giovedì 4 agosto 2011

Fin dove arriva il nostro amore Le clarisse raccontano...

Puoi benissimo non accorgertene, come di tante altre piccole cose che incontri ogni giorno.
Puoi non accorgertene di quel cubetto di porfido sul marciapiede, non più al suo posto, quasi disarcionato: sotto di esso spunta un rametto esile, che osa offrire al bacio del sole le sue puntine verdi, tenere e ostinate, vincenti su quel cubetto che si è scoperto più debole di quella vita che gli premeva sotto. 
Lo vedo per caso, mentre giro distrattamente lo sguardo, mentre nella testa mi stavano ronzando – sono settimane ormai – parole che mi ha regalato una pagina di calendario, parole di gente nota o sconosciuta di cui i calendari sono pieni e cui ci abituiamo presto.
A queste non mi abituo ancora, mi inseguono da tempo, e la frase “famosa” dice così: “Possiamo cambiare le persone soltanto amandole. La nostra influenza su di loro arriva solo fin dove arriva il nostro amore”. 
Non ricordo l’autore, ma importa poco. Forse non c’entravano niente queste parole con quel cubetto di porfido divelto da un ramoscello sottile, o forse c’entrano davvero, almeno questo credo ripensando a quell'immagine. 
Un cubetto di porfido stava schiacciando una vita, ma quella vita non si è arresa al peso, alla pressione: l’ha ribaltata, attingendo forza dalle sue radici, dalla linfa che scorreva dentro, e sicuramente a prezzo di uno sforzo che una crescita normale non richiede. 
Potevo non accorgermene, ma l’ho visto questo piccolo miracolo di natura, e le cose che mi ha suggerito sono belle. 
Complici quelle parole che mi ronzavano in testa, complice la primavera che sta reinventando paesaggi e scorci, mi ritrovo a pensare che quando amiamo sinceramente qualcuno succede davvero così, che alimentiamo la fiducia nelle radici profonde di una vita, che facciamo circolare speranza e stima nei giorni difficili di un’esistenza schiacciata da pesi grandi, compressa, non liberata per diventare se stessa. 
L’amore dato senza ritorni né condizioni tocca le corde profonde, sotterranee del cuore umano, mette in circolo risposte impensate, risorse insperate, coraggio e autostima. 
Succede a tutti, nessuno è un gelido eroe: di tutti è l’immenso bisogno di uno sguardo diverso che avvolga fragilità ed errori di una veste diversa, di una veste di luce e di speranza, che liberi la linfa potente che ci abita, quel coraggioso anelito alla vita che tutti abbiamo dentro, anche quando massi pesanti di giudizio o di limite ci sbarrano la strada agli orizzonti grandi del futuro pensato per noi. 
Quelle piccole radici hanno osato tanto per aver creduto al sole che un cubetto di porfido si imponeva a negare: così è quando ci si sente amati, le nostre radici sentono il calore dell’amore anche se pesanti massi oscurano tutto, passato e presente. 
Non saranno mai vuote parole di incoraggiamento a riscrivere la sorte delle persone. 
Non saranno mai le nostre aspettative a cambiarle. 
Soltanto il nostro amore, la nostra fiducia, il nostro sentirli parte del nostro esistere potrà arrivare fin là, fino alle radici della loro sofferenza e delle loro possibilità, sfiorando piaghe doloranti del cuore per dire loro, con una carezza di silenzio, “so che puoi… so che vuoi…”. 
E i miracoli succedono, talvolta te ne accorgi.

Nessun commento:

Posta un commento