mercoledì 13 luglio 2011

2 luglio 2011 Omelia della Celebrazione solenne di Consacrazione

Dal Vangelo secondo Matteo 12, 46-50
Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: “Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti”. Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: “Chi è mia Madre e chi sono i miei fratelli?”. Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia Madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre”.

Prima di tutto voglio ringraziare P. Kristian che è qui con noi per celebrare questa Eucaristia e anche per fare da cornice più bella e sentita a questa nostra Celebrazione,  voglio ringraziare anche fr. Massimo diacono che ci ha letto il Vangelo e  questi nuovi consacrati.
Forse vi aspettavate il vangelo delle Beatitudini, dato che le abbiamo meditate per un mese,  ho pensato di scegliere invece questo brano del vangelo di Matteo  perché mi sembra la giusta conclusione di questo percorso che abbiamo fatto insieme. 

Penso che Gesù, dicendo  quelle parole rivolte  a Sua Madre e ai suoi fratelli, volesse completare il discorso della montagna: chi mette in pratica le beatitudini e cerca di viverle, costui è per Gesù fratello, sorella e  madre. Abbiamo anche visto come si può accostare le beatitudini all’atto di consacrazione che vogliamo fare. 
Perché desideriamo fare questo atto di consacrazione? Vedete, spesso i maestri di spiritualità ricorrono spesso all’immagine della via per indicare il cammino verso Dio, naturalmente la via è costituita dalle beatitudini. S. Bonaventura parla di un “itinerario del viaggio della mente di Dio”, S. Teresa d’Avila tratta della preghiera come cammino di perfezione e S. Teresa di Gesù Bambino presenta la via come una disposizione del cuore che rende umili e piccoli tra le braccia di Dio, coscienti della propria debolezza e fiduciosi fino all’audacia nella Sua bontà di Padre. 
E’ chiaro che il simbolo della via risale a Gesù, perchè è Lui che ha detto “Io sono la Via” e per Suo tramite si ha la possibilità di accedere al Padre. Però per arrivare a Cristo bisogna scegliere e seguire la stessa via da Lui  percorsa per venire a noi: questa via è Maria! 
E’ questa la proposta spirituale di S. Luigi di Montfort che presenta la consacrazione o affidamento a Maria come una via breve, facile, perfetta, sicura per giungere all’unione con Nostro Signore nella quale consiste la perfezione del cristiano (Trattato  n° 152). Come si vede, il Padre di Montfort è preoccupato di presentare ai suoi cristiani una spiritualità autentica e impegnata che li aiuti a realizzare la vocazione alla santità e spiega che essere santi comporta essere conformi, uniti e consacrati a Cristo Gesù. A questo punto potremo dire: consacriamoci direttamente a Gesù e giungeremo alla santità… perché ricorrere alla Madonna… perché consacrarci a Lei… non è questo un modo di allungare il cammino spirituale, di complicare un po’ le cose?
Soprattutto noi consacrati e voi che vi consacrerete, dobbiamo tenere presente alcune cose importanti. 
Prima di tutto Maria è via a Cristo. A tutti questi interrogativi che ci siamo posti, Montfort risponde illuminandoci sulla missione materna di Maria che secondo il Vaticano II “non impedisce minimamente il contatto immediato con Gesù Cristo” ma, anzi, lo facilita.
“Non credano –dice il Montfort- le persone spirituali che Colei che trovò grazia presso Dio per tutti in generale e per ciascuno in particolare, sia di impedimento ad un’anima per trovare la grazia dell’unione con Gesù Cristo. Certo, la vista delle altre creature, anche sante, potrebbe in certi momenti ritardare l’unione divina ma, come ho già detto e non mi stancherò mai di ripetere, ciò non può essere vero di Maria”. 
Cioè Maria non può allontanarci da Gesù. Maria non fa allungare il cammino per andare a Gesù, al contrario, Lei è una via breve e sicura che conduce rapidamente all’incontro con Cristo. Maria è una via immacolata che conduce Dio al mondo e il mondo a Dio. E’ la più perfetta e la più santa tra le creature. Gesù, venuto in mezzo a noi nel modo più perfetto possibile, non prese altra via per questo Suo meraviglioso viaggio se non quella di Maria (Trattato n° 157).
Quindi sarà ancora Maria ad aiutarci efficacemente a realizzare un incontro intimo e perseverante con il Suo Figlio, perché Gesù Cristo è sempre con Lei grande, potente e operante.
L’incontro con la Madonna si risolve dunque in un incontro con il Signore, in un incontro con Dio. A questo tende il Suo compito materno: collaborare alla nascita e alla maturazione dei figli di Dio. Questo è il traguardo finale dell’opera di Maria: la maturità spirituale di ogni cristiano!
A proposito di questo ancora il Padre di Montfort ama esprimersi riportando una frase di S. Paolo: la Madonna ci aiuta a raggiungere la pienezza dell’età di Gesù Cristo. Da una situazione in cui Cristo è ancora debole in noi, con Maria a per mezzo di Maria si passa ad una situazione in cui la presenza del Signore diventa più forte, diventa più radicata e avanza di virtù in virtù, di grazia in grazia fino alla maturità di Cristo che è la perfezione cristiana.
La Madonna non è una strada parallela a Suo Figlio ma è una strada che sfocia proprio nell’unica Via Maestra della salvezza che è Gesù Cristo.
Il Montfort nel Trattato al n° 168 “Prendiamo dunque questa strada e in essa camminiamo giorno e notte fino a giungere alla pienezza dell’età di Gesù Cristo”.
Abbiamo visto Maria “via a Cristo”, ora vediamo la seconda cosa importante: Maria “stampo, forma di Cristo”.
La Madonna ha formato in se stessa Gesù, perciò è anche in grado di formare noi cristiani! Questa è la Sua missione a cui deve corrispondere l’impegno di totale dipendenza da Lei da parte nostra, perché ci formi in Gesù. E’ presto detto ma è difficile da realizzare questo! 
Il Montfort ci viene in aiuto dicendo che un artista può eseguire una statua in due modi: 
1° servirsi del suo genio, delle sue capacità. Dinanzi ad un blocco di marmo lo osserva e vede che in  quella massa informe può venir fuori una forma umana. Afferra il martello e lo scalpello e si mette al lavoro finché la statua emerge in tutto il suo splendore. Ma si capisce bene che un’opera del genere soltanto un genio può farla, noi che non siamo scultori non la possiamo realizzare perchè basta niente e si rovina l’opera.
2° Servirsi di uno stampo. In questo caso basta mettere nello stampo la materia fusa e la statua è fatta.
Dio, volendo eseguire il Suo capolavoro, l’Uomo-Dio Gesù, aveva a Sua disposizione due possibilità: o provvedere direttamente a produrre il Signore Gesù oppure servirsi di una stampo. Poteva scegliere il primo facendo apparire Gesù sulla terra nella pienezza dell’età adulta ma ha preferito il secondo, cioè servirsi di uno stampo: Maria. Quando la Madonna fu pronta Dio mandò l’Arcangelo Gabriele e la Vergine pronunciò il suo FIAT, in quell’istante la seconda Persona della Santissima Trinità entrò in quello stampo divino che è Maria Santissima. Paolo dice che incarnandosi, Gesù Cristo si è annientato prendendo la forma di schiavo diventando, per così dire, materia liquida, fusa. Dopo nove mesi Gesù venne alla luce perfetto Uomo e perfetto Dio. Fatto questo capolavoro di Uomo-Dio lo stampo (Maria) non è stato messo da parte ma serve a formare noi cristiani. 
In Maria Gesù è diventato partecipe della natura umana, noi in Maria possiamo diventare partecipi della natura divina. 
Dio per mezzo di Maria si è umanizzato, l’uomo per mezzo di Maria può essere divinizzato.
Concludendo, allora cosa dobbiamo fare?
Maria è la nostra docilità! La docilità è la virtù tipica dell’ infanzia, è la virtù che stabilisce i rapporti tra madre e figlio. Io credo che sia proprio la docilità che deve regolare i nostri rapporti con Maria! Il Montfort insiste nel dire che dobbiamo lasciarci guidare dallo Spirito di Maria: occorre consegnarsi a Maria per essere mossi e guidati secondo il Suo Spirito. Mettersi nelle mani verginali di Maria come uno strumento, come un liuto in mano ad un abile suonatore, in poche parole rinunciare allo spirito proprio. Questo significa consacrarsi a Cristo per mezzo di Maria!
Rinunciare allo spirito proprio, al proprio modo di vedere, perdersi e abbandonarsi in Maria come una pietra che si getta in mare, questo significa consacrarsi!
Lo diremo tra poco nell’atto di consacrazione: rinuncio a me e mi dono a Te, mia cara Madre!  Durante e dopo ogni azione, di tanto in tanto, quanto più frequentemente ciò avviene tanto più presto si giunge alla perfezione dell’unione con Gesù Cristo perché lo Spirito di Maria è lo Spirito di Gesù. Il Montfort ci dice ancora: occorre essere nelle mani di Maria come il velo che la Veronica ha messo sul volto di Gesù, perché ci rimanga stampato nel cuore. Allora abbandoniamoci nelle mani di Maria come questo velo della Veronica.
Sia lodato Gesù Cristo!

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