima a Dio e vicinissima a noi. Tante volte mi sono ritrovato a pensare a questa consacrazione e guardandola da tutte le angolazioni  ho capito che è veramente un fatto spirituale meraviglioso: ci aiuta a superare bene le difficoltà della nostra vita, ad avere fiducia, a non disperare. Ci aiuta quindi a far entrare nel nostro cuore il Regno di Dio che porta pace, serenità, gioia, ci guida nel bene perché solo il male ci rende tristi.
Tra poco voi pronuncerete l’atto di consacrazione e direte pressappoco così: “Ti offro il mio corpo e la mia anima, i miei beni interni ed esterni, il valore stesso delle mie buone opere passate, presenti e future, lasciandoti un intero e perfetto potere di guidarmi nella vita come Tu desideri e come Tu vedi che è meglio per me”. 
 Il gesto è importante perché è una dichiarazione volontaria, esplicita, di cui ci rendiamo conto: non siamo più i bambini portati in braccio dalla mamma al fonte battesimale, lasciando che gli altri dicano per noi. Adesso abbiamo preso in considerazione la bellezza di appartenere a Cristo e riproponiamo questa appartenenza attraverso le mani immacolate della Madonna santissima.
Quindi è un rivivere la nostra fede e oggi c’è un grandissimo bisogno di questo!
Se noi riscopriamo Cristo abbiamo scoperto un valore straordinario nella nostra esistenza. Cristo non è Uno che ci getta la croce e ci dice Và e portala, Cristo è la spiegazione del senso della vita e anche della sofferenza, perché l’ha provata anche Lui. E’ la chiave di riuscita nella nostra vita. 
Soltanto una cosa vi dico, come un fratello fra di voi: siate perseveranti!
Non basta fare questa dichiarazione, cioè dire la formula di consacrazione, perché questa finisce subito in pochi minuti, importante è prendere consapevolezza di queste parole che noi diciamo e poi impegnarci a tradurle in gesti di vita, cercando di far entrare veramente Maria nei comportamenti quotidiani della nostra vita.
Allora questa consacrazione ci trasforma e ci rende veramente figli di Dio ma anche a livello umano ci dà tanta gioia e sicurezza.   Ogni giorno quando al mattino ci svegliamo, ripetiamo alla Madonna santissima con le nostre parole: “Io sono tutto Tuo, ti offro questa giornata, veglia su di me, fa che anch’io sia un Tuo degno figlio e sia l’espressione della Tua maternità per tutte le persone che incontro!”. 
Tutti ripetono che la consacrazione è la via maestra, la più facile e sicura per arrivare a Cristo e vivere bene la nostra fede.  
Ringraziamo quindi il Signore che, dandoci il Suo Spirito, ci ha illuminati su un sentiero di spiritualità veramente molto efficace, ma anche molto sicuro.


         

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