lunedì 5 settembre 2011

Dio non si contraddice


Di Yelman Fco. Bustamanta Solòrza, Spagna

Mi trovavo nell’ufficio parrocchiale, si presentò un giovane immigrato che chiedeva aiuto per ottenere un lavoro: dato che aveva la madre malata, c’era bisogno di inviare denaro nel suo paese. 
Mi raccontò che stava vivendo con una famiglia immigrante che gli chiedeva 200 euro al mese per l’affitto, ma erano già tre mesi che non riusciva a pagare.

Decisi di consegnargli un assegno di 400 euro tramite la Caritas parrocchiale, affinchè pagasse due mesi di affitto arretrati.
Quando gli consegnai l’assegno, il giovane scoppiò a piangere, così con calma gli dissi: “Su, non vergognarti”.
Ma lui rispose: “Non è vergogna, Padre, piango di gratitudine. Oggi ero sul punto di rubare. Ero vicino ad un bancomat e due donne stavano cercando di prelevare il loro denaro. Il bancomat non funzionava, così se ne sono andate via. Dopo un po’ il bancomat ha emesso il denaro e ho pensato di tenermelo perché ne avevo bisogno. Però, mia madre mi ha insegnato che è meglio chiedere che rubare, così ho cominciato a cercare le due donne fino a trovarle e ho consegnato loro il denaro. Loro mi hanno solo ringraziato, poi se ne sono andate. Così ho detto a Dio: ho fatto ciò che dovevo e tu conosci la mia situazione, so che non mi abbandonerai. E Dio non ha tardato nel rispondermi, Padre, nello stesso giorno lei mi sta consegnando la stesso quantità di denaro che stamane avrei potuto rubare. Ma non l’ho fatto”.

Tratto dal libro 100 storie in bianco e nero - Edizioni ART

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