giovedì 4 agosto 2011

Con gli occhi di Chiara Le clarisse raccontano...

Da giorni venivo nel santuario dedicato alla Vergine, e lì ti ho incontrato, o frate, figlio di Francesco d’Assisi. Ti osservavo mentre pregavi… tutto di te parlava con Dio. 
Il tuo volto, a volte raggiante a volte un poco più sofferente, lasciava trasparire l’incontro con il Mistero… ed una lacrima solcava il viso. 

Il tuo corpo si muoveva leggermente quasi a partecipare dell’inno di lode all'Altissimo. E quando parlavi raccontavi di Colui che si è fatto bambino nel grembo della Vergine, della sua umiltà e, insieme della beata povertà, delle fatiche e pene senza numero che sostenne per la redenzione del genere umano. E quanta passione in quelle parole… E poi, quanto amore per la Sua Parola, per i Vangeli e san Paolo, al quale un poco assomigliavi per zelo. 
Parlavi, poi, della Sua terra come di un luogo veramente benedetto e santo, luogo che sempre volentieri desideravi visitare. Ed ancora: quando stavi in mezzo alla gente, di tutti avevi stima, tutti sapevi accogliere, tutti trascinavi all'amore parlando con ardore della passione che, sola, abitava il tuo cuore: il Cristo povero e crocifisso. 
In te rivedo Francesco, l’amante appassionato del Crocifisso.
Ti guardo, allora, con gli occhi di Chiara, la pianticella, del grande albero Francesco. 
Non mi hai tu forse indicato, con la parola e con l’esempio, il Figlio di Dio quale Via da percorrere, quale vita da imitare, quale verità da abbracciare? 
Allora, in questo anno centenario, come non ringraziare anche te, Francesco, per aver indicato a Chiara i tesori del Cielo, per averla sostenuta, per averle costruito la dimora di san Damiano? 
Ma, forse, ciascuna di noi, ha nella propria vita, un “Francesco” da ricordare, per il quale ringraziare…
E ti rivedo allora con gli occhi di Chiara… 
Tu mi hai insegnato non a guardarti negli occhi, ma a fissare la meta, il volto del Cristo, il suo costato trafitto e, lì, mi hai invitato ogni giorno a riposare. Sì, perché come Francesco e Chiara, tu mi hai insegnato come vivere in Cristo l’amicizia, quella profonda, vera, bella che conduce a guardare insieme verso un ‘oltre noi’ cercando solo ciò che piace a Lui, l’Altissimo, Onnipotente e bon Signore.
E continuo a guardarti con gli occhi di Chiara… Rivedo in te la stessa sollecitudine del beato Francesco per Chiara e le sorelle. Ed è per me grande consolazione e conforto sentire dalla tua voce il “cuore del Serafico Padre” che ci ammonisce ed esorta a perseverare nella via del vangelo. 
E continuerò a seguirti, o frate figlio del Poverello, con gli occhi di Chiara là dove l’obbedienza al Divino Sussurro, condurrà i tuoi passi. E sempre ci sarò quando si farà buio attorno a te e non saprai quale via imboccare per rimanere fedele ai divini mandati. 
Ma ancora, ci sarò quando avrai bisogno di riposare le tue membra stanche e pregherò che, il Divin Maestro, faccia nascere nel tuo cuore il cantico di frate sole affinché porti conforto al tuo spirito.
E continuo a “guardarti” nella preghiera, con gli occhi di Chiara affinché tu possa divenire sempre più vero amante e imitatore dell’Altissimo e tutti tu possa trascinare al suo amore…
E continuerò a guardarti con gli occhi di Chiara …

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