martedì 22 maggio 2012

2012 - 1° incontro di preparazione alla consacrazione

Catechesi registrata del 19 maggio 2012

Cominciamo cercando di capire il significato della parola consacrazione: adibire ad uso sacro. 
Noi non ci consacriamo alla Madonna ma alla Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.   
Cosa vuol dire consacrarsi secondo il santo da Montfort? Significa chiedere a Dio di uniformare il nostro modo di pensare, di volere e di agire secondo la Sua volontà. 

L’uomo però non è in grado da solo di fare questo, nel capitolo 15 del Vangelo di Giovanni infatti è scritto : ”Senza di me non potete far nulla”, però con l’aiuto di Dio e la mediazione di Maria allora sì lo possiamo! Possiamo cedere a Lui il nostro modo di pensare, di volere e di agire.

Nel capitolo 7 di Giovanni Gesù, nella sua preghiera al Padre, dice: “Consacro me stesso perché anche essi siano consacrati a Te”, quindi Gesù dopo aver consacrato se stesso, chiede anche la consacrazione di tutti gli uomini.  La consacrazione di Gesù, come quella di Maria sua madre, avviene nel momento del concepimento, quando Lui, seconda Persona della Santissima Trinità, diventa anche uomo. Poi però la consacrazione, dono della Trinità, deve essere vissuta, perché se non l’avessero fatto non avrebbero realizzato la Volontà divina su di loro. 

Gesù chiede ancora in un altro modo la consacrazione agli uomini: quando dalla croce affida a Maria il compito di fare da mediatrice, di diventare madre di tutti gli uomini. Gesù ha detto a Maria “Ecco tuo figlio”, non perché Giovanni fosse materialmente figlio suo ma per darle una maternità spirituale, perché Lei dia la vita spirituale, cioè la vita eterna a Giovanni e via via a tutti i figli. Quindi Maria ha ricevuto da Gesù il compito di essere madre per tutti coloro che l’accettano, di camminare insieme a lei per poi  accogliere la vita eterna. L’ “ecco tua madre” che Gesù dalla croce ha rivolto a Giovanni, è per indicare che solo da Maria, Madre spirituale di tutti noi, riceviamo la vita spirituale. Non si può arrivare a Gesù senza Maria, non si può arrivare in Cielo, essere santi, senza l’aiuto di Maria. 

Il santo di Montfort nel suo libro dice che non è possibile consacrarsi a Maria se non si è chiamati da Lei e comunque la consacrazione a Maria è un segno certo di predestinazione. 
Noi già consacrati non possiamo vedere in questo nessun merito da parte nostra, più che merito è un dono. Pensiamo quale grande dono ci è stato dato da Gesù sulla croce poco prima di morire, pensiamo al significato di essere chiamati da Dio attraverso Maria a fare questo grande cammino di consacrazione. Cioè uniformare il nostro modo di pensare, volere e agire a quello di Dio.
In pratica Dio vuole che ognuno di noi vada in Paradiso, ma vuole anche che ognuno di noi collabori affinchè tutti vadano in Paradiso. Il Montfort dice che Dio ha mandato Suo Figlio sulla terra attraverso Maria, anche se poteva benissimo raggiungere il suo scopo senza servirsi di una Donna, quindi anche noi se vogliamo andare in Cielo dobbiamo farlo attraverso Maria. Questo per rispondere a coloro che intendono consacrarsi direttamente a Gesù senza l’aiuto della Madonna: Lei è la porta, Lei è il passaggio, Lei è l’unico mezzo per giungere a Dio!

C’è una domanda che ricorre spesso: possiamo consacrarci, invece che a Maria, a un santo o agli Angeli? La definizione di consacrazione, lo ripetiamo, è questa: una persona libera e intelligente chiede a un essere superiore di uniformare il suo modo di pensare, volere e agire a lui stesso. 
Quindi io come persona posso consacrarmi ad uno superiore a me, può essere la Santissima Trinità, Gesù come uomo (perché è la massima perfezione permessa ad un uomo), Maria (che è di grado inferiore alla perfezione di Gesù ma infinitamente superiore all’uomo), gli Angeli buoni e cattivi, ma non possiamo consacrarci ai santi perché può essere che un santo per tanto grande sia teoricamente inferiore a noi come santità. Il santo può aiutarci nel nostro cammino ma resta sempre un uomo, esattamente come noi. Quindi la nostra consacrazione a Dio può avvenire attraverso Gesù uomo, a Maria, agli Angeli chiaramente quelli buoni, ma a nessun altro.

Per approfondire questa spiegazione della consacrazione dal punto di vista teologico vi consiglio la lettura del Trattato della vera devozione a Maria del Montfort, in particolare quella delle Edizioni Ancilla che ha come introduzione un’intervista a P. Luka Cirimotic, sacerdote monfortano, che spiega molto bene e approfondisce tutto quello che abbiamo affrontato finora.

Ora consideriamo il lato pratico. 
Quando noi ci consacriamo alla Madonna riceviamo quello stesso dono che ha avuto Lei nel momento del suo concepimento, quindi noi siamo al livello del concepimento di Maria. Chiaramente parliamo di una consacrazione che viene dal cuore più che dall’intelletto, cioè deve essere profondamente voluta e sentita, non superficiale. Non è importante la formula che noi usiamo, quella del Montfort è una delle tante, ma noi possiamo usare qualsiasi cosa vogliamo, la cosa più importante è l’atteggiamento del cuore in cui riconosco Maria più grande di me e ho la consapevolezza che Lei può prendermi per mano e portarmi a Gesù uomo il quale dopo mi porterà al Padre. 

Questo è il cammino della consacrazione. 
Abbiamo detto che  quando noi ci consacriamo veramente con il cuore siamo al livello del concepimento di Maria, a quel punto Lei è cresciuta secondo la sua capacità di rispondere ai doni ricevuti da Dio; ebbene, la stessa cosa dobbiamo fare pure noi! Nel momento in cui ci consacriamo comincia il cammino (non pensiamo una volta consacrati di aver concluso qualcosa) e il Montfort nel suo libro ci dà dei consigli che noi ora conosceremo. 

Per vivere bene la consacrazione dobbiamo fare tutto per mezzo di Maria. Se noi pensiamo che questa vita sia un dono di Dio, un’occasione che Lui ci ha dato per farci fare un cammino che si conclude in Paradiso, noi dobbiamo essergli grati e finalizzare tutta la nostra vita per la sua realizzazione. Per essere sicuri però di fare un buon cammino chiediamo a Maria di aiutarci, ma come? Pensando sempre a Lei, chiedendole di aiutarci nelle cose quotidiane, semplici. Se io volessi fare un dono a Dio di un’opera buona, un sacrificio, invece di darlo direttamente a Lui lo consegno alla Madonna raccomandandole di farlo in mia vece. Lei prepara la nostra offerta, la abbellisce e la porta a Dio nel modo migliore.

Il secondo consiglio del Montfort è: fare tutto con Maria, insieme a Lei. Chiediamo a Maria di vivere la nostra vita insieme a Lei, chiaramente dobbiamo cercare di fare cose buone, perché altrimenti non sarà con noi. Se noi ci sforziamo di fare  tutto con Maria, le nostre azioni saranno sempre buone (san Paolo dice: ”chi crede non pecca”).

Il terzo consiglio è: fare tutto in Maria. Consacrandoci a Gesù per Maria, ci uniformiamo al  modo di pensare, volere e agire della Madonna, ma se noi lo facciamo veramente in pienezza “diventiamo” Lei. Pensiamo a san Paolo quando dice: “non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”, ebbene anche noi possiamo dire “non sono più io che vivo ma è Maria che vive in me”, perché mi sono spogliato di me stesso, del mio io, e permetto a Maria di pensare, volere e agire servendosi di me come desidera, per il bene della mia anima. 

Leggiamo con attenzione il testo della consacrazione del Montfort che troviamo alla fine del libro: noi cediamo tutto alla Madonna, non siamo proprietari di  niente. Quindi la mia casa non è mia, la Madonna me la da in custodia, quindi Lei ha il compito di proteggerla; lo stesso vale per il lavoro, per i figli, per la mia persona fisica e addirittura, dice il Montfort, per i meriti delle mie azioni buone passate, presenti e future che acquisisco davanti a Dio. Maria però è Madre, la migliore delle madri, e non trascura certo i suoi figli, specialmente quelli che a Lei si affidano. Quindi via tutte le ansie, le paure, le preoccupazioni perché Lei penserà a tutto! Magari non agisce nell’immediato, a volte sembra che neppure lo faccia, ma se succede è perché ha un progetto tutto Suo che molte volte non coincide con il nostro.

Vorrei darvi ancora alcuni chiarimenti sulla consacrazione affrontando magari aspetti che ormai non sono più di “moda”: il diavolo esiste, esiste come entità reale e non accetta la consacrazione perché sa che la Madonna aiuta in maniera straordinaria la persona che si consacra a Lei. 
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vissuto circa un secolo prima del Montfort nel suo libro Le glorie di Maria ha usato esempi molto concreti per spiegare questo punto dicendo che non è possibile che un consacrato a Maria si danni. 

Per questo motivo il Montfort parla della consacrazione come una predestinazione certa, per cui un consacrato sicuramente si salva. La Madonna infatti circonda questa persona di tutti gli aiuti possibili e le permette, sempre nel rispetto della sua libertà, di salvarsi, l’importante è che la consacrazione sia fatta con il cuore. Sant’Alfonso dice che è possibile che una persona momentaneamente esca dal cammino e lasci la mano di Maria, ma è una cosa momentanea e di breve durata. Il diavolo, sapendo tutto questo, non accetta la consacrazione a Maria e la combatte in tutti i modi.

Se ci pensiamo la consacrazione a Maria è vecchia di secoli, è cominciata ancora prima del Montfort, possiamo risalire ai primi cristiani anzi, è Gesù dalla croce che chiede la consacrazione a sua Madre. Il termine consacrazione è superiore all’affidamento in cui si cede qualcosa per poi con il tempo vederselo restituire; consacrazione significa “io non esisto più e tu esisti in me”. 
La Madonna nelle sue apparizioni nel mondo ha sempre chiesto la consacrazione al Suo Cuore Immacolato, prima tra tutte Fatima, perché sa che tutti coloro che si consacrano in modo consapevole e profondo, diventano Lei e riflettono in qualche modo la Sua santità. 

Maria è come un grande specchio, bello e luminoso che riflette la santità di Dio, non ha la perfezione di Dio perché è sempre una creatura però in Lei possiamo ammirare la santità e la bellezza di Dio. I consacrati sono piccoli frammenti di specchio che riflettono l’immagine della santità e della bellezza di Maria e, anche se piccolissimi, riescono a portare in loro qualcosa della Sua grandezza.

Per capire meglio possiamo pensare a Gesù uomo come un grande recipiente che nel momento del concepimento riceve da Dio tutta la Grazia possibile a un essere umano e quindi quel vaso grande che si è spogliato di se stesso viene riempito di Spirito Santo (“Ecco, Padre, Io vengo per fare la Tua volontà”). Quindi Gesù uomo ma anche Dio è un recipiente molto grande, Maria, come creatura, è un recipiente più piccolo ma, dato che anche Lei si è svuotata di se stessa è colma di Spirito Santo. Pensate cosa dice di Lei un santo: entriamo nei panni di Maria al momento della crocifissione di Suo Figlio, lo strazio di vederlo morire in quel modo sapendolo innocente e puro… ebbene Lei aveva talmente incarnato in sé la volontà di Dio che, se per assurdo, non si fosse trovato un uomo disposto a crocifiggere Gesù, l’avrebbe fatto Lei. 
Questo chiaramente è inverosimile ma è per farci capire quanto Maria è disposta a fare qualsiasi cosa, ad accettare fino in fondo il sacrificio di Gesù, pur di uniformarsi al volere di Dio. 

Ritornando all’esempio dei vasi, ora tocca a noi… pur essendo uomini creati come Maria, non abbiamo la Sua santità, quindi il nostro vaso è molto piccolo e il nostro massimo grado di santità è riempirlo. Il problema è che i vasi di Gesù uomo e Maria sono stati svuotati dal loro io per fare spazio a Dio mentre il nostro è pieno di noi stessi. Ecco allora il nostro compito: svuotarci perché lo Spirito Santo possa dimorare in noi in pienezza! Ecco il senso della consacrazione a Gesù per Maria! Solo Maria può insegnarci a rinnegare noi stessi (“Chi mi vuole seguire rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua…”).

Qual è la virtù più grande di Maria? E’ la madre di tutte le virtù: l’umiltà. Nel Magnificat dice “Ha guardato l’umiltà della sua serva…” tutto il resto non serve, è una conseguenza dell’umiltà. Allora noi seguiamo l’esempio di Maria e di Gesù (“Imparate da me che sono mite e umile di cuore…”) e svuotiamoci da noi stessi affinché questo nostro vaso, anche se molto piccolo, possa contenere più Spirito Santo possibile, così qui sulla terra saremo Maria, intimamente legati a Dio , uniformati alla Sua volontà.

Nell’intervista che voi potete leggere all’inizio del Trattato, P. Luka ci dà un esempio molto concreto: il voler pensare come Dio si può paragonare a una pianta che vuole diventare uomo. E’ una cosa impossibile ma ci può servire per rendere l’idea… Allora perché una pianta diventi uomo deve smettere di comportarsi da pianta e iniziare a comportarsi da uomo, cioè deve pensare, volere e agire da uomo. Noi siamo stati creati da Dio per poi ricongiungerci a Lui in Paradiso e lì troveremo Maria, i santi e tutte le persone che hanno raggiunto un certo grado di santità. 

Forse possiamo pensare che tutti andranno in Paradiso? No. Ricordiamo la parabola delle nozze dove gli invitati hanno ricevuto la veste bianca. Ad un certo punto il Re si accorge che uno non ce l’ha e subito chiama i servi per mandarlo fuori dalla sala: in Paradiso si entra solo con certe caratteristiche. Quali sono? Sono quelle di Dio: amare. 
Quindi noi dobbiamo arrivare a pensare, volere e agire come Dio per trasformarci in Lui e così poter andare in Paradiso. 

Questo vuol dire che noi siamo chiamati a diventare partecipi della vita divina, cioè siamo chiamati a diventare Dio. Non scandalizzatevi! Questo chiaramente è proporzionato al nostro stato di creature, però il senso della consacrazione è la divinizzazione dell’uomo ed è Dio che lo vuole! Ed è proprio in questo che la nostra religione supera tutte le altre religioni: Dio è entrato nella nostra storia e desidera che noi diventiamo come Lui.

Vedete allora quanto importante è diffondere la consacrazione e fare in modo che tanti vivano così, che possano iniziare un cammino di santità trasformando il loro modo di pensare, volere e agire in quello di Maria. E’ ovvio che se uno vive così si santifica! E vivendo così dà un messaggio d’amore a tutti coloro che gli stanno vicino. Capite allora come la consacrazione sia un dono eccezionale e meraviglioso. 

Come possiamo allora vivere la nostra consacrazione? Con tanta semplicità, secondo le situazioni in cui ci troviamo, aiutandoci con la preghiera e con i sacramenti, in particolare la S. Messa quotidiana, lasciando che la Madonna intervenga nel nostro quotidiano. Importante è deciderci di cambiare qualcosa della nostra vita, in particolare cambiare quelle cose che ci allontanano da Dio  e scegliere invece quelle che ci avvicinano a Dio. La cosa che più ci avvicina a Dio è la preghiera per eccellenza: la Santa Messa e, al secondo posto, il Rosario quotidiani. Poi c’è la carità. 
Diamoci da fare per dare più spazio a Dio nella nostra vita, doniamogliela totalmente e vedremo le meraviglie che riuscirà a fare in noi!

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