domenica 29 aprile 2012

Che cosa si prova?


Chi ha avuto la fortuna, o meglio la grazia, di partecipare alle ordinazioni sacerdotali e il giorno dopo alla Prima Messa di alcuni di loro, ha conosciuto la gioia dei novelli Sacerdoti che iniziano una nuoca vita in Cristo, la commozione dei familiari, l'allegria degli amici. Ma che cosa si prova dall'altra parte dell'altare?

Che cosa si prova? 
Non lo sapevo fino al giorno della mia Prima Messa –scrive P. Ugo LC, che per un certo tempo ha animato il gruppo dei giovani della parrocchia romana di N. S. di Guadalupe e S. Filippo martire, di Roma- Ho capito che essere Sacerdote non è una questione di onore o di meriti, ma una vocazione di servizio. 

Servizio che si svolge nel presiedere la Santa Eucaristia, nel pregare per il popolo e con il popolo di Dio, per lodare Dio e renderlo presente nella nostra vita.

La mia Prima Messa è stata sicuramente una Messa speciale, un momento di grande intimità con Dio. Ero già stato sull’altare prima, per le prove, ma poi è stato diverso. Sapevo che Dio avrebbe agito attraverso le mie parole e i miei gesti per consacrare il pane e il vino nel suo corpo e sangue.

Che mistero di fede! Che bella esperienza di umiltà! Dio che agisce attraverso di me, un servo imperfetto, un essere umano come tutti gli altri, ma uno che si consacra a servirlo e ad amarlo sopra ogni altra cosa. 
E’ difficile mettere in parole l’esperienza della Prima Messa e di ogni altra Messa successiva alla prima: un’esperienza di amore eterno, di stupore, di responsabilità, di profonda intimità e di una forte amicizia.
Che Dio mi aiuti sempre a vivere ogni Messa come la mia prima e l’ultima.

P. Ugo LC

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