martedì 30 agosto 2011

100 storie in bianco e nero - presentazione del libro

Queste storie vere provengono da una delle molteplici iniziative proposte nell’arco dell’anno sacerdotale proclamato dal Santo Padre (2009-2010).
Sono testimonianze di  esperienze che più hanno segnato la vita di migliaia di sacerdoti, di queste un centinaio sono state raccolte nel libro 100 storie in bianco e nero Edizioni ART (www.edizioniart.it).

Nella presentazione leggiamo: “… Pensare che in questi tempi ci sia tanta gente che ha donato la propria vita agli altri, è di per sé qualcosa di incredibile. Dall’Australia al Giappone, dal Regno Unito al Cile, dal Canada all’India a al Sud Africa, c’è sempre un uomo che trasforma un po’ di pane nel Corpo del Signore, che sorride ai bambini, che assiste i malati, che dà consigli ad un giovane, che cerca di aiutare una coppia in crisi…
C’è sempre qualcuno, da qualche parte nel mondo, che prega per il mondo, per i bisognosi e anche per ognuno di noi. Costoro ci sostengono ogni giorno con la loro preghiera, anche senza conoscerci. Non importa a che cosa io mi dedichi, chi sia, cosa faccia, in che cosa creda: per loro io sono figlio di Dio e questo basta.
E’ Gesù che, nella Sua promessa di essere sempre fra noi, trova i modi silenziosi per compierla. Gesù è in mezzo a noi nelle persone che hanno messo a Sua disposizione la loro bocca, le loro mani, i loro piedi. Gesù agisce in loro. […] E’ per questo motivo che ho voluto pubblicare alcune di queste storie.
Era necessario rendere omaggio a tanta generosità.
L’immagine del sacerdote, ferita in diversi modi negli ultimi anni e mesi, deve essere vista con una sguardo più ampio. Non bisogna guardare solo i punto oscuri e isolati che fanno tanto “rumore” nell’opinione pubblica.
Bisogna considerare la dimensione delle cose soprattutto alla luce di tanto sconfinato eroismo. Un eroismo che si fa notare poco ma che è lì, giorno dopo giorno, per elevare un inno d’amore e di lode a Dio.
[…] Spesso vediamo i sacerdoti soli, non conosciamo la loro vicenda personale, la loro provenienza. Possiamo pensare che vengano chissà da dove, come i sacerdoti secondo l’ordine di Melchisedek. Non vengono certamente dallo spazio siderale, da chissà quale stella: ogni sacerdote, ogni giovane che entra in seminario, viene da una famiglia, da un ambiente sociale, da un contesto di amicizia.
Hanno lasciato la loro famiglia, papà, mamma, fratelli e sorelle per dedicarsi agli altri, anche a noi.
Ma non solo hanno lasciato la loro famiglia: hanno rinunciato a formarne un’altra, a sposarsi ad avere dei figli. Siamo noi la loro famiglia e loro sono pienamente disponibili “per noi”. E’ questo il senso del celibato. Servire il Signore e servire gli uomini con cuore indiviso e con totale dedizione.
Mi sembra dunque doveroso che li accogliamo come la loro famiglia. Non dovremmo permettere mai che si sentano soli, sapendo che hanno compiuto un tale sacrificio per noi. […]”
Leggiamo alcune di queste toccanti testimonianze, lasciamo che il nostro cuore si riempia di commozione e, con gratitudine, preghiamo per loro, Sacerdoti di Cristo.

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